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Quello che è considerato “il primo calcolatore logico programmabile”
è un’enorme macchina a valvole costruita in Inghilterra per motivi
militari, chiamata “Colossus”. La sua funzione è quella di
decifrare i codici delle comunicazioni cifrate del comando militare
tedesco. Benché i tedeschi dispongano di qualche prototipo di
calcolatore elettronico, la capacità di elaborazione di Colossus si
rivela superiore e i servizi di intelligence britannici ne
traggono grossi vantaggi militari. L’esistenza di questa macchina
sarà tenuta segreta anche dopo la guerra e verrà alla luce solo
negli anni ’70.
Questa è l'opinione comune, riportata in molti siti che trattano
della storia dei computer, ma anche se molto affascinante, l'idea
che il primo computer sia una macchina che ha svolto un ruolo
importante nel corso della seconda guerra mondiale, non è esatta.
Chiedersi quale sia stato il primo computer equivale a porsi una
domanda troppo generica.
Macchine da calcolo ne sono esistite molte ed il termine "computer"
è molto vago.
Dobbiamo rifarci al termine "computer" così come lo definì
Turing
e non dimenticare che un computer per essere chiamato tale deve essere
"una macchina da calcolo con capacità di programmazione",
ovvero le cui funzioni non siano rigidamente impostate nei
suoi circuiti.
Che la macchina sia analogica o digitale conta poco, così come
possiamo considerare ininfluente il fatto che utilizzi circuiti
elettromeccanici, a valvole o a transistor. Il concetto, qualunque
sia la tecnologia impiegata o il modo di rappresentare i dati, resta
quello della funzionalità "general purpose" ovvero della possibilità
di fare svolgere alla stessa macchina funzioni (programmi) diverse,
caricando di volta in volta un set di istruzioni predisposte allo
scopo.
Stando a questa definizione, il primo computer programmabile non è
Colossus, perché è stato anticipato verso il 1940 (3 anni prima
dell'entrata in funzione di Colossus!) da quelli di
Stibitz-Williams
(1939-40), nel 1942 da Atanasoff-Berry negli Stati Uniti
con il loro ABC e nel 1941 da quello di Zuse-Schreyer in
Germania (lo Z3, programmabile con istruzioni su nastro perforato).
Infatti, nel dicembre 1939):
Il gruppo diretto da George Stibitz produce svariati
calcolatori.
Il primo, chiamato Complex Computer, impiega 9.000 relay
telefonici ed è ultimato proprio nel 1940. E' usato per moltipliche
e divisioni di numeri complessi; può svolgere una somma o
sottrazione ogni 3/10 di secondo.
Le routine e istruzioni di programma sono immesse tramite nastro
perforato. Il sistema ha una certa forma di time-sharing
(parallelismo d'elaborazione).
Al computer possono essere collegate 6 telescriventi per inserire o
stampare i dati.
Il sistema può gestire il multiprocessing, associando una serie di
computer per risolvere vari problemi contemporaneamente.
Siamo molto lontani ancora dal concetto moderno di "computer".
Stiamo parlando di macchine predisposte per svolgere esclusivamente
dei calcoli più o meno complessi e niente più.
Ricky Spelta
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