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MS-DOS
è il sistema operativo, prodotto da Microsoft, che fu abbinato al primo
PC IBM.
Il nome deriva dalle iniziali della Microsoft, cioè MS, mentre DOS
significa Disk Operating System.
INTERFACCIA DOS
L'interfaccia standard di MS-DOS, un'interfaccia a linea di comando, era
una shell (chiamata command), come su tutti i sistemi dell'epoca.
In seguito divennero disponibili altre interfacce, basate su menù
testuali come ad esempio norton commander, o grafiche come il GEM e le
prime versioni di windows fino alla 3.11.
ARCHITETTURA DOS
Come praticamente tutti i sistemi operativi per home e personal computer
del periodo, l'MS-DOS era un sistema operativo mono utente e mono task,
cioè capace di far girare un solo programma alla volta; i suoi due
grandi limiti che ne impedirono lo sviluppo successivo erano
l'incapacità di gestire più di 640KB di memoria RAM e la sua natura non
rientrante (dovuta alla presenza di codice auto modificante), che gli
impedirono di evolversi e sfruttare le maggiori capacità dei nuovi
processori che via via si resero disponibili. Purtroppo queste
limitazioni erano dovute a scelte di progetto fondamentali, che seppure
giustificate inizialmente dalle limitazioni del primo PC IBM, poi non fu
più possibile superare. Divenuti presto evidenti per la rapidissima
evoluzione tecnologica di quegli anni, questi limiti vennero poi
aggirati con stratagemmi software come i gestori di memoria EMS e XMS, e
i cosiddetti DOS extender che gestivano il funzionamento a 32 bit in
modalità protetta, che MS-DOS non poteva supportare: ma in ogni caso la
gestione del file system e la risposta agli interrupt restavano comunque
in mano al vecchio MS-DOS e soffrivano dei suoi limiti.
Alla fine, la Microsoft fu costretta ad abbandonare l'MS-DOS e scrivere
da zero una nuova famiglia di sistemi operativi, cioè le varie versioni
di windows 9x e NT.
Storia del DOS
Verso l'ottobre del 1980 la IBM stava cercando un sistema operativo per
il suo nuovo prodotto, il PC IBM prossimo al lancio. Inizialmente si
rivolse alla Digital Research di Gary Kildall, l'autore del CP/M che
allora era lo standard per i microcomputer; ma l'affare, per ragioni mai
del tutto chiarite, andò in fumo. Continuando la ricerca, bussarono
anche alla porta della Microsoft di Bill
Gates e Paul Allen che allora produceva
quasi solo linguaggi (il Microsoft BASIC). I due, davanti all'occasione
che si profilava loro, non esitarono a contattare la Seattle Computer
Products che pochi mesi prima aveva scritto un clone a 16 bit del CP/M
chiamato 86-DOS per i microcomputer che stava producendo, basati
sull'8086 e sul bus S100. Dopo una veloce revisione dei sorgenti, che
consistevano in circa 4000 linee di codice assembler, il tutto fu
mandato alla IBM per una valutazione.
La IBM rimase soddisfatta e l'affare andò in porto. La Microsoft acquisì
i diritti dell'86-DOS nel luglio 1981 e il mese dopo la prima versione
di MS-DOS era sul mercato. IBM però, avendola sottoposta ad un esteso
controllo di qualità ed avendo trovato oltre 300 bug, ne riscrisse
alcune parti e per questo motivo tale versione portò il nome di IBM
PC-DOS 1.0 e fu licenziata congiuntamente da Microsoft e da IBM. Le
versioni successive furono licenziate separatamente o da Microsoft (che
le marcava come MS-DOS) o da IBM (con il nome di PC-DOS e in genere in
coincidenza con l'uscita sul mercato di una nuova classe di personal
computer).
Inizialmente non era obbligatorio comperare una copia di MS-DOS insieme
ai PC IBM, ma si poteva scegliere fra tre sistemi operativi: il CP/M,
l'UCSD p-System e l'MS-DOS. Tuttavia il prezzo del CP/M era di 495
dollari, quello del p-System di poco meno, e l'MS-DOS costava 39,95
dollari, rendendolo una scelta praticamente obbligata per un hobbysta.
La pratica di vendere l'MS-DOS e il PC-DOS solo insieme ad un PC iniziò
a partire dalla vendita degli AT/339, con la versione 3.0 del DOS.
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