|
Se, quindi, questi valori giustificano serie preoccupazioni per le
condizioni di salute dei bambini conviventi con genitori fumatori, è
però anche vero che non tutti i genitori fumatori sottopongono i loro
figli ai danni diretti del fumo passivo: si presume infatti che la
consapevolezza della pericolosità del fumo induca molti genitori a non
fumare in presenza dei propri figli e a prendere le dovute precauzioni,
il che ridurrebbe in parte la rilevanza del fenomeno.
Tavola 2 – Fumatori passivi per numero di fumatori a cui sono esposti in
famiglia e classi d’età. Anno 1999
|
Classi d’età
|
Fumatori in famiglia
|
|
1
|
2
|
3 o più
|
Totale
|
|
0-5
|
71,1
|
26,4
|
2,5
|
100,0
|
|
6-14
|
66,5
|
29,2
|
4,2
|
100,0
|
|
15 e più
|
78,2
|
17,7
|
4,1
|
100,0
|
|
Totale
|
75,5
|
20,6
|
3,9
|
100,0
|
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
Tavola 3 – Nuclei familiari con figli per abitudine al fumo dei genitori
e classi d’età del figlio più piccolo.
Anno 1999 (per 100 nuclei con figlio più
piccolo della stessa età)
|
Classe d’età del figlio più piccolo
|
I genitori non fumano
|
Fuma il padre
|
Fuma la madre
|
Fumano entrambi
|
Totale
|
|
0-5
|
52,4
|
26,0
|
9,3
|
12,4
|
100,0
|
|
6-14
|
52,4
|
22,1
|
11,0
|
14,5
|
100,0
|
|
15 e più
|
65,0
|
18,1
|
9,5
|
7,4
|
100,0
|
|
Totale
|
59,1
|
20,8
|
9,8
|
10,2
|
100,0
|
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
Genitori più colti, meno fumatori
A un titolo di studio elevato corrisponde una minore propensione al fumo
e, conseguentemente, i figli di genitori con titolo di studio più alto
sono anche meno esposti ai rischi del fumo passivo: per ciò che
riguarda, per esempio, i bambini in età prescolare, si nota che quando
il titolo di studio più alto di uno dei due genitori è la laurea, nel
61,7 % dei casi nessuno dei genitori fuma, se il titolo di studio è il
diploma la percentuale scende al 58,6 %, se è la licenza media si passa
al 45%, mentre se i genitori hanno la licenza elementare o nessun
titolo, i nuclei in cui nessun genitore fuma sono solo il 25,4% (Tavola
4).
Ciò rappresenta una conferma in più del fatto che nel nostro paese le
fasce sociali più colte tendono più di quelle meno istruite e informate
a prendersi cura della propria salute e indirettamente anche di quella
dei propri figli.
Tavola 4 – Nuclei familiari con figli in cui nessuno dei genitori fuma,
per titolo di studio più alto dei genitori e classi d’età del figlio più
piccolo. Anno 1999 (per 100 nuclei con le stesse caratteristiche)
|
Classe d’età del figlio più piccolo
|
Nessuno dei due genitori fuma
|
|
Laurea
|
Diploma
|
Licenza media
|
Licenza elementare
|
|
0-5
|
61,7
|
58,6
|
45,0
|
25,4
|
|
6-14
|
66,2
|
54,5
|
47,0
|
51,8
|
|
15 e più
|
66,5
|
56,6
|
58,8
|
73,8
|
|
Totale
|
65,0
|
56,7
|
51,9
|
70,7
|
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
La successiva tabella è stata ripresa dall'assessorato alla sanità
Emilia-Romagna e pare smentire in cifre l'affermazione riportata sopra e
segnata in giallo, visto il numero maggiore di fumatori oltre le 20
sigarette che sono laureati, rispetto a diplomati e licenzia media:
[N.d.A.]
|
NUMERO DI SIGARETTE FUMATE
|
|
Titolo di studio
|
Fumatori
|
Non indicato
|
Meno di 5 sigarette
|
6 - 10 sigarette
|
11 - 20 sigarette
|
oltre 20 sigarette
|
|
Laurea
|
94,1
|
0,0
|
22,7
|
34,9
|
31,2
|
11,3
|
|
Diploma superiore
|
97,7
|
0,1
|
27,2
|
29,1
|
35,3
|
8,3
|
|
Licenza media
|
98,2
|
0,1
|
17,7
|
22,4
|
50,6
|
9,2
|
|
Elementari o nessun titolo
|
98,2
|
0,9
|
15,2
|
29,9
|
42,3
|
11,6
|
|
Totale
|
98,0
|
0,3
|
19,9
|
26,6
|
43,5
|
9,6
|
Fumatori prima di nascere
Si può cominciare a fumare molto presto, addirittura prima di nascere:
le madri fumatrici che non rinunciano a fumare durante la gravidanza
mettono seriamente a rischio la salute del nascituro. I danni che il
fumo provoca sullo sviluppo fetale sono ben noti e documentati nella
letteratura medica; il basso peso del bambino alla nascita è la
conseguenza più conosciuta e documentata del fumo materno.
L’indagine Multiscopo sulle "Condizioni di salute e Ricorso ai Servizi
Sanitari" 1999 - 2000 rileva alcuni interessanti dati sul comportamento
delle madri di bambini che nel 1999 avevano un’età compresa tra 0 e 5
anni. Il 25,7% di queste donne (circa 625.000 unità) aveva l’abitudine
di fumare prima della gravidanza; una volta concepito il bambino, il 62%
delle fumatrici ha sospeso il consumo di tabacco durante la gestazione,
il 29,6% ne ha diminuito la quantità quotidiana, solo il 7,4% ha
continuato a fumare come prima e una quota irrisoria (1%) dichiara di
aver aumentato la quantità quotidiana di sigarette: la gravidanza
innesca quindi nella maggioranza dei casi comportamenti responsabili
modificando lo stile di vita materno, anche se una percentuale piuttosto
elevata di donne (il 38%) che fumavano prima del concepimento continuano
a farlo durante la gravidanza pur se talvolta in maniera ridotta.
Nel Sud d’Italia le percentuali sono più sfavorevoli: il 55% delle donne
che fumavano smette di fumare in gravidanza, il 26,1% diminuisce la
quantità e il 17% non modifica le proprie abitudini. Al contrario, le
percentuali più favorevoli si osservano al Nord, in particolare
nell’Italia nord orientale, dove il 70,5% delle future mamme, fumatrici
prima della gravidanza, sospende il fumo, il 27,7% ne diminuisce la
quantità e soltanto l’1,8% non modifica le proprie abitudini (Tavola 5).
Ma entrando un po’ più nel dettaglio territoriale, si osserva come le
due regioni in cui è più frequente sospendere l’assunzione di tabacco
durante la gravidanza siano Marche (83,3%) e Veneto (82,5%), mentre le
due regioni in cui tale comportamento è meno diffuso sono Lombardia
(48,7%) e Campania (42%).
Il livello di istruzione gioca un ruolo fondamentale nell’indurre la
futura madre a sospendere il fumo durante la gestazione: sono molto più
numerose le donne diplomate o laureate che smettono di fumare durante la
gravidanza rispetto a quelle meno istruite (Tavola 5).
Sebbene la percentuale di donne fumatrici che smettono o diminuiscono di
fumare durante la gravidanza sia cospicua, permane una certa percentuale
di donne che non modifica il proprio comportamento. A questo proposito
il nuovo Piano Sanitario Nazionale 2001-2003 ha tra i suoi obiettivi
principali la riduzione a zero del fumo nelle gestanti.
Tavola 5 – Donne che fumavano prima della gravidanza con l’ultimo figlio
in età compresa tra 0 e 5 anni, secondo il cambiamento di abitudine al
fumo durante la gravidanza, per ripartizione geografica e titolo di
studio. Anno 1999 (valori assoluti e per 100 donne con le stesse
caratteristiche)
|
|
% Fumatrici prima della gravidanza (a)
|
Hanno sospeso (b)
|
Hanno diminuito (b)
|
Hanno aumentato (b)
|
Non hanno modificato l’abitudine (b)
|
Totale
|
|
Titolo di studio
|
|
|
|
|
|
|
|
Laurea, diploma
|
24,0
|
68,3
|
26,5
|
1,1
|
4,1
|
100,0
|
|
Licenza media
|
26,1
|
61,1
|
32,1
|
0,7
|
6,1
|
100,0
|
|
Licenza elementare
|
34,9
|
33,2
|
32,5
|
3,2
|
31,1
|
100,0
|
|
Ripartizione geografica
|
|
|
|
|
|
|
|
Italia Nord-Occidentale
|
24,5
|
59,7
|
34,3
|
3,3
|
2,8
|
100,0
|
|
Italia Nord-Orientale
|
26,0
|
70,5
|
27,7
|
0,0
|
1,8
|
100,0
|
|
Italia Centrale
|
30,7
|
63,6
|
34,9
|
0,0
|
1,5
|
100,0
|
|
Italia Meridionale
|
23,3
|
55,5
|
26,1
|
1,1
|
17,3
|
100,0
|
|
Italia Insulare
|
26,0
|
64,5
|
21,9
|
0,4
|
13,3
|
100,0
|
|
Totale
|
25,7
|
62,0
|
29,0
|
1,0
|
7,4
|
100,0
|
(a) Per 100 donne in gravidanza. (b) Per 100 fumatrici prima della
gravidanza.
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizioni di salute e ricorso ai servizi
sanitari" 1999
I giovani e il fumo
I dati dell’indagine Multiscopo del 1999 rilevano una percentuale di
fumatori pari al 24,5% (32,4% degli uomini contro 17,1% delle donne),
solo in leggero calo rispetto al 1993 (Tavola 6).
Fanno riflettere inoltre i dati sulla diffusione del fumo tra i giovani.
In Italia oltre un quinto (21,6%) dei giovanissimi tra 14 e 24 anni ha
già l’abitudine al fumo, percentuale che sale al 24,9% per chi vive in
zone urbane. Inoltre la percentuale delle fumatrici sin dalla giovane
età è molto vicina alla media delle donne in generale e nelle aree
metropolitane le giovani fumatrici sono più numerose che altrove (Tavola
7).
Tavola 6 – Persone di 14 anni e più che fumano o hanno smesso di
fumare.Anni 1993-99 (per 100 persone di 14
anni e più dello stesso sesso)
|
anni
|
Persone che fumano
|
|
N. medio di sigarette fumate al giorno (a)
|
|
Persone che hanno smesso di fumare
|
|
Maschi
|
Femmine
|
Totale
|
|
Maschi
|
Femmine
|
Totale
|
|
Maschi
|
Femmine
|
Totale
|
|
1993
|
35,1
|
16,4
|
25,4
|
|
16,7
|
11,9
|
15,1
|
|
26,5
|
12,4
|
19,2
|
|
1994
|
34,1
|
16,7
|
25,1
|
|
16,8
|
11,9
|
15,1
|
|
26,6
|
13,0
|
19,6
|
|
1995
|
33,9
|
17,2
|
25,3
|
|
16,6
|
11,6
|
14,8
|
|
27,4
|
13,1
|
20,0
|
|
1996
|
34,9
|
17,9
|
26,1
|
|
16,2
|
11,9
|
14,7
|
|
26,9
|
12,2
|
19,3
|
|
1997
|
33,1
|
17,3
|
24,9
|
|
16,0
|
11,8
|
14,5
|
|
27,5
|
13,6
|
20,3
|
|
1998
|
32,2
|
17,3
|
24,5
|
|
16,3
|
11,9
|
14,6
|
|
29,0
|
14,1
|
21,4
|
|
1999
|
32,4
|
17,1
|
24,5
|
|
16,3
|
12,1
|
14,7
|
|
27,2
|
12,5
|
19,6
|
(a) Media calcolata sui fumatori di sigarette
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
Tavola 7 – Fumatori di 14 anni e più per sesso, classe di età e tipo di
comune.
Anno 1999 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)
|
TIPO DI COMUNE
|
MASCHI
|
|
FEMMINE
|
|
MASCHI E FEMMINE
|
|
14-24
|
25 e più
|
Totale
|
|
14-24
|
25 e più
|
Totale
|
|
14-24
|
25 e più
|
Totale
|
|
Centri metropolitani
|
30,6
|
36,1
|
35,4
|
|
19,2
|
19,2
|
19,2
|
|
24,9
|
27,0
|
26,8
|
|
Altri comuni
|
27,0
|
32,8
|
31,8
|
|
14,9
|
17,0
|
16,7
|
|
21,1
|
24,6
|
24,0
|
|
Totale
|
27,5
|
33,3
|
32,4
|
|
15,4
|
17,4
|
17,1
|
|
21,6
|
25,0
|
24,5
|
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
Da notare la relazione esistente tra fumo passivo e abitudine al fumo.
Chi è esposto fin da piccolo al fumo dei genitori imita il modello
genitoriale con maggior facilità rispetto a chi è vissuto in famiglie di
non fumatori.
I dati Istat confermano il fatto che il fumo dei genitori e di altri
componenti della famiglia condiziona fortemente il comportamento
giovanile. Se nessuno dei genitori fuma, su 100 giovani solo il
15,5% consuma tabacco; se fumano entrambi i genitori, la percentuale di
fumatori tra i loro figli si alza notevolmente, di quasi venti punti
percentuali ( 35,4%); si abbassa, ma rimane comunque elevata, se a
fumare è uno solo dei genitori: 22,7 % se à fumare è il padre, 28,5% se
la fumatrice è la madre. Il comportamento della madre sembrerebbe
condizionare in misura maggiore il comportamento dei figli, cioè sono
più numerosi i figli fumatori di sole madri fumatrici che non di padri.
Questa influenza è maggiore nel caso di figlie femmine: in questo caso
le giovani fumatrici crescono di quasi dieci punti percentuali se a
fumare è la madre rispetto al padre (da 13,8 % a 23,5% ) (Tavola 8).
Forse non era necessario fare tutte queste statistiche; è evidente che
se ci sono 12 milioni di fumatori ne troviamo uno o due in quasi ogni
famiglia!
La rilevanza del fenomeno è dimostrata a questo proposito dal Piano Sanitario Nazionale 2001-2003, nel quale la lotta al fumo è una
delle priorità, con particolare riferimento all’obiettivo di
ridurre nettamente la prevalenza di fumatori nelle classi di età
giovanili al 15 % per i ragazzi e al 10% per le ragazze.
Una delle priorità... o l'unica??
Tavola 8 – Giovani fumatori da 14 a 24 anni per abitudine al fumo dei
genitori.
Anno 1999 (per 100 giovani i cui genitori hanno le stesse
caratteristiche)
|
|
Maschi di 14-24 anni
|
Femmine di 14-24 anni
|
Totale fumatori di 14-24 anni
|
|
I genitori non fumano
|
20,9
|
9,8
|
15,5
|
|
Fuma solo il padre
|
30,4
|
13,8
|
22,7
|
|
Fuma solo la madre
|
33,2
|
23,5
|
28,5
|
|
Fumano entrambi
|
38,6
|
32,1
|
35,4
|
|
Totale
|
27,5
|
15,4
|
21,6
|
(a) Media calcolata sui
fumatori di sigarette
Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" 1999
Queste statistiche evidenziano
solo quanto sia diffusa l'abitudine di fumare, ma non
dimostrano assolutamente nulla sui danni che ne possono derivare.
Anzi, vale la pena ripetere la domanda:
come mai oggi che comunque sia in famiglia che nei luoghi pubblici e
negli uffici si fuma molto meno, i problemi respiratori sono aumentati
anzichè essere diminuiti?
Non sarà che non è quello il problema? [N.d.A.]
DALL'ISTAT - Statistica pubblicata sul sito RAI nel 2003
Un italiano su quattro. Sono circa
12 milioni, secondo l'Istat, i fumatori in Italia nel 2000. E
recenti stime, sulla base di indagini campionarie effettuate dalla Doxa
tra marzo e aprile 2002, basate su 3.238 interviste personali ad un
campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, portano i
fumatori al 26,6 per cento della
popolazione, di cui il
31,1 per cento uomini e il 22,3 per cento donne.
Secondo la Doxa gli amanti delle sigarette sono comunque
in calo rispetto al 2001. L'11,5 per cento fuma meno di 15 sigarette al
giorno, il 12,3 per cento ne accende 15-24 e gli incalliti che
fumano più di 25 bionde al giorno sono il 2,6 per cento. L’esercito
degli ex, di contro, aumenta considerevolmente: si è liberato dal vizio
il 15,2 per cento degli italiani. Il 58,3, invece, non ha mai fumato
nella sua vita.
Preoccupante il trend in crescita tra gli adolescenti, tra i 14 e i 16
anni. I maschi fumatori risultano aumentati del
33 per cento, le femmine del 69,7.
Nel mondo 1,1 miliardi di
persone hanno il vizio del fumo, di cui 229 milioni in Europa.
Ogni anno muoiono 4,9 milioni di persone.
Il fumo attivo rimane, infatti, la principale causa prevenibile di
morbosità e mortalità nel nostro Paese, come in tutto il mondo
occidentale. Al fumo di tabacco sono attribuibili
85.000 morti all'anno di cui il 25 per cento in un'età compresa
tra i 35 e i 65 anni. Per quanto riguarda il
fumo passivo, si stimano 2800 morti nel 1999.
Per quanto riguarda i costi ospedalieri, infine, nel '99 sono stati
spesi 5 miliardi di euro
con un'incidenza sulla spesa sanitaria dell'8,3 per cento, pari allo 0,4
per cento del Pil. In dettaglio, 1.896.389 ricoveri, con uno costo medio
di 2.560 euro, e 12.785.965 giornate di degenza.
(Fonti Istat e Doxa)
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