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Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio

VERSO IL NUCLEARE PULITO
Scoperta e Sfruttamento delle
Reazioni Nucleari Ultrasoniche

per gentile concessione dell'autore Fabio Cardone

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Cap 8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio
Gli esperimenti con il Torio condotti nell’anno 2005 sono stati ispirati da precedenti esperimenti condotti in Russia sull’uso di onde d’urto da esplosioni elettriche in soluzioni di acqua e sostanze radioattive tra cui il Torio (cfr. 13) . Infatti venne constatato che il contenuto di Torio variava e poteva diminuire.

A questo punto considerando l’estrema pericolosità del Torio, sia radioattiva che chimica, vennero preparate soluzioni a bassissimo contenuto dell’isotopo Torio228 per sottoporle a cavitazione alla potenza di 100 watt , alla frequenza di 20000 oscillazioni al secondo, per un tempo di 90 minuti.

Fu scelto il Torio 228 , il cui nucleo è composto da 90 protoni e 138 neutroni, poiché è un esa-alfa emettitore ossia si trasforma radioattivamente emettendo sei particelle alfa che formano su una lastra fotografica di policarbonato CR39 una immagine come delle dita di una mano aperta.
figura 8 Analisi con spettrometro di massa che ha misurato i conteggi e le concentrazioni del Torio senza ultrasuoni e con ultrasuoni (dal volume “Deformed Spacetime, capitolo 17) Per questo la sua radiazione specifica si riconosce in modo inequivocabile anche in mezzo ad altre radiazioni ambientali.

Il tempo in cui la sua radiazione diviene la metà ed il suo contenuto si dimezza, è di circa due anni.

Furono preparati 12 campioni da 300 millilitri di acqua con Torio di cui 4 servirono da riferimento e gli altri 8 vennero sottoposti a cavitazione per 90 minuti.

Sul fondo di ciascuna camera di reazione venne posta una lastra fotografica di policarbonato CR39 .

Al termine vennero analizzati con uno spettrometro di massa ad alta risoluzione (quadrupolare a settore magnetico) i campioni cavitati e non riscontrando che sistematicamente il contenuto di Torio era dimezzato nei campioni sottoposti ad ultrasuoni rispetto a quelli non sottoposti, tabella in Figura 8.
Inoltre le immagini della radioattività specifica, visibili nelle foto di Figura 7, mostrarono che il numero delle tracce riferibili al Torio era rimasto invariato sebbene il numero di campioni sottoposti ad ultrasuoni era il doppio di quelli non sottoposti, quindi la radioattività specifica era dimezzata.

Viceversa nelle foto dei campioni sottoposti ad ultrasuoni non vi era variazione delle tracce di altre radiazioni, quindi alla diminuzione delle radiazioni del Torio non corrispondeva una variazione di altre radiazioni. Contemporaneamente la misura dei neutroni non aveva dato alcun segnale significativo.

Tutti questi fatti portano a ritenere che il Torio sottoposto ad ultrasuoni e cavitazione si possa essere trasformato, sebbene non sia stato identificato il o i risultati della trasformazione, senza produzione di neutroni ed in un tempo di 90 minuti ossia diecimila volte meno tempo dei due anni collegati al dimezzamento naturale per via radioattiva.
figura 7 Le foto della radiazione del Torio evidenziata all’interno dei cerchi. La prima colonna: i quattro campioni di Torio senza ultrasuoni.
La seconda e terza colonna: gli otto campioni di Torio con gli ultrasuoni. Il rapporto mostra che il Torio con gli ultrasuoni ha una radiazione che è la metà. Inoltre con gli ultrasuoni non c’è aumento di radiazioni di altro tipo.
L’assenza di neutroni e di variazioni di altre radiazioni registrate dalle foto, porta a escludere che il naturale decadimento del Torio sia stato accelerato di diecimila volte nel tempo.

Viceversa questo comportamento insieme ad altri comportamenti similari (cfr. 11) porta a concludere che il Torio sia stato soggetto a reazioni piezonucleari che ne hanno cambiato la natura facendogli superare la soglia di energia della forza radioattiva al di là della quale anche la geometria di tale forza non è più piatta (cfr. 14) .

Per confronto vennero eseguite spettrometrie di massa ad alta risoluzione su tutti i campioni di Ferro sottoposti a cavitazione.

Le variazioni degli elementi riscontrate portarono a concludere che potevano essersi verificate reazioni in cui i nuclei di elementi si erano divisi dando luogo a fenomeni di nucleolisi (non di fissione) , o addirittura nuclei di elementi anche differenti si erano uniti dando luogo a fenomeni di nucleosintesi (non di fusione) .

Non è possibile per ora poter dire di più che coniare nomi nuovi per fatti nuovi, che sono tali a causa sempre dell’assenza di radiazione gamma che altrimenti avrebbe dovuto accompagnare immancabilmente fenomeni di fissione dei nuclei, per non parlare di fusione.

Riguardo la fusione dei nuclei basti una considerazione elementare, ossia se per fondere Deuterio o Litio sono necessarie temperature di diecine di milioni di gradi, per nuclei appena più pesanti, per non parlare del Ferro, si può arrivare a diecine di miliardi di gradi ed è veramente molto difficile ritenere che il collasso della cavitazione possa realizzare a livello microscopico queste fantastiche temperature.

Il discorso di variare la geometria a livello microscopico per arrivare a queste reazioni di nucleosintesi, o nucleolisi richiede ulteriori prove ed esperimenti.

Nondimeno il caso del Ferro e del Torio potrebbero divenire emblematici di un altro fatto, che il superamento della soglia di deformazione è un po’ un attraversare “lo specchio di Alice” per entrare in un luogo in cui il Ferro inerte emette neutroni anche se è il più sfavorito per farlo, mentre il Torio radioattivo perde la sua radioattività in un tempo troppo breve producendo una situazione inerte. Un luogo in un certo senso capovolto proprio come attraverso lo specchio.




Capitoli riguardanti l'argomento
Introduzione
1 Premessa : l’energia nucleare e la pressione 1943 - 1945
2 Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991
3 Il primo modello americano 1992 – 1998
4 Il secondo modello americano 1999 – 2002
5 La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 – 2004
6 Gli esperimenti italiani 2005 -2007
7 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze inerti : il Ferro
8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio
9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche
Bibliografia e Referenze
Biografia di Fabio Cardone
Video relativi alla Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche (piezonucleare)
Via legislativa di sfruttare la scoperta del piezonucleare di proprietà interamente dello Stato Italiano da parte del nostro Governo.
Prossimo appuntamento sugli sviluppi delle reazioni piezonucleari a Roma, il 5 e 9 Ottobre 2009 in occasione della 15 Conferenza internazionale sulla scienza nucleare e materia condensata c/o la pontificia Università S. Tommaso Angelico (organizzione ENEA).




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