cronologia dalle vecchie calcolatrici ai più recenti
computer
1960 al 1964
1960
Scienziati americani ed europei stabiliscono uno standard per il
linguaggio ALGOL 60.
Il secondo linguaggio matematico, anche se non molto sviluppato, getterà
le basi di molti linguaggi successivi.
1960
La
IBM annuncia il linguaggio
PL/1, che è una combinazione di ALGOL, FORTRAN e COBOL.
Il nuovo linguaggio sarà utilizzato per grosse applicazioni su
mainframe.
1960
La
Heatkit mette sul mercato il suo EC1 per scopi educativi. E'
il primo computer analogico abbordabile da un vasto pubblico per via del
prezzo molto basso (400$).
La macchina diventerà molto popolare tra gli ingegneri e nelle scuole.
Heatkit EC1
1960
Viene progettato il LARC (Livermore Advance Research Computer)
dalla Remington Rand per attività scientifiche. Utilizza
60.000 transistor.
Remington Rand LARC
la console del LARC
1960
La
DEC introduce il PDP-1, il primo computer commerciale con
un monitor e tastiera per l'input.
Costa dai 125.000 ai 250.000 dollari.
DEC PDP 1
1961
Mentre i sistemi operativi, prima chiamati monitors o supervisors, si
sviluppano allo scopo di incrementare le prestazioni dei computer, verso la
fine anni '50, gli utilizzatori sono ancora frustrati dalla mancanza di
familiarità e facilità d'uso del computer.
Per risolvere questo problema e ridare il controllo delle macchine agli
utilizzatori, Fernando Corbatò, del MIT, produsse il CTSS (Compatible
Time Sharing System) per l'IBM 7090/94, il primo sistema effettivo di
ripartizione del tempo ed allo stesso tempo il primo approccio di accesso
remoto dalla dimostrazione di Stibitz del 1940.
Il 7090 è una versione transistorizzata del IBM 709, che era una macchina
assai popolare nei primi anni '60. Il 7090 a 32Kb di memoria a 36-bit e
dispone di unità hardware floating point.
Il FORTRAN era il suo linguaggio più usato, ma ne poteva supportare molti
altri.
Fu successivamente potenziato come IBM 7094 e ne fu realizzata una versione
più piccola, chiamata IBM 7040.
Un IBM 7090 controllava i voli Mercury e Gemini, il Ballistic Early Warning
System (fino al 1980) e il sistema CTSS time sharing al MIT.
Il 7090 non dava buone prestazioni come unità di I/O, cosicchè nelle piccole
configurazioni veniva abbinato per l'I/O ad un sistema IBM 1401 e sulle
grandi configurazioni veniva connesso ad un 7040/44, destinato al solo scopo
di gestire le stampanti e i lettori di schede.
1961
Georg C. Devol brevetta un dispositivo robot per utilizzi
industriali.
1961
Il computer IBM 7030 (detto Stretch) viene completato e
gira 30 volte più velocemente del 704.
IBM 7030 "Stretch"
console dello Stretch
lo Stretch all'Atomic Energy Commission
Los Alamos Scientific Laboratory
(dove sarà operativo fino al 1971)
1962
Il
primo video game nasce al MIT per merito dello studente Steve
Russell.
E' subito giocato in tutti i laboratori degli USA!
videogame spaziale su DEC PDP-1
Il gioco era visualizzato solo con caratteri sul monitor circolare del
sistema, ma rappresentava in tutto e per tutto lo schema di un arcade
spaziale, giocabile da due persone con una specie di joystik.
Certamente noon era molto economico, visto che una partita di un'ora costava
circa 300$!
la grafica lasciava un pò a desiderare,
ma non s'era ancora visto nulla di meglio!
1962
La società Teletype rilascia il modello Teletype model 33,
composta da una tastiera ed una unità nastro.
Questa forma di I/O sarà usata dai microsistemi fino ai primi anni '70 e
fino agli anni '80 sui mainframe.
Il terminale rappresenterà l'immagine del computer che avrà in testa la
gente qualunque per i successivi 15 anni, anche perchè sfruttata in
moltissimi film di fantascienza.
Teletype model 33
1962
Viene annunciata la disponibilità di un nuovo linguaggio:
APL
(A Programming Language) sviluppato da Ken Iverson alla Harvard
University (USA).
Il progetto è sponsorizzato dalla IBM.
D'ispirazione matematica, il suo scopo principale è quello di servire
per l'esecuzione di algoritmi matematici, usandone la notazione
naturale.
La sua caratteristica particolare è di utilizzare altri codici, oltre ai
simboli ASCII, tra cui i simboli greci (per la notazione matematica,
appunto).
E' un linguaggio dinamico e interattivo, orientato alle schiere
(array).
In APL tutte le espressioni sono valutate da destra verso sinistra.
1963
L'American National Standards Institute (ANSI) accetta l'ASCII
(American Standard Code for Information Interchange) con
codice a 7 bit per lo scambio d'informazioni, che diventa così uno
standard mondiale, ancora in uso oggi.
Prima
di allora ogni computer usava un suo sistema di rappresentazione dei
dati, per cui per scambiare informazioni tra macchine diverse bisognava
sempre utilizzare tavole di conversione.
tabella dei codici ASCII
Di contro la IBM su tutti i suoi prossimi sistemi mainframe e
mini adotterà una codifica diversa, denominata EBCDIC (Extented
Binary Code Decimal Interchange Characters).
Codifica che mantiene tutt'ora, tranne che sulla linea dei personal
computer.
1963
La
Philips inventa la cassetta audio compatta.
Questo nastro, oltre a srvire nel mondo consumer, diventerà un media
utilizzato su molti homecomputer dei successivi venti anni.
cassetta audio
1963
Douglas Engelbart inventa il mouse, come dispositivo di
puntamento, allo Stanford Research Institute, nell'ambito di una ricerca
di un sistema per gli ipertesti.
Douglas Engelbart
il primo mouse
1963
Il sistema per la difesa americana SAGE è impiegato in un
progetto che costa circa 8 miliardi di dollari. Molti dei suoi
innovativi aspetti tecnologici saranno anche a beneficio dell'industria
dei computer.
SAGE
1964
L'IBM
annuncia il System/360:
siamo alla terza generazione di computer
una scheda a circuiti integrati dell' IBM System/360
The IBM System 360 range of
computers, released in 1964, represented two major changes in the way
computers were manufactured. First was the processing of data in 8 bit
segments. This was also the first time that 8 bits of data was referred
to as a byte (the name can apparently be attributed to Werner Buchholz,
an employee of IBM at that time). More important was the fact that this
was the first large family of computers to use interchangeable software
and peripherals.
The Data Cell Drive consists
of a cylindrical file of magnetic strips (short broad pieces of magnetic
tape) on which the data is stored. Below left is a photo of the
individual sheets. The sheets would be removed by a mechanical device
and wrapped around a drum for reading or writing. A single cartridge
would contain several thousand of these strips. On the right is a photo
of the entire Data Cell Drive (the latter is not from our collection).
La serie 360 si presenta con i linguaggi di programmazione Assembler,
RPG
(Report Program Generator) e
COBOL. Il sistema operativo può essere memorizzato su nastro (TOS)
oppure su disco (DOS).
IBM System/360
console dell'IBM System/360
IBM 360/67
vista interna della CPU IBM System/360
IBM System/360 a nastri e dischi removibili (dispack)
sostituzione di un disco removibile (dispack)
1964
Il più piccolo dei Sistemi 360 IBM si chiama 360/20.
Dispone di una memoria per programmi da 8kb ed ha un microcodice
memorizzato come firmware. Funziona come tutta la serie 360 con unità a
dischi removibili (dispack) e unità a nastro magnetico.
il piccolo della famiglia: il sistema 360/20
1964
Nasce il linguaggio BASIC
(Beginner's All-purpose Symbolic Instruction Code).
E' sviluppato a Dartmouth dai professori John Kemeny e Thomas
Kurtz, con l'aiuto di molti studenti. Lo scopo iniziale era
semplicemente didattico, ma ne derivò un veeo e proprio linguaggio di
programmazione, molto amato dalle nuove generazioni per la sua duttilità
e semplicità.
Il primo maggio 1964 presentano la loro sbalorditiva demo del nuovo
linguaggio e del sistema time sharing, che consente a due programmi
scritti appunto in basic, di girare simultaneamente su un mainframe
della GE.
Il BASIC sarà alla base della storia informatica per tutti gli anni
successivi e in tutte le varie versioni disponibili in ogni epoca.
Basti pensare che nel 1970 sarà così sviluppato da presentare almeno
venti versioni diverse funzionanti sui vari mainframe e mini.
Il successo nasce dal fatto che oltre ad essere un linguaggio
decisamente semplice e di alto livello, si presenta con istruzioni che
possono essere compilate in linguaggio macchina, ma anche interpretate
direttamente dal sorgente.
John Kemeny e Thomas Kurtz (a destra)
1964
Con una velocità di 9 megaflops, la Control Data Corp. afferma
che il suo CDC 6600, disegnato da Seymour Cray, si merita
il titolo di "primo supercomputer di successo commerciale".
CDC 6600
la CPU del CDC 6600
Questo computer ha 10 processori periferici, noti come pre-processing
unit, che inviano i dati al processore centrale, ovvero alla CPU. Il
processore gira alla velocità straordinaria di 3.000.000 di istruzioni
al secondo (3MIPS).
1964
La
Epson inventa la stampante a matrice di punti (dot matrix printer).
La nuova macchina è sviluppata su richiesta della casa madre Seiko che
necessita di piccole unità da usare per la registrazione dei tempi durante
le Olimpiadi di Tokyo.
Ma ci vorranno ancora 4 anni prima che questo tipo di stampanti entri in
produzione in serie.
Epson EP 101
1964
Tramite un progetto in comune tra IBM e General Motors, viene
sviluppato il CAD (Computer Aided Design), ovvero si apre la strada
per la progettazione tecnica e il disegno attraverso l'utilizzo dei
computer.
1964
Presso la Rank Zerox Palo Alto Research Center viene sviluppata
la prima LAN
(local Area Network), ovvero la prima rete locale per mettere in
comunicazione tra loro vari computer, senza passare dalle linee
telefoniche.
1964
Il presidente della Intel, Gordon Moore e la sua famosa legge.
I chip prodotti e venduti nel '64 erano ancora molto pochi, ma nonostante la
scarsa quantità di dati a sua disposizione, l’ingegnere riuscì lo stesso a
trarre dalle sue osservazioni il principio secondo cui la potenza dei
microprocessori cresce in maniera esponenziale. Questa ipotesi di partenza
fu poi precisata e trasformata in una vera e propria legge: il numero dei
transistor di un chip raddoppia ogni 18 mesi e con il downsizing (la
diminuzione delle dimensioni degli elementi che costituiscono un
microprocessore) i costi per produrre e commercializzare i chip scendono in
maniera proporzionale.
Tanto per avere un’idea, nel 1965 il chip più complesso ed
evoluto in circolazione era costituito da 64 transistor, a fronte degli
oltre 42 milioni presenti in un Pentium 4 dei nostri giorni. Gli effetti
delle dinamiche della legge di Moore sul mercato sono piuttosto evidenti. Un
computer che oggi costa tre milioni di lire, l’anno prossimo costerà la metà
e l’anno ancora successivo sarà obsoleto