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Ogni volta che
ricevo una lettera o il giornalino dell'AMREF mi commuovo e mi sento
terribilmente fortunato ad essere nato in un paese evoluto, ricco,
democratico e dal clima confortevole.
Riporto qui di
seguito l'ultima lettera AMREF, sperando che anche tu possa commuoverti
e fare qualcosa per questi bambini. E quando si parla di scuola non ci
si riferisce solamente a dare un'istruzione di base ai più piccoli. La
scuola non finisce qui. Pensiamo ai corsi per Assistenti Medici di
Maridi, per esempio. I progetti Amref tendono tutti a rendere autonome
le comunità africane. E' la classica applicazione del dare una canna
per pescare e non limitarsi a rifornire di pesce chi ne ha bisogno, come
fanno altre organizzazioni.

Gentile sig.
Spelta,
al contrario
di quello che si pensa ai bambini africani piace molto andare a scuola.
A loro non importa alzarsi all'alba, camminare per ore prima di
raggiungere quella che nei casi più fortunati è una semplice
costruzione di fango e paglia. Sono felici di andare a scuola perché in
Africa poter studiare è considerata una grandissima opportunità.
Non si
imparano solo la matematica e la grammatica, ma anche come prevenire
malattie molto diffuse, come la malaria e l'AIDS, o il tricoma, che
rende ciechi milioni di bambini per semplice mancanza d'igiene.

Finalmente,
grazie al Presidente Kibaki, anche in Kenya la scuola primaria è
diventata gratuita. Pensi che gioia per loro! Le classi si sono
immediatamente riempite, affollate, ma purtroppo le strutture
scolastiche già molto carenti hanno raggiunto livelli di inadeguatezza
drammatici. Mancano bagni, acqua potabile e poi banchi, sedie, lavagne.
Eppure i bambini non mancano mai. Continuano ad andare a scuola ogni
giorno, per imparare a leggere e scrivere, per disegnare e giocare come
tutti i bambini del mondo.

Anche lei
sarà d'accordo con noi che l'educazione scolastica e sanitaria è il
motore di ogni sviluppo. Questi bambini sono quindi la vera speranza
di cambiare le cose in Africa.
Per
intervenire in modo incisivo in questa situazione, AMREF ha pensato di
partire proprio dai bambini stessi, nominandone alcuni "Piccoli
Ambasciatori", e incaricandoli di farsi portavoce attivi (nei
confronti della propria comunità e dei donatori di AMREF Italia) delle
necessità delle loro scuole.

Caro sig.
Spelta, desidero chiederle se vuole sostenere a distanza un Piccolo
Ambasciatore: per aiutare lui e i suoi compagni di classe ad avere una
scuola più dignitosa, e tutta la loro comunità a giovare di nuove
conoscenze per restare in salute (in Africa sono molti i genitori ad
imparare dai figli che vanno a scuola!).

Già 1000
"Piccoli Ambasciatori" sono stati adottati con successo e
altri 200 stanno aspettando il sostegno necessario per ricoprire questo
delicato ma desiderato compito.
Per sostenere
il suo Piccolo Ambasciatore le chiediamo 360 euro annuali, appena 30
euro al mese, per almeno 3 anni. Il suo nuovo giovane amico le manderà
presto la sua foto ed alcuni disegni. Noi le invieremo una
videocassetta: un breve viaggio alla scoperta della sua terra e delle
sue usanze. Scoprirà quanto il suo aiuto sia importante per lui, sin
da subito!
Non rimandi a
domani, conto su di lei.
L' aspetto e
la ringrazio in anticipo.
Direttore di
AMREF Italia Onlus
Tommy Simmons
PS : sostenere
un Piccolo Ambasciatore significa aiutare concretamente lui e i suoi
compagni ad avere una scuola meglio attrezzata, con le aule e gli
strumenti didattici, l'acqua potabile, i servizi igienici e i corsi di
educazione alla salute. Offrire istruzione ai bambini è la più grande
azione per costruire concretamente un futuro migliore per l'Africa!
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