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Dossier fumo

 

Veronesi, l'Houdini della sanità

 

(dossier realizzato da Windoweb.it per una più equilibrata visione del problema del vizio di fumare)

 

Danni fumo

Argomenti pro e contro il fumo e i fumatori

  1.  Presentazione

  2.  Cosa dicono i fumatori?

  3.  Che interesse ha lo Stato a mentire?

  4.  La scienza scomoda

  5.  La favola del fumo passivo

  6.  Commenti prof. Luik su rapporti EPA

  7.  Veronesi, l'Houdini della Sanità

  8.  I danni provocati dal fumo

  9.  Divieto di fumo, il testo del decreto

  10.  Cosa si fuma?

  11.  Humor da fumo

  12.  Consigli a chi fuma

  13.  Numeri e incongruenze

  14.  Statistiche ISTAT sul fumo passivo

  15.  Ambiguità di Stato

  16.  Una voce contraria

  17.  Links

  18.  Il mercatino del come smettere

  19.  Inquinamento (non da sigarette) 

  20. Benvenuto al ministro Sirchia

  21. Per chiudere: sterminati i fumatori, a chi toccherà?

  22. e Benvenuto anche al ministro Storace

 

Appendice: locali pubblici per fumatori, lista ristoranti, pub, discoteche in Italia dove è previsto uno spazio per fumatori

 


VERONESI, L'HOUDINI DELLA SANITA'


 


E’ una scuola ‘drogata’: il cinquanta per cento di alunni e studenti, ha detto Veronesi, si fa o si è fatto. Una cifra sconvolgente, diciamocelo, che l’Houdini della Sanità italiana ha estratto dal suo cilindro magico con la consueta nonchalance. E col consueto stile: senza, cioé, fornire uno straccio di prova. 

Il ministro non è nuovo a exploit del genere: alcuni mesi fa diede i numeri sulle "morti da sigaretta", ottantamila l’anno in Italia. Peccato che si trattasse, né più né meno, di un mero "adattamento" (leggi: una divisione) per la realtà italiana dei dati diffusi dagli anti-fumatori d’Oltreoceano. Privi anch’essi, per giunta, di riscontro empirico.

Al danno s’aggiunge la beffa: dire che il cinquanta per cento dei giovani "si fa", specificando poi che significa che almeno una volta "si è fatto", è - chiamiamo le cose con il loro nome - una truffa. Un conto è provare, un altro perseverare. 

Tuttavia, non è questo il punto: il punto è che Veronesi, il quale in altre occasioni aveva insistito sul tema dell’antiproibizionismo, stavolta ha ribadito sì che "il proibizionismo non è la soluzione", però ha detto pure che "bisogna difendersi dalla droga come dal fumo delle sigarette".

Dopo l’Europa, eccoci alla sanità a due velocità: una per le droghe leggere, l’altra per il tabacco. Per la marijuana il proibizionismo non funziona (ed è vero), ma per la nicotina sì. Il ministro della sanità gioca sui numeri, e porta avanti una proposta politica di chiaro segno liberticida: arrivare, prima o poi, alla segregazione dei fumatori.

Non è il solo, intendiamoci: l’ex presidente della Food and Drugs Administration americana, David Kessler, ha recentemente dichiarato che "l’industria del tabacco va smantellata". Smantellata. 

L’obiettivo di Kessler è quello di mantenere il clima repressivo oggi diffuso in America, e di impedire a George W. Bush di provare a invertire la rotta.Abbattuto il muro di Berlino, credevamo che anche la seconda, grande dittatura del Novecento avesse segnato il passo, che il comunismo fosse un ricordo del passato. Non è così: ancora oggi dobbiamo fare i conti con lo Stato Terapeutico.

Il quale pretende di darci lezioni su come disporre della nostra salute: dalla proibizione delle sigarette, fino a tutte quelle norme ridicole e assurde che l’Unione Europea ha sviluppato per questo o quell’alimento particolare. 

Dalla pasta che non si può fare più con le uova fresche all’ormai mitico lardo di colonnata.Non c’è più, è vero, lo Stato totalitario; ma il nostro gli assomiglia. Pensate a quel proverbio che dice che tutte le cose belle della vita uccidono, o fanno ingrassare: Veronesi e compagnia intendono impedirci di ucciderci, e pure di ingrassare. Grazie, apprezziamo il tentativo. 

Ma decliniamo l’offerta: costringerci per legge a non fumare, sarebbe come costringerci a mangiare solo "vegetariano". A bere solo "analcolico". A vivere imbottigliati in un gigantesco preservativo.Veronesi non si rende conto che, giocando a fare il moralista, fa a pezzi la morale: morale che significa, in prima battuta, responsabilità personale.

Pensate a Gesù Cristo: mica mise mano a un decreto legge. Nessuno ricorda Gesù bussare alla porta di Ponzio Pilato, recarsi in visita al Sinedrio, e dire: "ehi, vorrei realizzare un sistema di assistenza sociale obbligatoria". No: Gesù batteva casa per casa il suo Paese, rompeva le scatole alla gente e cercava di convincerli ad adottare, di loro spontanea volontà, un sistema di vita piuttosto che un altro. 

Dio, del resto, ci ha lasciato il libero arbitrio: possiamo dire di sì o di no, al bene come al male. E’ esattamente questa facoltà che il ministro della sanità, e con lui gli altri santoni dello Stato Terapeutico, vogliono strapparci.

Quello che però fa più arrabbiare non è il tentativo di per sé: da che esiste lo Stato, i politici hanno sempre provato a farci fare quello che vogliono loro. Ciò che è insopportabile stavolta è l’ipocrisia, è come sono stati capaci di occultare sotto una pretesa "scientificità" i primi vagiti di una dittatura, è stomachevole il loro tentativo di indorare la pillola.

Una voce solitaria si leva in questo panorama: il presidente dell’Uruguay ha chiesto la completa liberalizzazione di ogni genere di droga. Ha fatto notare, complice il fatto che ormai non è può più essere rieletto (leggi: può dire la verità), che la differenza fra sostanze "legali" e "illegali" è assolutamente arbitraria. 

L’aspirina può uccidere come l’eroina, però la si trova in farmacia - insomma. E’ un passo importante, vuol dire riconoscere che è diritto di ciascuno scegliere cosa è buono per lui, nel rispetto del suo prossimo.Veronesi, e l’Europa, invece fanno a pezzi giorno per giorno questa nostra libertà. E noi - quel che è peggio - glielo lasciamo fare.

Alberto Mingardi

 

 

 

Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita

Un autentico cartello sanitario sta distorcendo la percezione del rischio e trasformando in cause di morte anche le cause di vita: dopo le etichette terrorizzanti per le sigarette ne prepara altrettante per cibi e vini, e combatte i profumi, bandisce l'incenso nelle chiese, colpevolizza la pigrizia e la vecchiaia. L'uomo moderno sta rinunciando alla possibilità di essere felice in cambio di un po' di sicurezza, ma rischia di dimenticare che si muore perchè si vive.
Di Filippo Facci    Acquista il Libro on-line su iBS

 

 


Libri sul fumo

Tabella dati relativi al fumo passivo - valori dei derivati emessi col fumo di sigarette in ambiente chiuso

Componenti fumo indiretto (sidestream smoke) Emissione componenti
fumo indiretto
mg/sigaretta
TLV

(limite legale di sicurezza) mg/m3

Sigarette
necessarie per avere il danno
Metilcloride 0,88 0,30 1.170
Acetaldeaide 1,26 180,00 1.430
Ossidi d'Azoto 2,80 50,00 1.780
Fenolo 0,25 19,00 7.600
Benzene 0,24 32,00 13.300
Dimetilamine 0,036 18,00 50.000
Benzo(a)pirene 0,00009 0,20 222.000
Polonio 0,4pCi 3pCi/l 750.000
Toluene 0,000035 375,00 1.000.000

Esempio: Una sigaretta emette 0,24 mg di benzene. Il limite legale di milligrammi per metro cubo è stabilito in 32mg.

Dunque per produrre un danno da benzene dovuto a inalazione di fumo passivo in un locale ermeticamente chiuso bisognerebbe prima avervi fumato 13.300 sigarette. Per il toluene ne servirebbero 1 milione.

 

 

 

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