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Il parco è frutto della mente di Vicino Orsini, nato in questa terra nel 1523.
Uomo romantico e prode condottiero al servizio dello Stato Pontificio, di ritorno dalle guerre fece posare, nella valle sottostante il castello, una serie di sculture fantasiose e grottesche.
La leggenda racconta che alla morte di sua moglie Giulia Farnese, fece costruire nel parco, in sua memoria, un piccolo tempio dove, secondo le sue richieste, i sacerdoti della zona avrebbero dovuto commemorarla perpetuamente durante le messe.
L'intera costruzione di mostri, scolpiti in pietra vulcanica (il peperino) dall'architetto Pirro Logorio, successore di Michelangelo a San Pietro, cominciò con molta probabilità nel 1552, ma rimase per lunghi secoli in stato di abbandono fino alla sua scoperta da parte di Salvador Dalì nel 1938.
Non molto distante dal parco sorge, aggrappato a un colle sulla vallata del Tevere, l'antico borgo dominato dal palazzo Orsini, ricostruito agli inizi del Cinquecento.
All'interno (oggi sede del Comune), nella volta della sala del consiglio vi è un affresco di Lorenzo Berrettini raffigurante "Il trionfo della pace sulla guerra".
La visita al parco è molto piacevole, confortata dalla fresca penombra dei molti alberi. Un'esperienza particolare si può fare entrando nella casa pendente. La nostra mente non è in grado di razionalizzare la pendenza dei pavimenti e ci fa provare strane e inquietanti sensazioni di
malessere.
Nell'ultima foto la storia leggendaria del posto e le varie interpretazioni delle figure presenti.
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