Cartelli Vietato Fumare e cartelli Locale fumatori, vedi
qui
Fumo
negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della
vita
Un autentico cartello sanitario sta distorcendo la percezione del
rischio e trasformando in cause di morte anche le cause di vita:
dopo le etichette terrorizzanti per le sigarette ne prepara
altrettante per cibi e vini, e combatte i profumi, bandisce
l'incenso nelle chiese, colpevolizza la pigrizia e la vecchiaia.
L'uomo moderno sta rinunciando alla possibilità di essere felice in
cambio di un po' di sicurezza, ma rischia di dimenticare che si
muore perchè si vive. Di Filippo Facci
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L'art. 51 comma 3
dellla L. n. 3/2003, dispone l'obbligo, per gli esercizi di
ristorazione, di dotarsi comunque di uno o più locali da adibire ai
non fumatori.
Ne deriva la necessità di individuare quali siano gli esercizi che
svolgono attività di ristorazione. In via generale, con il termine
ristorazione, si potrebbero ricomprendere tutti gli esercizi
pubblici comunemente denominati Bar, Ristoranti, Alberghi, ove il
cittadino può trovare "ristoro". Diversamente, la Legge 25 Agosto
1991 n. 287, (Aggiornamento delle normativa sull'insediamento e
sull'attività dei pubblici esercizi) all'art. 5 (Tipologia degli
esercizi) alla lettera a) riserva il termine "Ristorazione" ai soli
ristoranti trattorie e similari, escludendo quindi i bar e similari
ricompresi nella tipologia della lettera b). Ugo Stoppato
(Tecnico della Prevenzione), ULSS20 di Verona
Non esiste alcun obbligo per i gestori e i titolari di esercizi
pubblici di creare una sala fumatori. E’ solo una possibilità, anzi
per i locali che non possono suddividere i loro spazi in due sale
distinte, vige il divieto totale. La L. 3 16 gennaio 2003, art.51
non parla solo di esercizi di ristorazione. Al primo comma spiega
che è vietato fumare in tutti i luoghi chiusi, ad eccezione di
quelli privati o delle sale fumatori. Il divieto pertanto è esteso a
tutti gli esercizi pubblici: bar, ristoranti, pub, pizzerie,
alberghi, discoteche e locali delle più svariate tipologie.
Per ulteriori informazioni rimandiamo al commento
Quali cambiamenti i gestori di esercizi pubblici dovranno
affrontare?
Milena Calati, Osservatorio sul Tabacco, Istituto Nazionale Tumori
Roma è piena di bar e ristoranti dove si fuma tranquillamente
sotto il cartello vietato fumare. L’impressione è che alcuni gestori
siano alla ricerca di scappatoie. La mia domanda agli esperti è:
quali scappatoie si attendono? Come intendono rispondere? Un mio
dubbio personale (ma forse ho letto male la norma) riguarda gli
esercizi che non sono ristoranti (esempio, pub, discoteche e altri
templi del fumo): non potranno destinare ai non fumatori una
frazione molto piccola del locale? Luca Bucchini
La legge è molto chiara sui requisiti tecnici delle sale fumatori e
sui casi in cui queste possono essere o meno create. Le scappatoie
sarebbero comunque facilmente applicabili, in quanto in ogni caso
sarebbero decisamente in contrasto con la legge. I controlli
potranno essere richiesti anche da parte dei singoli cittadini,
pertanto i locali non a norma potrebbero essere costretti a pagare
cospicue sanzioni. L’area da destinare alle sale fumatori dovrà
essere inferiore al 50% dell’area totale del locale, qualsiasi sia
la destinazione del locale stesso: discoteca, ristorante, bar ecc.
Lo conferma anche il D.P.C.M. del 23 dicembre 2003 che chiarisce i
dubbi eventualmente creati in tal senso dalla legge n.3. Per
ulteriori informazioni rimandiamo al commento
Quali cambiamenti i gestori di esercizi pubblici dovranno
affrontare?
Milena Calati, Osservatorio sul Tabacco, Istituto Nazionale Tumori
Francamente non capisco perché non si sia voluto rispettare la
libera scelta dei ristoratori (e questo a conferma della totale
persecuzione della libertà individuale di fumare o no) consentendo
ai gestori di stabilire se il loro locale pubblico lo vogliono
tenere a disposizione dei fumatori. E' una scelta come un'altra, no?
Molti gestori rinunceranno ad avere clienti fumatori perché non
potranno creare apposita saletta. E allora perché altri gestori non
potrebbero fare una scelta opposta? Ovvero con un bel cartello posto
all'esterno del locale e dichiarante:
"LOCALE RISERVATO AI FUMATORI".
Gli accaniti non fumatori sarebbero consapevoli che se entrano in
quel locale lo fanno a loro "rischio e pericolo" (il chè mi fa
sempre sorridere...ma fa niente).
Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita
Un autentico cartello sanitario sta distorcendo la percezione del rischio e
trasformando in cause di morte anche le cause di vita: dopo le etichette
terrorizzanti per le sigarette ne prepara altrettante per cibi e vini, e
combatte i profumi, bandisce l'incenso nelle chiese, colpevolizza la
pigrizia e la vecchiaia. L'uomo moderno sta rinunciando alla possibilità di
essere felice in cambio di un po' di sicurezza, ma rischia di dimenticare
che si muore perchè si vive. Di Filippo Facci
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Tabella dati
relativi al fumo passivo - valori dei derivati emessi col fumo di
sigarette in ambiente chiuso
Componenti
fumo indiretto (sidestream smoke)
Emissione componenti
fumo indiretto
mg/sigaretta
TLV
(limite legale di
sicurezza)
mg/m3
Sigarette
necessarie per avere il danno
Metilcloride
0,88
0,30
1.170
Acetaldeaide
1,26
180,00
1.430
Ossidi d'Azoto
2,80
50,00
1.780
Fenolo
0,25
19,00
7.600
Benzene
0,24
32,00
13.300
Dimetilamine
0,036
18,00
50.000
Benzo(a)pirene
0,00009
0,20
222.000
Polonio
0,4pCi
3pCi/l
750.000
Toluene
0,000035
375,00
1.000.000
Esempio: Una sigaretta emette 0,24 mg di benzene.
Il limite legale di milligrammi per metro cubo è stabilito in 32mg.
Dunque per produrre un danno da benzene
dovuto a inalazione di fumo passivo in un locale ermeticamente chiuso
bisognerebbe prima avervi fumato 13.300 sigarette. Per il toluene ne
servirebbero 1 milione.