Città della Pieve
Al confine tra Umbria e Toscana e poco distante dal Lazio, Città
della Pieve domina la Valdichiana ed il lago Trasimeno. Il
paesaggio, di grande suggestione pittorica, ha ispirato il nativo
Pietro Vannucci detto "Il Perugino" (1450-1523), che qui ha lasciato
numerose opere.
L'antica Castel della Pieve, sorta intorno al sec. XII d.C. come
avamposto della Toscana longobarda in avvistamento di Perugia
bizantina, si sviluppò tra i sec. XII-XIII in relazione al crescente
impaludamento della Valdichiana.
Sempre ribelle a Perugia guelfa, che la sottomise fin dal 1888, fu
libero Comune ghibellino sotto la protezione di Federico II di
Svevia ed in amicizia con Siena, la più grande potenza filoimperiale
dell'Italia centrale.
Fu elevata da Clemente VIII a Città ed a sede di Diocesi nel
Giubileo del 1600.
Nel 1780 ospitò il "Concordato idraulico" tra Pio VI e Pietro
Leopoldo di Toscana per la definitiva bonifica della Valdichiana.
Il centro storico evidenzia una struttura urbana della prima metà
del sec. XIII di forte influsso senese (ravvisabile anche nei
manufatti di stile romanico e gotico., con l'inserimento di numerose
testimonianze successive di gusto romano dal Rinascimento al
Neoclassico.
Tra i monumenti più rilevanti: la Cattedrale dei Santi Gervasio e
Protasio (l'antica Pieve con funzioni battesimali), la romanica
Torre Civica, la gotica Rocca (ideata dal senese Lorenzo Maitani nel
1326), le gotiche chiese di San Francesco, Santa Maria dei Servi,
Sant'Agostino, il rinascimentale Palazzo della Corgna, il palazzo
della Fargna-Laval, di gusto rococò.
Questa brevemente la storia, ma in aggiunta è giusto dire che oggi
Città della Pieve si presenta nel suo massimo splendore e
conservazione, battendo sicuramente molti altri forse più famosi
paesi umbri, grazie alla cura per il mantenimento dei palazzi e
delle case più modeste del borgo. Nelle sue vie si provano antiche
sensazioni di immagini medievali intatte. Ciò che balza subito agli
occhi è l'omogeneità delle case, tutte in mattoni, tutte curate e
ben conservate, nonchè l'estrema pulizia del luogo. Complimenti
dunque a chi ha saputo rispettare così bene un borgo magico! |