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Ingegnere tedesco, considerato da molti "il padre dei computer".
Gli studi sulla possibilità di risolvere con l'ausilio delle macchine i
pesanti calcoli necessari all'ingegneria risalgono al periodo compreso
fra le due guerre mondiali. I risultati si concretizzarono nella
realizzazione dei calcolatori elettromeccanici, considerati i
progenitori degli attuali computer. Contrariamente a quanto si crede, il
primo di questi progetti in grado di soddisfare le caratteristiche di un
moderno elaboratore non vide la luce nel campus di un'università
americana, ma nel più modesto soggiorno di una famiglia berlinese.
Zuse, pioniere dei calcolatori, costruì nel 1941 il primo calcolatore
elettromeccanico programmabile, lo Z3.
La società da lui fondata venne rilevata poi dalla Siemens.
Il primo computer di Konrad Zuse fu costruito tra il 1936 e il 1938 e
venne poi distrutto assieme ai progetti dai bombardamenti di Berlino
durante la seconda guerra mondiale.
Era stato finanziato completamente da privati.
Si trattava di un apparecchio programmabile, in grado di processare
numeri in formato binario e le cui caratteristiche più apprezzabili,
viste con il senno di poi, furono la netta distinzione fra memoria e
processore.
Questa architettura, che non venne adottata dall'ENIAC o dal Mark I, (i
primi computer realizzati negli Stati Uniti quasi dieci anni più tardi),
rispecchia la definizione di calcolatore enunciata nel 1945 da John von
Neumann.
Lo Z1 conteneva tutti i componenti di un
moderno computer, anche se era completamente meccanico, come ad esempio:
unità di controllo, memoria, micro sequenze, logica floating point, ecc.
Qualche dato tecnico:
- frequenza di lavoro: 1 hertz
- velocità media di calcolo: 1 moltiplica in 5 secondi
- memoria: 64 celle a 22 bit
- consumo elettrico: 1.000 watt
- numero di relays: nessuno, usava migliaia di piastre in metallo, circa
20.000.
Fu poi seguito dallo Z2 , Z3 e Z4.
Nel 1986 Konrad Zuse decise di ricostruire il perduto e famoso Z1.

Il ricostruito Z1 al Deutsche Technik Museum Berlin nel 1989
(Zuse, nella foto, mostra con paterno orgoglio la sua "creatura")

particolare dello Z1

Z3 in mostra al Deutsche Museum in Monaco
(macchina ricostruita, non esistono immagini delle macchine originali)
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