Appendice: locali pubblici
per fumatori, lista ristoranti, pub, discoteche in Italia dove è
previsto uno spazio per fumatori
INQUINAMENTO
(non da sigarette)
Quali sono i gas piu' tossici per l'ambiente?
(risponde
Paolo Grigioni)
Le attività umane, specialmente negli ultimi decenni, hanno
causato l'immissione nell'atmosfera di un numero praticamente
incalcolabile di gas tossici, sia di natura inorganica che
organica. Risulta pertanto assai difficoltoso assegnare un
primato di tossicità a uno o alcuni gas. Le difficoltà crescono
enormemente se si pensa che a volte gli effetti ambientali sono
causati dal sinergismo di fattori chimici e fisici; si pensi, a
tal proposito, al fenomeno dello smog fotochimico, scatenato
dalla concomitanza di vari fattori, riassumibili nei seguenti
punti:
Immissione nell'atmosfera di ossidi di azoto (NO2,
NO);
presenza di idrocarburi insaturi, di origine naturale
(pinene, limonene) o antropica (gas incombusti);
energia luminosa;
inversione termica;
condizioni di staticità nel ricambio d'aria.
In questo caso, la formazione dell'ozono, spesso indice di smog
fotochimico, è solo una delle conseguenze di un processo chimico
che vede anche la formazione di altre sostanze gassose tossiche
per l'ambiente, come i radicali perossidici, soprattutto
perossiacetilnitrato (PAN).
Si puo' comunque fare una breve elencazione dei gas ritenuti
piu' tossici per l'ambiente, almeno alla luce delle attuali
conoscenze.
Il monossido di carbonio, CO, causa problemi per la sua
tossicità là dove sono presenti alte concentrazioni. La
concentrazione media del monossido di carbonio
nell'atmosfera è di circa 0,1 ppm. A causa delle
emissioni di monossido di carbonio dalla combustione
interna dei motori, nelle aree urbane si formano elevati
livelli di questo gas tossico soprattutto nelle ore di
punta quando molte persone sono esposte ad esso. In
queste ore i livelli di monossido di carbonio
atmosferici possono diventare maggiori di 50-100 ppm.
Tali livelli nelle aree urbane sono direttamente
proporzionali alla densità del traffico veicolare e
inversamente proporzionali alla velocità del vento. Le
atmosfere urbane, pertanto, possono avere livelli medi
di monossido di carbonio dell'ordine di diversi ppm,
livelli nettamente maggiori rispetto a quelli delle aree
remote.
La tossicità, per l'uomo e per gli animali, del
monossido di carbonio risiede nella capacità di questo
gas di legarsi all'emoglobina, causando uno stato di
anossia che puo' condurre alla morte.
NOX:
L'ossido di azoto (NO), privo di odore e colore, e il
biossido di azoto (NO2), rosso-bruno e di
odore pungente, sono molto importanti nell'inquinamento
dell'aria. Indicati globalmente con NOx , questi gas
entrano nell'atmosfera da sorgenti naturali, come lampi
e processi biologici, e da sorgenti inquinanti. Le
ultime sono più significative a causa delle elevate
concentrazioni regionali di NO2, che possono
provocare un vero e proprio deterioramento della qualità
dell'aria. Praticamente tutti gli NOx di origine
antropica entrano nell'atmosfera attraverso la
combustione dei combustibili fossili sia da sorgenti
fisse che mobili. Globalmente vengono immesse ogni anno
nell'atmosfera da queste sorgenti poco meno di 100
milioni di tonnellate di ossidi di azoto, valore questo
che supera ampiamente quello delle sorgenti naturali.
La maggior parte dell'NO2 che viene immesso
nell'atmosfera dalle sorgenti inquinanti proviene
dall'NO generato dalla combustione interna dei motori. A
temperature molto elevate, avviene la seguente reazione:
NO2 + O2 ---> 2 NO Le reazioni
chimiche dell'atmosfera convertono gli NOx ad acido
nitrico, a sali nitrato inorganici, a nitrati organici
ed a nitrato perossiacetilico. Questi composti chimici
hanno molteplici effetti dannosi per l'ambiente, in
particolare causano: piogge acide, nebbie che ostacolano
la visibilità e che possono avere influenze sugli
equilibri climatici, fenomeni di accentuazione dello
smog fotochimico.
Esposizioni acute all' NO2 possono essere
dannose per la salute umana. Per esposizioni che vanno
da alcuni minuti fino ad un'ora, un livello di 50-100
ppm di NO2 causa infiammazioni polmonari per
un periodo di 6-8 settimane dopo le quali il soggetto
normalmente si ristabilisce. Esposizioni a 500 ppm e
oltre di NO2 portano alla morte entro 2-10
giorni.
SO2:
Approssimativamente vengono immesse ogni anno
nell'atmosfera attraverso attività antropiche, 100
milioni di tonnellate di zolfo principalmente come SO2
proveniente dalla combustione del carbone e del gasolio.
Come molti altri inquinanti gassosi, il biossido di
zolfo reagisce formando il materiale particolato, che in
seguito staziona o viene rimosso dall'atmosfera
attraverso pioggia o altri processi. E' noto che elevati
livelli di inquinamento atmosferico sono di solito
accompagnati da un consistente incremento delle
particelle di aerosol che portano ad una riduzione della
visibilità; la maggior parte del biossido di zolfo
nell'atmosfera viene alla fine ossidato ad acido
solforico e solfati, in particolare solfato di ammonio e
solfato acido di ammonio, responsabili di piogge acide e
fenomeni nebbiosi.
Anche se non molto tossico per la maggior parte delle
persone, bassi livelli di biossido di zolfo nell'aria
producono alcuni effetti dannosi alla salute. L'effetto
principale è sul tratto respiratorio, dove viene
prodotta irritazione e resistenza al passaggio
dell'aria, soprattutto per quelle persone che soffrono
di insufficienza respiratoria da asma. Pertanto,
l'esposizione al gas può aumentare lo sforzo richiesto
per respirare. L'esposizione ad aria contaminata da
biossido di zolfo può anche stimolare secrezione di
muco. Nonostante l'SO2 sia mortale per l'uomo
a livelli di 500 ppm, non sono stati riscontrati danni
agli animali da laboratorio per livelli di 5 ppm.
Altri gas inorganici: NH3, N2O,
N2O5,
H2S, Cl2,
HCl, HF.
Tra questi inquinanti inorganici gassosi, l'ammoniaca,
NH3, e' responsabile di fenomeni di nebbia,
specialmente in sinergia con emissione di SO2,
con formazione di solfato d'ammonio, un solido
aerodisperso di colore bianco che riflette la luce
solare.
Cl2 e HCl possono provocare problemi di
tossicità a causa del loro carattere aggressivo; in
alcuni fenomeni di inquinamnto acuto, l'acido cloridrico
e' risultato responsabile di fenomeni di piogge acide di
considerevole entità.
Il solfuro di idrogeno viene prodotto dal decadimento
microbico dei composti solforati e dalla riduzione
microbica dei solfati , dai vapori geotermici, dalla
pasta di cellulosa e da un numero di svariate sorgenti
naturali e antropiche. La maggior parte del solfuro di
idrogeno atmosferico viene convertito rapidamente a SO2
e a solfati.
Altri composti dell'azoto, soprattutto N2O,
infine, possono avere importanza notevole nel fenomeno
della riduzione dell'ozono stratosferico, soprattutto se
la loro azione è associata a quella dei
clorofluorocarburi.
Idrocarburi alifatici, saturi e insaturi
L'uso dei combustibili fossili, soprattutto derivati del
petrolio, ha determinato l'immissione nell'atmosfera di
un gran numero di sostanze organiche volatili (gas),
molti dei quali tossici per l'uomo e per l'ambiente. Tra
questi, rivestono una particolare importanza i
cosiddetti idrocarburi insaturi, aventi cioè uno o
più legami multipli nella loro struttura molecolare.
Alcuni esempi vengono riportati quì sotto.
Gli effetti tossici possono essere diretti, cioè
determinati direttamente dalla specie, oppure
indiretti,
in seguito a trasformazione dei composti organici in
composti più tossici. Un esempio di effetto indiretto è
quello della formazione di specie radicaliche da
idrocarburi insaturi negli episodi di smog fotochimico.
Una cosa piuttosto interessante è sapere che alcuni
prodotti naturali, come il pinene emesso da alcune
conifere o il limonene, un composto dal gradevole odore
emesso da alcune piante mediterranee, possono essere
precursori di radicali estremamente pericolosi nella
formazione dello smog fotochimico. Va detto che
l'effetto negativo in questo caso è la combinazione di
più fattori, tra i quali (fondamentale) è
l'emissione di ossidi di azoto generati dai gas di
scarico delle automobili.
Una cosa da non fare è cercare di risolvere il
problema dello smog fotochimico piantando alcune specie
di alberi sul ciglio delle strade (la frase non piacerà
agli ambientalisti, ma esiste ormai una corposa
letteratura che prova questa tesi).
Idrocarburi aromatici
I composti organici aromatici più tossici , per
l'uomo e per gli animali, sono il benzene e alcuni
idrocarburi policiclici aromatici (IPA), accertati
cancerogeni (tra questi: il benzopirene, e l'antracene).
Questi composti derivano quasi interamente dalla
esalazione delle benzine trasportate e dalla combustione
dei carburanti (soprattutto gli IPA).
I clorofluorocarburi (CFC) sono responsabili della
distruzione dell'ozono stratosferico che ci protegge
dalle radiazioni solari UV più penetranti. Il fenomeno è
purtroppo ancora in corso, nonostante queste sostanze
gassose siano state bandite da numerose convenzioni
internazionali. La loropersistenza ambientale è infatti
molto elevata.
Agiscono con un meccanismo a catena, che coinvolge la
luce solare.
Una sola molecola può distruggere, potenzialmente,
migliaia di molecole di O3 .
Le dibenzo-p-diossine policlorurate (PCDD) e i
dibenzofurani policlorurati (PCDF) sono composti
inquinanti che hanno formule generali del tipo qui
mostrate:
Vengono generate da processi di combustione (ad esempio
negli impianti di incenerimento) e sono estremamente
tossiche, anche a basse concentrazioni.
Alcuni composti organici clorurati sono stati usati, in
passato, come pesticidi; tra questi, il DDT. Alcuni di
questi pesticidi sono volatili; altri sono in grado di
legarsi al particolato atmosferico, distribuendosi per
tutta l'atmosfera del pianeta (sono stati trovati
poersino nelle nevi dell'Antartide). La loro tossicità è
legata soprattutto al fenomeno della bioaccumulazione
attraverso la catena alimentare.
Pesticidi organofosfati e carbammati
Attualmente i pesticidi più utilizzati sono gli
organofosfati e i carbammati, che stanno sostituendo i
clorurati. Sono meno persistenti, ma potenzialmente più
tossici: sono in grado infatti di neutralizzare un
enzima fondamentale per il corretto funzionamento degli
stimoli nervosi (enzima acetilcolinaesterasi); sullo
stesso meccanismo d'azione sono basate alcune armi
chimiche usate soprattutto nel mediooriente.
Anche questi composti diffondono e si distribuiscono
nell'atmosfera attraverso il particolato.
Rivestono una notevole importanza anche nella
contaminazione delle acque.
Vedi anche "L'esperto risponde":
http://www.vialattea.net/esperti/ambiente.html Raccolta di domande e risposte sui temi
dell'inquinamento chimico batteriologico e radioattivo. Molto
interessante, almeno per chi non vuole fare lo struzzo liquidando il
problema colpevolizzando i fumatori!
Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita
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Tabella dati
relativi al fumo passivo - valori dei derivati emessi col fumo di
sigarette in ambiente chiuso
Componenti
fumo indiretto (sidestream smoke)
Emissione componenti
fumo indiretto
mg/sigaretta
TLV
(limite legale di
sicurezza)
mg/m3
Sigarette
necessarie per avere il danno
Metilcloride
0,88
0,30
1.170
Acetaldeaide
1,26
180,00
1.430
Ossidi d'Azoto
2,80
50,00
1.780
Fenolo
0,25
19,00
7.600
Benzene
0,24
32,00
13.300
Dimetilamine
0,036
18,00
50.000
Benzo(a)pirene
0,00009
0,20
222.000
Polonio
0,4pCi
3pCi/l
750.000
Toluene
0,000035
375,00
1.000.000
Esempio: Una sigaretta emette 0,24 mg di benzene.
Il limite legale di milligrammi per metro cubo è stabilito in 32mg.
Dunque per produrre un danno da benzene
dovuto a inalazione di fumo passivo in un locale ermeticamente chiuso
bisognerebbe prima avervi fumato 13.300 sigarette. Per il toluene ne
servirebbero 1 milione.