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LA SCIENZA SCOMODA CHE NON SI
LEGGE SUI QUOTIDIANI
Fino a quando la Environmental Protection Agency americana non rilasciò
nel 1993 il suo Rapporto Ufficiale che classificava il fumo ambientale
come un "noto carcirogeno", le forze antifumo in questo Paese [Stati
Uniti e Canada] stavano perdendo la guerra proibizionista. Gli
Americani, sia che fumassero o meno -- e indipendentemente dalle loro
preferenze personali -- erano generalmente d'accordo sul fatto che il
"salvare" in fumatore da se stesso non stava a nessuno -- governo
incluso. Il consenso generale era quindi che, una volta che gli
individui erano a conoscenza dei possibili rischi derivanti dall'uso del
tabacco, la scelta stava a loro.
Ma quando lo spauracchio sui pericoli del fumo ambientale fu creato, il
campo di battaglia cambiò radicalmente. Nonostante le serie obiezioni
sollevate da molti onesti scienziati e ricercatori circa le conclusioni
e affermazioni del Rapporto della EPA, il movimento anti-fumo ha usato
con successo tale Rapporto per promuovere i suoi obiettivi
proibizionistici. Da canto suo, i media hanno divulgato le affermazioni
della EPA senza mettere al corrente il pubblico dell'esistenza di un
forte dissenso, mentre i politici, sempre ansiosi di essere a bordo
della giostra della "correttezza politica", si sono accodati a tale
campagna.
Oggigiorno, non passa una settimana senza che qualcuno decida di
denunciare i "pericoli" del fumo ambientale. Tali "pericoli" sono alla
base dei divieti di fumare in tutti i luoghi pubblici della nazione, e i
casi piu` estremi li abbiamo in California, dove fumare e` proibito in
tutti i bar e ristoranti di quello stato.
Gli sforzi dei proprietari dei ristoranti e di altri esercizi
commerciali in California e altrove, volti a convincere i politici che
la determinazione dello "smoking" o "no smoking" nell'esercizio sta al
proprietario, e il fatto che i clienti siano liberi di non andare in un
ristorante che permetta di fumare, sono stati quasi del tutto ignorati.
Neppure le sezioni fumatori/non fumatori soddisfano i proibizionisti, i
quali affermano che la salute dei lavoratori nell'esercizio è a rischio
per via del fumo ambientale.
Le affermazioni sui pericoli del fumo ambientale, pero`, non sono basate
su fatti. Dei 25 studi che trattano la relazione tra fumo ambientale e
rischio di cancro o malattie cardiache sul lavoro, solo uno studio
[Fontham et al. 1994, "Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in
Nonsmoking Women", pubblicato del Journal of the American Medical
Association l'8 Giugno 1994] riporta un generico incremento del rischio
statistico. Ma anche in questo caso, l'incremento del rischio statistico
riportato dallo studio era cosi` piccolo che, secondo gli standard
stabiliti dal National Cancer Institute, tale incremento avrebbe potuto
essersi verificato semplicemente per caso, o per tendeziosita`
statistica, oppure per via dell'effetto di fattori confondenti del tutto
sconosciuti.
Praticamente, tutti gli studi sono arrivati alla stessa conclusione: non
si e` trovato alcun incremento di rischio statistico per i non fumatori
che sono esposti al fumo passivo sul lavoro. Alcuni esempi, completi di
citazioni dagli studi stessi sono elencati qui sotto. Quanto segue è la
scienza "scomoda" che la stampa quotidiana non riporta:
Cosa dice l'EPA e quale dovrebbe essere invece la verità
(testi in inglese):
http://www.geocities.com/CapitolHill/Parliament/4061/SUFAQS.html
"In genere, non si e` riscontrata un'elevazione di rischio di cancro
polmonare associato col fumo passivo sul lavoro. ..."
Brownson et. al., 1992.
"Passive Smoking and Lung Cancer in Nonsmoking Women" (Fumo
passivo e cancro polmonare in donne non fumatrici)
American Journal of Public Health, Novembre 1992, Vol. 82, Numero 11
"...un rapporto di probabilita` di
0.91 ... indica che non vi e` prova di effetto nocivo da parte del fumo
ambientale sul lavoro"
Janerich et al., 1990
"Lung Cancer and Exposure to Tobacco Smoke in the Household"
(Cancro polmonare e esposizione al fumo da tabacco nell'ambiente
domestico) New England Journal of Medicine, 6 Settembre 1990
"... l'associazione con l'esposizione
al fumo passivo sul lavoro fu piccola e senza significato statistico."
Kalandidi et al., 1990
"Passive Smoking and Diet in the Etiology of Lung Cancer among
Non-Smokers" (Fumo passivo e dieta nella etiologia del cancro polmonare
dei non-fumatori)
Cancer Causes and Control 1, 15-21, 1990
"Tra le donne esposte [al fumo
passivo] solo al lavoro i rischi relativi multivariati totali per
malattie cardiache coronarie fu di 1.49 ... tra le donne esposte solo
occasionalmente, e di 1.92 ... tra le donne regolarmente esposte al fumo
passivo [nessuna delle due cifre ha significato statistico secondo gli
standard scientifici comunenmente accettati]."
Shimizu et al., 1988
"A Case-Control Study of Passive Smoking and Coronary Heart
Disease" (Uno studio di caso controllo sul fumo passivo e malattie
cardiache coronarie) Circulation, Vol. 95, Numero 10, 20 Maggio,
1997
"Non e` stata osservata alcuna
associazione tra rischio di cancro polmonare e il fumo del marito, o il
fumo passivo al lavoro."
Shimizu et al., 1988
"A Case-Control Study of Lung Cancer in Nonsmoking Women" (Uno
studio di caso controllo sul cancro polmonare in donne non fumatrici)"
Tohoku J. Exp. Med., 154:389-397, 1988
"Non abbiamo rilevato un generico
incremento di malattie cardiache coronarie associato con l'esposizione
al fumo passivo sia al lavoro che in altri ambienti."
Steenland et al., 1996
"Environmental Tobacco Smoke and Coronary Heart Disease in the
American Cancer Society CPS-II Cohort" (Fumo passivo e malattie
cardiache coronarie nel gruppo CPS-II della Societa` Americana contro il
Cancro)
Circulation, Vol. 94, Numero 4, 15 Agosto 1996
Articoli originali in inglese, dal
ministero della salute - Australia:
http://www.health.gov.au/nhmrc/advice/nhmrc/chap6/sec1.htm
"[Non si e` riscontrato] un incremento
di rischio statistico associato con l'esposizione al fumo passivo da
tabacco sul lavoro o durante attivita` sociali ... "
Stockwell et al., 1992 "Environmental Tobacco Smoke and
Lung Cancer Risk in Nonsmoking Women" (Fumo passivo e rischio di cancro
polmonare in donne non fumatrici)
Journal of the National Cancer Institute, 84:1417-1422, 1992
"Non c'e` associazione tra esposizione
a fumo passivo sul lavoro e rischio di cancro polmonare."
Zaridze et al., 1998
"Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Risk of Lung Cancer
in Non-Smoking Women from Moscow, Russia" (Esposizione a fumo passivo e
rischio di cancro polmonare in donne non fumatrici in Mosca, Russia)
International Journal of Cancer, 1998, 75, 335-338
Conclusioni come quelle sopracitate non sono riportate
dai media. In certi casi sembra proprio che si cerchi di nascondere
deliberatamente i fatti. Per esempio, quando la American Heart
Association (societa` americana contro le malattie cardiache) emise un
comunicato stampa su uno studio pubblicato nel 1996 da Steenland et al.,
nascose il fatto che questo studio, il piu` grande mai fatto sulla
relazione tra fumo passivo e malattie cardiache coronarie, non
trovo` alcun effetto nocivo derivante dall'esposizione al fumo passivo
sul lavoro.
Le persone interessate, siano esse fumatrici o non fumatrici, devono
rendersi conto che, se desiderano dati scientifici accurati sugli
effetti del fumo passivo, non li troveranno certamente ne` nei media,
ne` nei politici, e neppure presso le autorita` sanitarie.
Martha
Perske
Martha ha speso molti degli ultimi anni a ricercare con estremo rigore
scientifico fatti e dati sul fumo passivo. Martha è un membro di FORCES
e dell'American Smokers Alliance.
Articolo tratto da:
Forces
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