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VERSO IL NUCLEARE PULITO
Scoperta e Sfruttamento delle
Reazioni Nucleari Ultrasoniche

per gentile concessione dell'autore Fabio Cardone fotografie inserite dallo staff di windoweb

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Cap 3 Il primo modello americano 1992 – 1998
Il primo serio tentativo condotto con successo negli Stati Uniti di realizzare reazioni nucleari mediante la cavitazione fu dovuto a G. Russ, il quale si appoggiò anche alla esperienza di un grande scienziato giapponese Y. Arata, che è stato uno dei più profondi studiosi della fusione termonucleare inerziale all’interno di sistemi fisici costituiti da metalli ed elementi leggieri tra cui lo stesso Deuterio.

Arata è riconosciuto come uno dei caposcuola e degli iniziatori di quella nuova branca della fisica nucleare che è stata infine denominata delle “reazioni nucleari a bassa energia” e che, nelle intenzioni dei suoi massimi esponenti e studiosi, dovrebbe comprendere anche le reazioni piezonucleari.
Yoshiaki Arata
Sfortunatamente la scelta di questo nome per tale nuova branca della fisica nucleare non è stato molto felice e risulta portatore di fraintendimenti e confusioni, tuttavia è almeno servito a mettere un po’ di ordine nelle discussioni scientifiche, pertanto è bene per chiarezza restringersi alle reazioni piezonucleari o, ancor più semplicemente, alle reazioni nucleari ultrasoniche.

Ad ogni buon conto i risultati di Russ sono stati i primi a fornire un ragionevole indizio che la cavitazione prodotta dagli ultrasuoni poteva dare luogo a reazioni nucleari, anche se le prove di tali reazioni non sono in genere sufficientemente chiare.

Il modello di macchina, o se si preferisce di reattore, realizzato da Russ consisteva in una piastra metallica, di un metallo opportuno il cui reticolo cristallino potesse assorbire Idrogeno o meglio il Deuterio, e di un contenitore di acqua pesante in cui venivano immessi gli ultrasuoni.

Gli ultrasuoni venivano prodotti con un generatore elettrico che inviava una corrente elettrica variabile in modo oscillante ad una colonna di piastre piezoelettriche, che trasformavano l’oscillazione elettrica della corrente in oscillazione meccanica delle singole piastre tutte in modo sincronizzato, e da esse l’oscillazione meccanica veniva trasferita all’acqua con vari accorgimenti meccanici.

Il fine ultimo era di fare in modo che bolle contenenti vapori di acqua pesante fossero compresse da oscillazioni ultrasoniche entro l’intervallo che dava luogo alla cavitazione.

Le bolle finivano per subire il collasso della cavitazione proprio in fondo al contenitore dove andavano ad incidere contro la piastra metallica che contribuiva ulteriormente a concentrare il Deuterio, grazie alla sua capacità di assorbirlo nel suo reticolo cristallino.

Era un po’ come raccogliere granelli di polvere su di un tavolo premendovi contro un nastro adesivo in modo da ottenere la massima concentrazione dei granelli nel minor spazio possibile.

Sorprendentemente il sistema sembrava funzionare e la piastra su cui avveniva il collasso delle bolle di acqua pesante dopo un certo periodo di tempo fondeva (in senso termico convenzionale e non nucleare) in alcuni suoi punti e veniva misurata la presenza di gas Elio che all’inizio del processo era assente.

Russ propose queste due circostanze come indice del fatto che avvenivano reazioni termonucleari del Deuterio il cui prodotto finale era Elio ed energia da cui la fusione del metallo della piastra (cfr. 8) .

Il problema fu però duplice sia scientifico che tecnico.

Il problema scientifico fu che non vi erano sufficienti evidenze e misure di neutroni e raggi gamma i quali sono due dei tre prodotti della fusione termonucleare del Deuterio.

Infatti il neutrone è il componente neutro dei nuclei mentre il protone è quello carico (positivamente) e i raggi gamma sono le onde elettromagnetiche di altissima energia prodotte dai nuclei.

Il Deuterio è composto da un neutrone ed un protone, quando si fonde nuclearmente con un altro Deuterio può generare Elio e lasciare libero un neutrone, che è accompagnato da uno o più raggi gamma.

La situazione da un punto di vista scientifico era quanto meno anomala, ma poteva trovare una spiegazione.

Il peggio era il problema tecnico, in pratica la macchina di Russ era come un motore a scoppio che faceva un solo scoppio, il primo, e poi si fermava.

Infatti la fusione della lastra di metallo bloccava il processo allo stadio iniziale, da qui forse le insufficienti evidenze di Elio neutroni e gamma, e non era possibile produrre un processo continuativo, o almeno Russ non vi riuscì.

In pratica con questo modello di macchina non sembrava possibile innescare un processo continuo e questo ne decretò il parziale insuccesso ed abbandono.

Sebbene gli esperimenti siano continuati alacremente almeno fino al 1998 da parte di Russ ed indipendentemente da parte di Arata, che ha continuato poi sulla sua strada personale di ricerche, il campo ormai era pronto per nuovi tentativi ed un nuovo modello : il secondo.


Capitoli riguardanti l'argomento
Introduzione
1 Premessa : l’energia nucleare e la pressione 1943 - 1945
2 Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991
3 Il primo modello americano 1992 – 1998
4 Il secondo modello americano 1999 – 2002
5 La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 – 2004
6 Gli esperimenti italiani 2005 -2007
7 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze inerti : il Ferro
8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio
9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche
Bibliografia e Referenze
Biografia di Fabio Cardone
Video relativi alla Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche (piezonucleare)
Via legislativa di sfruttare la scoperta del piezonucleare di proprietà interamente dello Stato Italiano da parte del nostro Governo.
Prossimo appuntamento sugli sviluppi delle reazioni piezonucleari a Roma, il 5 e 9 Ottobre 2009 in occasione della 15 Conferenza internazionale sulla scienza nucleare e materia condensata c/o la pontificia Università S. Tommaso Angelico (organizzione ENEA).




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