Appendice: locali pubblici
per fumatori, lista ristoranti, pub, discoteche in Italia dove è
previsto uno spazio per fumatori
VERONESI, L'HOUDINI DELLA
SANITA'
E’ una scuola ‘drogata’: il cinquanta per cento di alunni e studenti, ha
detto Veronesi, si fa o si è fatto. Una cifra sconvolgente, diciamocelo,
che l’Houdini della Sanità italiana ha estratto dal suo cilindro magico
con la consueta nonchalance. E col consueto stile: senza, cioé, fornire
uno straccio di prova.
Il ministro non è nuovo a exploit del genere: alcuni mesi fa diede i
numeri sulle "morti da sigaretta", ottantamila l’anno in Italia. Peccato
che si trattasse, né più né meno, di un mero "adattamento" (leggi: una
divisione) per la realtà italiana dei dati diffusi dagli anti-fumatori
d’Oltreoceano. Privi anch’essi, per giunta, di riscontro empirico.
Al danno s’aggiunge la beffa: dire che il cinquanta per cento dei
giovani "si fa", specificando poi che significa che almeno una volta "si
è fatto", è - chiamiamo le cose con il loro nome - una truffa. Un conto
è provare, un altro perseverare.
Tuttavia, non è questo il punto: il punto è che Veronesi, il quale in
altre occasioni aveva insistito sul tema dell’antiproibizionismo,
stavolta ha ribadito sì che "il proibizionismo non è la soluzione", però
ha detto pure che "bisogna difendersi dalla droga come dal fumo delle
sigarette".
Dopo l’Europa, eccoci alla sanità a due velocità: una per le droghe
leggere, l’altra per il tabacco. Per la marijuana il proibizionismo non
funziona (ed è vero), ma per la nicotina sì. Il ministro della sanità
gioca sui numeri, e porta avanti una proposta politica di chiaro segno
liberticida: arrivare, prima o poi, alla segregazione dei fumatori.
Non è il
solo, intendiamoci: l’ex presidente della Food and Drugs Administration
americana, David Kessler, ha recentemente dichiarato che "l’industria
del tabacco va smantellata". Smantellata.
L’obiettivo di Kessler è quello di mantenere il clima repressivo oggi
diffuso in America, e di impedire a George W. Bush di provare a
invertire la rotta.Abbattuto il muro di Berlino, credevamo che anche la
seconda, grande dittatura del Novecento avesse segnato il passo, che il
comunismo fosse un ricordo del passato. Non è così: ancora oggi dobbiamo
fare i conti con lo Stato Terapeutico.
Il quale
pretende di darci lezioni su come disporre della nostra salute: dalla
proibizione delle sigarette, fino a tutte quelle norme ridicole e
assurde che l’Unione Europea ha sviluppato per questo o quell’alimento
particolare.
Dalla pasta che non si può fare più con le uova fresche all’ormai mitico
lardo di colonnata.Non c’è più, è vero, lo Stato totalitario; ma il
nostro gli assomiglia. Pensate a quel proverbio che dice che tutte le
cose belle della vita uccidono, o fanno ingrassare: Veronesi e compagnia
intendono impedirci di ucciderci, e pure di ingrassare. Grazie,
apprezziamo il tentativo.
Ma decliniamo l’offerta: costringerci per legge a non fumare, sarebbe
come costringerci a mangiare solo "vegetariano". A bere solo
"analcolico". A vivere imbottigliati in un gigantesco
preservativo.Veronesi non si rende conto che, giocando a fare il
moralista, fa a pezzi la morale: morale che significa, in prima battuta,
responsabilità personale.
Pensate a
Gesù Cristo: mica mise mano a un decreto legge. Nessuno ricorda Gesù
bussare alla porta di Ponzio Pilato, recarsi in visita al Sinedrio, e
dire: "ehi, vorrei realizzare un sistema di assistenza sociale
obbligatoria". No: Gesù batteva casa per casa il suo Paese, rompeva le
scatole alla gente e cercava di convincerli ad adottare, di loro
spontanea volontà, un sistema di vita piuttosto che un altro.
Dio, del resto, ci ha lasciato il libero arbitrio: possiamo dire di sì o
di no, al bene come al male. E’ esattamente questa facoltà che il
ministro della sanità, e con lui gli altri santoni dello Stato
Terapeutico, vogliono strapparci.
Quello che però fa più arrabbiare non è il tentativo di per sé: da che
esiste lo Stato, i politici hanno sempre provato a farci fare quello che
vogliono loro. Ciò che è insopportabile stavolta è l’ipocrisia, è come
sono stati capaci di occultare sotto una pretesa "scientificità" i primi
vagiti di una dittatura, è stomachevole il loro tentativo di indorare la
pillola.
Una voce solitaria si leva in questo panorama: il presidente
dell’Uruguay ha chiesto la completa liberalizzazione di ogni genere di
droga. Ha fatto notare, complice il fatto che ormai non è può più essere
rieletto (leggi: può dire la verità), che la differenza fra sostanze
"legali" e "illegali" è assolutamente arbitraria.
L’aspirina può uccidere come l’eroina, però la si trova in farmacia -
insomma. E’ un passo importante, vuol dire riconoscere che è diritto di
ciascuno scegliere cosa è buono per lui, nel rispetto del suo
prossimo.Veronesi, e l’Europa, invece fanno a pezzi giorno per giorno
questa nostra libertà. E noi - quel che è peggio - glielo lasciamo fare.
Alberto Mingardi
Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita
Un autentico cartello sanitario sta distorcendo la percezione del rischio e
trasformando in cause di morte anche le cause di vita: dopo le etichette
terrorizzanti per le sigarette ne prepara altrettante per cibi e vini, e
combatte i profumi, bandisce l'incenso nelle chiese, colpevolizza la
pigrizia e la vecchiaia. L'uomo moderno sta rinunciando alla possibilità di
essere felice in cambio di un po' di sicurezza, ma rischia di dimenticare
che si muore perchè si vive. Di Filippo Facci
Acquista il Libro on-line su iBS
Tabella dati
relativi al fumo passivo - valori dei derivati emessi col fumo di
sigarette in ambiente chiuso
Componenti
fumo indiretto (sidestream smoke)
Emissione componenti
fumo indiretto
mg/sigaretta
TLV
(limite legale di
sicurezza)
mg/m3
Sigarette
necessarie per avere il danno
Metilcloride
0,88
0,30
1.170
Acetaldeaide
1,26
180,00
1.430
Ossidi d'Azoto
2,80
50,00
1.780
Fenolo
0,25
19,00
7.600
Benzene
0,24
32,00
13.300
Dimetilamine
0,036
18,00
50.000
Benzo(a)pirene
0,00009
0,20
222.000
Polonio
0,4pCi
3pCi/l
750.000
Toluene
0,000035
375,00
1.000.000
Esempio: Una sigaretta emette 0,24 mg di benzene.
Il limite legale di milligrammi per metro cubo è stabilito in 32mg.
Dunque per produrre un danno da benzene
dovuto a inalazione di fumo passivo in un locale ermeticamente chiuso
bisognerebbe prima avervi fumato 13.300 sigarette. Per il toluene ne
servirebbero 1 milione.