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Microsoft: monopolio o standard?

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Nel 1980 la Microsoft era una piccola società con 40 dipendenti, che fatturava 8 milioni di dollari.

Bill Gates venne contattato dall'IBM, che in quel periodo dominava il mercato degli elaboratori mainframe ed aveva appena iniziato la realizzazione di un personal computer, per scrivere un nuovo sistema operativo.

Nasce così l'MS DOS ed esplode il boom del computer per tutti.

Due anni dopo Bill Gates annuncia la nascita di una prima versione di Windows.

Non è un sistema operativo, ma una semplice interfaccia grafica attaccata al DOS, molto rozza, però con un bel vantaggio rispetto ad altri sistemi: la si ottiene gratis e occupa poco spazio!
Il PC IBM ha un prezzo contenuto, ed anche il mouse viene regalato da vari produttori assieme al PC.

Gli utilizzatori iniziano timidamente a familiarizzare anche con quel piccolo aggeggio e scoprono quanto è comodo, soprattutto nella correzione dei testi e nei comandi grafici.

Ma in particolare ci giocano, disaffezionandosi gradualmente all'austera e monotona interfaccia testo di DOS.

Sempre nel 1982, a settembre, la Microsoft annuncia il programma di videoscrittura più diffuso al mondo: Word.

Nell'ottobre 1987 viene realizzato anche il foglio elettronico Excel per Windows.

Nel 1988 la Microsoft è ormai il più grande produttore di software per personal computer e quando nel 1990 la società compie 15 anni, la Microsoft supera il miliardo di dollari di vendite.

A maggio, nel 1990, viene lanciato Windows 3.

0 e un anno dopo esce Windows 3.

1.

Nel '94 il fatturato è di 4,65 miliardi di dollari.

Nel '95 viene lanciato Windows 95 e i dollari salgono a quasi 6 miliardi.

Nel '96 la Microsoft, che inizialmente era rimasta molto fredda verso Internet, ridisegna le sue strategie e realizza l'Explorer, che poco per volta soppianta il ben affermato Netscape.

Infine nel '98 esce la nuova versione di Windows e nel frattempo la crescita del sistema operativo di rete, Windows NT, si consolida fino a creare serie minacce a ben più blasonati sistemi.

Se oggi controllo la statistica di accessi Internet alle mie pagine scopro che:I PC che entrano nel mio sito usano al 95,3% sistemi operativi Microsoft (74,1% sono Windows 98) e che il 90,7% usa un browser Microsoft (Netscape è al 9,0%).

E allora tiriamo qualche conclusione:Microsoft ha conquistato completamente il mercato dei sistemi operativi per PC, dei prodotti Office e dei browser per Internet.

Lasciamo perdere la gamma di giochi, SQL, linguaggi di sviluppo e quant'altro.

Possiamo affermare che esiste un monopolio o no?
A mio avviso certamente, come era un monopolio quello della AT&T per i telefoni o della Standard Oil per il petrolio.

E questo monopolio crea dei problemi agli altri produttori di software?Innegabile che li crea! Apple non riesce a cavare fuori dalla nicchia il suo Mac/Os, IBM ha dovuto accettare il deperimento giornaliero del suo OS/2, Unix fa la figura del matusalemme e Linux non decolla.

Nel frattempo Bill Gates ha già pronto il suo Windows 2000 e chissà forse anche la versione 2001, 2002, 2003, ecc.

ecc.

Ogni versione nuova è legata agli sviluppi tecnologici dei produttori di hardware e quindi è giocoforza stare al passo.

Ed agli utilizzatori finali, questo monopolio crea dei problemi?
La mia risposta è che li crea in termini economici, ma non in termini di unificazione degli standard operativi, della migrazione dei dati e dello scambio di informazioni o ancora dello sviluppo di applicazioni.

Si sta presentando lo stesso problema che aveva provocato IBM anni addietro, quando deteneva l'80% del mercato degli elaboratori.

In fatto di costi la posizione di forza consente a Bill Gates di far pagare caro e salato ogni nuovo prodotto.

E se il moltiplicatore è 100 milioni di PC si fa presto a fare i conti!
D'altro canto se dal mio punto di vista è immorale la politica dei prezzi che Microsoft applica soprattutto alle versioni upgrade, sarebbe altrettanto immorale punire la società che ha meglio di ogni altra saputo contribuire all'espansione dell'informatica negli ultimi venti anni, creando strumenti e soluzioni sicuramente migliorabili, ma indubbiamente vantaggiosi, sennò - visto che nessuno ci ha costretto - mica avrebbero avuto il successo di cui oggi stiamo a lamentarci!
Windows ha vinto non proprio per le sue qualità, ma per l'irresistibile capacità di marketing della Microsoft, così come vinse la cassetta VHS contro la Betamax della Sony, che a mio avviso era migliore, come era migliore OS/2 o il sistema Mac/OS.

Oggi siamo in una strana posizione: milioni di persone si lamentano per le strategie Microsoft, ma se proponessimo agli stessi milioni di utilizzatori di lavorare in un ufficio dove io ho Windows 98, il mio collegaè fermo al 3.

1, un altro ha scelto Linux, altri usano OS/2 o Macintosh e tutti volessero comunicare e scambiarsi documenti prodotti da software differenti e incompatibili, ci direbbero che siamo pazzi a volere ricreare la torre di Babele!
E' a questo punto che avanza la parolina magica, quella che ci risolve un sacco di problemi: lo Standard.

E io ritengo che è da qui che dobbiamo partire, non da Bill Gates, che ha solo commesso un errore: non doveva esporsi in quel modo.

Gli imprenditori troppo scoperti attirano odio da tutte le parti (vedi Berlusconi, tanto per stare in casa).

Doveva starsene all'oscuro, come i dirigenti IBM o della Novartis o della Sony, ecc.

La gente non ama gli uomini di successo, per diffidenza ed invidia.

Ma torniamo agli Standard.

Oggi il sistema Windows e Office e - perché no? - anche Explorer sono di fatto degli standard e Internet, che è il futuro dell'informatica, è sensibile più di ogni altro servizio al problema degli standard.

A questo punto, visto che nessuno vuol tornare indietro, Microsoft andrebbe costretta a contenere progressivamente i suoi margini, rientrando in percentuali adeguate a garantirne comunque la vitalità all'azienda ed a rilasciare nuove versioni dei suoi prodotti con frequenza controllata, non inferiore, diciamo, a tre/quattro anni e comunque dopo verifica di reali e sostanziali miglioramenti al prodotto.

O - se preferisce - che renda gratuito il suo sistema, in modo che ogni produttore lo possa liberamente distribuire, pagandole una royalty.

Bill Gates non patirebbe la fame e i dipendenti Microsoft neppure!E i concorrenti, così frustrati dall'oppressore?
Ma che imparassero come si fa marketing e come s' impostano i piani di sviluppo!
La storia c'insegna che ogni potere ha una fase di crescita seguita dall'immancabile declino, dovuto all'arroganza che offusca la mente e allora che affilino le armi e preparino nuovi prodotti, che domani saranno eletti a nuovi standard, ma - per carità - uno alla volta, che è già dura così!
Ricky Spelta



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