La Direzione Generale della Statistica di Roma sperimenta per la prima
volta nel nostro Paese una macchina tabulatrice di Hollerith.
1914
Le prime macchine a schede perforate vengono installate alla Pirelli e
all’INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni).
1919
Macchine a schede perforate anche alla FIAT e al Banco di Napoli.
1927
Le Ferrovie acquistano una macchina a schede perforate per controlli
inventariali.
1928
La società utilizza l’acronimo SIMC e non IBM per diffondere i propri
prodotti in Italia. SIMC significa Società Internazionale Macchine
Commerciali, la traduzione di International Business Machine. La SIMC
apre la sua prima rappresentanza commerciale a Milano. Nel 1930 verrà
aperto un ufficio anche a Roma.
1931
Le macchine SIMC vengono utilizzate per elaborare i dati del censimento
italiano. I risultati vengono pubblicati sul Popolo d’Italia dopo due
soli anni dall’inizio del rilevamento.
1933
Prima stampante IBM presso l’INPS di Trieste.
1934
Ad ogni pensionato vengono rilasciate dall’INPS 24 schede perforate da
restituire, una per volta, all'atto del pagamento della pensione. Le
schede saranno poi utilizzate dall'I’NPS per rilevamenti statistici e
contabili. Questo sistema verrà riprodotto ed esteso su vasta scala per
il pagamento delle pensioni negli Stati Uniti a partire dal 1937.
La SIMC cambia il proprio nome in Hollerith Italiana S.A. ed apre un
primo centro di assemblaggio delle macchine a schede perforate a Milano.
1935
Nasce, sempre a Milano, il primo stabilimento Hollerith Italiana S.A.,
nel quale verranno prodotti l’elaboratore di schede perforate modello
080 e la macchina calcolatrice modello 601.
L’Hollerith Italiana apre due uffici di servizi a Torino e Milano nei
quali viene offerta l’attività di calcolo automatico ad Enti e Società
che non dispongono di macchinari propri. Tra i primi clienti, il
Ministero Italiano dell’Africa Orientale che raccoglieva notizie sul
traffico commerciale con le colonie, società di assicurazione
interessate a statistiche sugli incidenti automobilistici e grandi
industrie che conducevano indagini nel settore degli infortuni sul
lavoro.
1936
Installazione del modello 601 presso la Cassa di Risparmio di Verona con
il quale si avvia l’automatizzazione della riscossione delle imposte.
1937
Il modello 601 viene installato per la riscossione delle imposte anche
presso l’esattoria comunale di Roma e la Cassa di Risparmio di Padova e
Rovigo. Nel 1948 i centri per la riscossione delle imposte meccanizzati
saranno 13 e forniranno i loro servizi a 541 uffici tributari.
1938
Viene prodotta una variante del modello 601 per le esigenze di
fatturazione dell’energia elettrica.
1939
Il nome della Società viene italianizzato in Watson Italiana S.A.
Nazionale Macchine Aziendali per soddisfare i voleri nazionalistici ed
autarchici del governo fascista.
1940
L’Italia fascista è in guerra contro gli Stati Uniti, ma questo non
arresta l’attività della Watson Italiana, che conta 51 clienti nel
nostro Paese. Proprio nel 1940 vengono installate macchine lettrici di
schede perforate all’EIAR (l’Ente Radiofonico Nazionale Italiano, oggi
RAI), uno dei centri nevralgici della propaganda di regime nel nostro
Paese.