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Matematico inglese.
A lui si deve la descrizione del primo calcolatore digitale automatico di
uso generale, la cosiddetta 'macchina analitica', modello per
tutti i successivi calcolatori digitali universali.
Babbage aveva conosciuto il telaio di
Jacquard nei suoi studi sulle manifatture e da questa invenzione aveva
ricavato alcuni concetti che gli furono utili nell' ideazione della sua
seconda macchina; quella analitica.
Per questa macchina, precorrendo i
tempi, aveva immaginato la possibilità di introdurre da un lato le
regole (gli algoritmi) e dall'altro i valori (le variabili e le
costanti).
Il modo più semplice di fare questo consisteva nell' utilizzo di schede
perforate o nastri perforati in tutto simili a quelli dei telai di
Jacquard.
La macchina doveva essere in grado di
eseguire operazioni ricorrenti nel calcolo delle tavole e, per questo,
dovevano esserci varie schede, una per ogni operazione da compiere, che
venivano unite in un nastro nella opportuna sequenza.
Questo era di fatto il programma di calcolo (operation cards).
Altre schede perforate contenevano i dati, variabili e costanti, e
venivano a costituire un secondo nastro (variable cards).
Egli realizzò anche una "macchina alle differenze" in grado di
svolgere calcoli più specializzati.

Non si può che
rimanere colpiti dalla modernità dei concetti che stanno alla base di
questa macchina, gli stessi che oggi, con tecnologia elettronica, sono
alla base dei calcolatori.
La macchina
analitica era costituita da due parti:
lo store
(memoria) che immagazzinava variabili e costanti e nella quale erano
conservati anche tutti i risultati intermedi dei calcoli.
Il mill
(unità di calcolo) che conteneva il programma vero e proprio.
Babbage non vedrà mai funzionare la sua Macchina Analitica. Mentre la
Macchina alle differenze sarà completata solo nel 1989 ed ora è esposta
al Museo della Scienza di Londra. Ma lo schema generale del suo
calcolatore è talmente simile a quello dei computer moderni che la
tardiva riscoperta dei suoi scritti invalidò alcuni brevetti dell’IBM.
Bisognerà aspettare la seconda metà del Novecento, dunque, per vedere
riconosciuta l’opera di questi due “visionari” ottocenteschi: Babbage e
Ada Lovelace.

macchina delle differenze
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