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L'utilizzo
delle valvole
elettroniche accelererà il processo di evoluzione, consentendo anche di acquisire le
nozioni sperimentali indispensabili per progettare il prossimo futuro.
Ma ancora la precarietà dei mezzi rappresenterà un freno molto forte
al vero sviluppo di sistemi pienamente soddisfacenti.
Vennero
costruiti dei giganteschi
calcolatori,
paragonabili a dinosauri, dai costi elevatissimi e perciò confinati
negli ambienti militari e scientifici, ma non usabili dal largo pubblico
aziendale, scolastico o scientifico, fatte salve rare eccezioni.
La
Seconda
Guerra Mondiale accelerò sicuramente i processi di crescita e il contributo inventivo,
perchè le esigenze di difesa spinsero i principali Stati verso
massicci
investimenti
nel settore dell'elaborazione dei dati. Il grande acceleratore fu
sicuramente il centro SAGE per la difesa territoriale degli Stati Uniti.
Poi,
con la scoperta
dei transistor,
si diede l'avvio alla fase di miniaturizzazione ed accelerazione dei
circuiti e da lì il fiorire di nuove invenzioni, nuove macchine,
linguaggi per programmarle e nuove concezioni dei sistemi, che subirono
una inarrestabile accelerata.
Il
colpo finale lo diedero i microscopici
circuiti
integrati, i chip,
con milioni di transistor dentro pochi millimetri quadrati.
Anche
per questa evoluzione ci fu un progetto trainante: la corsa delle
imprese
spaziali e la
difesa o attacco missilistico.
L'informatica,
gestita dai mainframe
e dai minicomputer era definitivamente nata e utilizzata con soddisfazione ormai su vasta
scala dalla maggior parte delle aziende del mondo.
L'ultimo
passo fu quello dell'introduzione dei sistemi computerizzati anche a
livello individuale e ciò avvenne con il rapido sviluppo dei
personal
computer e di
tutta l'enorme famiglia di programmi applicativi d'ogni genere.
Fino
a colmare il divario tra i due mondi: i grossi elaboratori, pachidermi
molto affidabili, ma poco elastici, da una parte, e personal computer,
paragonabili ad agilissimi fuori strada, ma molto indisciplinati,
dall'altra.
L'unione
di potenti CPU con personal computer ha reso interattivo il mondo dei dati ed ha sposato l'affidabilità con
la duttilità, aprendo definitivamente la strada al
villaggio
globale,
ormai una realtà incontestabile, grazie soprattutto a
Internet
e al Web.
In
queste pagine di storia evolutiva troverete le scoperte, le invenzioni,
il pensiero di numerosi scienziati e ingegneri, le macchine ed anche i
linguaggi che via via si sono succeduti o aggiunti nel tempo.
Troverete,
invece, poche notizie relative al contributo dell'Italia, che, pur
essendo un paese dotato di indiscussa genialità, non ha partecipato
quasi per nulla al progresso del settore.
Non
ne conosco le cause, ma credo di non sbagliare imputandole ancora una
volta alla scarsa sensibilità della classe politica verso gli
investimenti per le ricerche scientifiche e tecnologiche, nonchè ad una
reale scarsa disponibilità finanziaria.
In
questa corsa i paesi che si sono maggiormente distinti come contributo
intellettuale e scientifico sono sicuramente gli
Stati
Uniti, l'Inghilterra e la Germania.
Ma un grande contributo è venuto anche dai paesi
dell'Est Europeo.
Un
numero incredibile di invenzioni e brevetti è nato in casa
IBM,
che ha contribuito, assieme alle principali
università
americane, a
gran parte del progresso scientifico delle macchine e delle tecnologie
ad esse collegate.
Così
come credo si debba, malgrado le critiche, riconoscere il ruolo
fondamentale di Microsoft che è riuscita nell'intento di rendere l'informatica uno strumento noto
e utilizzabile da tutti.
Negli
ultimi anni, poi, ha preso forma e sostanza un nuovo concetto molto
apprezzabile, quello dell'Open
Source, che
consente a chiunque di studiare e partecipare al miglioramento di un
certo tipo di software. Il successo di questo metodo, che sfugge alle
leggi della proprietà e distribuisce la conoscenza di una soluzione, è
sotto gli occhi di tutti, e si identifica nel sistema operativo
Linux.
Ricky
Spelta
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