VERSO IL NUCLEARE PULITO
Scoperta e Sfruttamento delle
Reazioni Nucleari Ultrasoniche

per gentile concessione dell'autore Fabio Cardone

fotografie inserite dallo staff di windoweb



Cap 5

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La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 - 2004

Infatti i nuclei sono composti di neutroni, neutri senza carica elettrica appunto, e protoni tutti con la stessa carica e quindi che si respingono, per cui senza la forza nucleare i nuclei non esisterebbero.

E’ l’energia di legame della forza nucleare che li tiene uniti ma non sempre in modo stabile.

Quando l’energia di legame è insufficiente, interviene la radioattività a governare la instabilità permettendo al nucleo di emettere radiazioni in successione, trasformandosi progressivamente fino a divenire un nucleo stabile.

Inoltre la somma delle masse dei componenti del nucleo non corrisponde alla massa del nucleo, c’è il fenomeno del difetto di massa il quale non sempre corrisponde esattamente alla energia di legame, il che complica la vita a chi vuole calcolare quanta energia nucleare si può estrarre dai nuclei.

Ma tutto questo và bene sul triangolo piatto, và meno bene su quello spiegazzato, sulla sfera accartocciata è tutto un’altra cosa.

Quindi bisognava superara questa benedetta soglia per vedere cosa succede nello spazio deformato della sfera accartocciata.

(Test di un siluro a cavitazione, la punta (concava) permette la formazione di una bolla d'aria (in velocità) che è in grado di avvolgere tutto il siluro (diminuendo l'attrito).

Divenne subito evidente che un esempio di tale sfera poteva essere il collasso delle bolle dovuto alla cavitazione, ma ora la visione era più chiara, anche se più complessa.

Infatti prima gli esperimenti erano stati pensati come se la cavitazione trasformasse il collasso delle bolle in tante cariche cave nucleari microscopiche.

Ma non è così, questa è solo una semplice visione superficiale.

Se così fosse stato, bastava accendere il generatore di ultrasuoni e subito si aveva la liberazione dell’energia nucleare, per esempio mediante la produzione di neutroni, invece gli esperimenti statunitensi sia col primo che col secondo modello di macchina avevano in comune una cosa trascurata praticamente da tutti, una sorta di tempo di accumulazione, che nel caso del secondo modello era stato confuso ed oscurato dall’uso degli impulsi di neutroni esterni prima, e dall’uso dell’Uranio poi.

In realtà la cavitazione è solo un mezzo per concentrare energia sufficiente a superare la soglia di deformazione dello spazio (per non parlare del tempo) attorno ai nuclei atomici.

Per concentrare l’energia non è importante quanto grande è la quantità di energia che si concentra, ma quanto piccolo è il tempo in cui si concentra e quanto lunga è la durata dell’intervallo di tempo in cui tale concentrazione viene ripetuta più e più volte.

In pratica serve la velocità con cui si muove l’energia e per quanto tempo si può mantenere tale velocità.

La velocità dell’energia null’altro è che la potenza (per intendersi il watt o il suo multiplo il chilowatt).

Poi è fondamentale per quanto lungo tempo si possa applicare questa potenza a qualche cosa.

Tutto questo fu riassunto in un volume pubblicato nel 2004 da una delle maggiori case editrici scientifiche internazionali l’americana World Scientific, che addirittura, caso eccezionale, ne richiese la pubblicazione di sua iniziativa senza alcuna richiesta degli autori (cfr. 10) .

Il sonotrodo cavitatore parte principale del reattore ultrasonico

A questo punto era chiaro dalla teoria cosa era necessario fare, ma restavano due problemi da risolvere, ovvi però fondamentali : a quale sostanza od elemento applicare la potenza mediante ultrasuoni e quale fosse la struttura migliore della macchina ad ultrasuoni.

Ciascuno di loro era molto complesso ed articolato per cui vanno esaminati in dettaglio.

Il primo problema era fondamentale poiché la scelta dell’elemento e della sua forma chimica determinavano la sostanza da usare, la sostanza poi influenzava la scelta del materiale del contenitore.

L’elemento doveva esser tale da potersi applicare gli ultrasuoni alla massima potenza tecnicamente realizzabile, per la durata di tempo minore possibile, prima di superare la soglia di deformazione dello spazio attorno ai nuclei dell’elemento, il che portava ad innescare le reazioni piezonucleari con la conseguente liberazione dell’energia nucleare.

 
 

 

Capitoli riguardanti l'argomento

Introduzione

1 Premessa : l’energia nucleare e la pressione 1943 - 1945

2 Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991

3 Il primo modello americano 1992 – 1998

4 Il secondo modello americano 1999 – 2002

5 La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 – 2004

6 Gli esperimenti italiani 2005 -2007

7 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze inerti : il Ferro

8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio

9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche

Bibliografia e Referenze

Biografia di Fabio Cardone

Video relativi alla Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche (piezonucleare)

Via legislativa di sfruttare la scoperta del piezonucleare di proprietà interamente dello Stato Italiano da parte del nostro Governo.

Prossimo appuntamento sugli sviluppi delle reazioni piezonucleari a Roma, il 5 e 9 Ottobre 2009 in occasione della 15 Conferenza internazionale sulla scienza nucleare e materia condensata c/o la pontificia Università S. Tommaso Angelico (organizzione ENEA).


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