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Steve Jobs, la mente imprenditoriale, affarista, determinato e sempre
preoccupato che potessero copiare le sue macchine. Condizionò lo
sviluppo della Apple in tal senso, oltre che per l'aspetto estetico sul
quale era sensibilissimo.
Steve Wozniak, invece, era la mente tecnologica. Esperto in elettronica,
diede il suo contributo sia nello sviluppo delle componenti hardware dei
computer, che nella stesura dei linguaggi di gestione e programmazione.
Agli inizi del 1974 Jobs lavorava come disegnatore di video game
alla Atari Inc., un'azienda pioniere nella creazione di giochi arcade.
In autunno iniziò a frequentare gli amici del "Homebrew Computer Club"
dove conobbe Wozniak.
Wozniak era il genio dell'elettronica, con una infinita passione per i
computer e il desiderio di arrivare a costruirne uno tutto per sè.
Jobs, invece, non era interessato a creare circuiti elettronici e non
era un buon ingegnere come Wozniak. I suoi occhi erano puntati sulle
possibilità del mercato e così riuscì a persuadere Wozniak a lavorare
con lui per costruire dei nuovi personal computer.
I due disegnarono il computer Apple I nella camera da letto di
Jobs e ne costruirono un prototipo nel garage dei genitori.
La leggenda vuole che il nome Apple nacque da un'idea di Jobs che
prendendo in mano una mela avrebbe detto: “Se non avremo un'idea
migliore nei prossimi cinque minuti chiameremo la società come una
mela”.
Jobs mostrò la nuova macchina a un raduno di rivenditori di apparati
elettronici della zona, che gliene ordinarono un discreto numero di
esemplari.
In seguito a ciò si sentirono molto stimolati dall'idea di costituire
una società che producesse e vendesse personal computer.
Per avviare l'attività, però, dovevano procurarsi un pò di soldi.
Così Jobs vendette la sua Volkswagen e Wozniak la sua calcolatrice
scientifica Hewlett-Packard, ricavando 1.300 dollari.
Fondata nel 1976 in un garage da Steve Jobs e Steve Wozniak, per
produrre e vendere agli hobbisti i computer da "completare" costruiti da
Woz, Apple nasceva nella sorprendente atmosfera creativa sorta a San
Francisco attorno all'Homebrew Club, dove appassionati, studenti e
hobbisti utilizzavano microprocessori (uno straordinario chip di calcolo
inventato da Intel) per realizzare i primi strumenti elettronici
programmabili, che diedero poi il via alla rivoluzione del personal
computer.
Nessuna grande azienda informatica era interessata e coinvolta
all'epoca, alla realizzazione di piccoli computer, né IBM, né HP o
Honeywell o DEC.

Apple I
Apple I era in una scatola di legno, e la motherboard era costruita
attorno al microprocessore 6502, il più economico che Woz fosse riuscito
a comprare.
Costava $ 666.66 e non era dotato né di monitor, né di tastiera.

il garage
dove nacque l'Apple I
Steve Jobs aveva il bernoccolo degli affari e desiderava portare il
computer al dì fuori del pubblico degli hobbisti, rivolgendosi a un
mercato che desiderasse un prodotto finito e funzionante.
Per questo immaginò una scatola di plastica, con tastiera e monitor,
creando il design del personal computer.
L'importanza che Jobs dava al design tracciò lo stile della Apple in
tutta la sua evoluzione ed ancora oggi è elemento distintivo rispetto ad
altri personal computer.
Apple II era capace di imagini a colori, il che ispirò a Rob Janov il
logo dell'azienda, una mela a sei colori con un morso sul fianco.
Apple II conobbe nella sua vita molti modelli: ][+, ][e, //c, IIgs, e
vendette un milione di esemplari in 5 anni.
Il suo primo sistema operativo si chiamava semplicemente DOS, che negli
anni '80 venne sostituito dal più moderno proDOS.
Nel 1979 Steve Jobs vide il lavoro che i programmatori del Palo Alto
Research Center (PARC) della Xerox stavano portando avanti: una
interfaccia per computer interamente grafica controllata da un mouse,
che muoveva un cursore su uno schermo ad alta definizione. Jobs decise
che Apple avrebbe prodotto un computer sofisticato, forse
multiprocessore, che inglobasse le novità del PARC. Ne derivò prima un
prototipo chiamato Lisa e poi il famoso Macintosh.
Nel 1985, però, Macintosh costava troppo e si vendeva molto meno
del PC IBM, mentre erano in calo anche le vendite di Apple II.
Apple doveva correre ai ripari e molti furono i progetti di riscossa:
Apple III plus, Apple IIc, Macintosh Plus, e un OpenMac.
Dal canto suo Steve Jobs portava avanti il suo progetto di macchina
chiusa e pronta all'uso, con due prototipi, BabyMac e BigMac. Ciò lo
portò in collisione con il progetto di Mac Plus, e infine al suo
allontanamento dall'azienda.
Jobs avrebbe portato avanti il progetto di BigMac in una nuova azienda, la
NeXT Computer.
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