logo windoweb



Sei qui: Home > Verso il nucleare pulito >
Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche

VERSO IL NUCLEARE PULITO
Scoperta e Sfruttamento delle
Reazioni Nucleari Ultrasoniche

per gentile concessione dell'autore Fabio Cardone

OFFERTE AMAZON




Cap 9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche
Le reazioni piezonucleri che sono state esaminate negli esperimenti si possono dividere in due grandi categorie : le reazioni ultrasoniche esotermiche e la reazioni ultrasoniche endotermiche.

Le reazioni esotermiche sono quelle che consumano energia per produrre energia e qui sorge il problema tecnico futuro di avere un bilancio positivo, il primo utile sarebbe di un rapporto di uno consumato per tre prodotto.

Le reazioni endotermiche sono quelle che consumano energia per modificare la materia, inerte o radioattiva che sia.

La prima applicazione possibile delle reazioni nucleari ultrasoniche ci viene suggerita dalle immagini che mostrano l’energia nucleare sotto forma di neutroni liberati dalle reazioni.

In particolare, l’immagine del confronto con l’energia liberata da un reattore nucleare ad Uranio in cui si vede che l’energia prodotta con gli ultrasuoni è almeno il doppio, come vediamo nella Figura 5.

Da cinquanta anni il problema energetico è divenuto sempre più grave, per le fonti primarie dell’energia e per la grave dipendenza geografica e politica dai paesi produttori delle fonti di energia.

Nel 1970 venne detto che il petrolio era finito, ma vennero scoperti i giacimenti del Mare del Nord.

Nel 1980 di nuovo il petrolio era finito, ma vennero scoperti i giacimenti nel Golfo del Messico.
(2) (1) figura 5 L’energia prodotta dal reattore nucleare ultrasonico (2) è più del doppio di quella di un reattore nucleare ad Uranio(1)
Nel 1990 ancora mancava il petrolio, ma vennero scoperti i giacimenti nel Golfo del Bengala.

Nel 2000 infine vennero scoperti i giacimenti del Sudan in Africa, ma il petrolio continuava a finire.

Oltre al petrolio altre quattro sono le fonti primarie di energia : l’acqua per l’energia idroelettrica, il carbone, il metano e l’Uranio.

Il vento ed il sole non sono in grado di divenire fonti primarie di energia ma solo degli integratori della produzione complessiva globale.

Nel 2007 un quinto dell’energia elettrica mondiale è prodotta con l’Uranio nelle centrali nucleari, ma secondo l’ONU è necessario avere un milione di tonnellate all’anno di minerale.

Invece le miniere conosciute producono la metà, ossia mezzo milione di tonnellate all’anno di minerale di Uranio. Peggio del petrolio che finirà, l’Uranio per ora sembra già finito.
Inoltre la dipendenza geopolitica dai paesi produttori di Uranio resta un problema simile alle altre fonti di energia, come ha dimostrato nella seconda metà del ventesimo secolo la breve guerra in Africa tra Libia e Chad per il possesso delle miniere del Tibetsi nel deserto del Sahara ricche di Uranio, guerra giustamente risolta velocemente e brutalmente dai paracadutisti della Legione Straniera francese.

Le reazioni nucleari ultrasoniche per liberare energia necessitano di sali di Ferro ed il Ferro è molto comune in natura, e questo risolve il problema della dipendenza geopolitica dai produttori delle fonti primarie.

Inoltre gli esperimenti hanno mostrato che le reazioni nucleari ultrasoniche non producono scorie radioattive e nemmeno radioattività residua e questo risolverebbe il problema dei rifiuti pericolosi.
tuta antiradiazioni
figura 4 Immagine della energia nucleare prodotta dal reattore ultrasonico in una gelatina che la rende visibile Ma quale è il modo migliore di usare questa energia liberata che vediamo nelle Figure 4,5 e 6 ? Qui, come già detto, si vede che l’energia sotto forma di neutroni è il doppio di quella di un reattore all’uranio.

La prima idea sarebbe di usare direttamente questa energia per generare corrente elettrica mediante alternatori con turbine mosse dal vapore acqueo ottenuto raffreddando i neutroni.

Non è detto che questa sia la maniera più efficiente di sfruttare questo fenomeno.

Un altro modo, forse migliore, di sfruttare questi neutroni e la loro energia è di usarli per scatenare reazioni nucleari secondarie in opportuni materiali, quali l’acido borico che è anche molto comune, in cui la generazione di energia venga amplificata.

In poche parole usare i neutroni delle reazioni ultrasoniche come innesco per liberare quantità di energia sempre maggiori.

Il massimo traguardo di un futuro prototipo industriale è produrre 3 chilowattora di corrente elettrica per ogni chilowattora di corrente consumata per generare gli ultrasuoni necessari alle reazioni.
Ma gli esperimenti hanno indicato un’altra sorprendente possibilità offerta dalle reazioni nucleari ultrasoniche : la distruzione delle sostanze radioattive mediante la trasformazione in sostanze inerti prive di radioattività.

E’ opportuno qui ripetere da un punto di vista delle potenzialità pratiche quanto esaminato precedentemente da un punto di vista scientifico.

Sono state prese quantità minime di una sostanza radioattiva, il Torio, per sottoporla ad ultrasuoni.

Il Torio è stato scelto per la potenza e forma caratteristica delle sue radiazioni facilmente riconoscibili e fotografabili, ma anche perché è uno dei componenti delle scorie radioattive delle centrali nucleari.
figura 6
figura 8 Analisi con spettrometro di massa che ha misurato i conteggi e le concentrazioni del Torio senza ultrasuoni e con ultrasuoni (dal volume “Deformed Spacetime, capitolo 17) Nella Figura 8 vi sono le tabelle delle analisi di vari campioni ed il risultato è stato che il Torio sottoposto agli ultrasuoni era diventato la metà, si era dimezzato, ma in 90 minuti invece che nei due anni previsti dalla legge della radioattività.

Ed ancora nella Figura 7 vi sono le foto della radiazione del Torio, evidenziata nei cerchi, che dopo l’applicazione degli ultrasuoni è divenuta la metà ma senza che vi fosse aumento di radiazione di altro genere come vuole la legge del decadimento radioattivo, di nuovo il tutto in 90 minuti invece che in due anni.

Semplicemente dopo 90 minuti di ultrasuoni, il Torio era divenuto la metà e la sua radioattività era divenuta la metà il tutto diecimila volte prima di quanto accade in natura.

Che cosa sia diventato il Torio è ancora oggetto di esperimenti, certamente non è decaduto per le vie naturali altrimenti vi era l’aumento di altre radiazioni che però sarebbero comunque risultate nelle lastre fotografiche.
Ovviamente il problema è ora di passare dalle quantità minime degli esperimenti alle quantità industriali e di provare anche con differenti elementi radioattivi.

Ma ciò richiede esperimenti costosi e pericolosi. Nondimeno tutto questo rappresenta la scoperta del principio che rende il fatto possibile.

L’evidenza della possibilità di trasformare velocemente la materia mediante gli ultrasuoni apre la via ad un’altra applicazione : la trasformazione delle sostanze inutili ma abbondanti in natura in sostanze utili ma rare in natura. Sarebbe come farsi a casa propria la miniera delle sostanze utili ma non presenti nel proprio territorio.

Di nuovo anche questo sarebbe un passo importante verso l’indipendenza geopolitica dell’approvvigionamento delle materie prime.

Infine consideriamo che la trasformazione ultrasonica delle sostanze non avviene sempre con qualsiasi tipo di ultrasuoni ma deve essere accuratamente e delicatamente pilotata, in pratica non è un fatto comune.
figura 7 Le foto della radiazione del Torio evidenziata all’interno dei cerchi. La prima colonna: i quattro campioni di Torio senza ultrasuoni.
La seconda e terza colonna: gli otto campioni di Torio con gli ultrasuoni. Il rapporto mostra che il Torio con gli ultrasuoni ha una radiazione che è la metà. Inoltre con gli ultrasuoni non c’è aumento di radiazioni di altro tipo.
clicca sui brevetti per vederli ingranditi Quindi possiamo pensare anche a futuri sviluppi nella medicina trasformando le sostanze ed i tessuti dannosi per l’organismo umano in sostanze eliminabili per le vie naturali dal metabolismo del corpo umano.

Questo è un traguardo il più ambizioso di tutti in cui fondere i principi della chirurgia e della farmacologia.

Ossia un processo fisico che unisce il risultato di eliminare ciò che è dannoso senza asportarlo od estirparlo dall’organismo bensì trasformandolo in qualcosa di innocuo di cui l’organismo si libera facilmente.

Ovviamente i costi per realizzare questi alti traguardi ambiziosi sono molto alti. E’ stato valutato che ciascun prototipo industriale può costare 100 milioni di euro per ciascuna applicazione specifica: produzione di energia, distruzione di sostanze radioattive, trasformazione delle sostanze.
Sfortunatamente con le conoscenze acquisite negli esperimenti riassunti nel volume Deformed Spacetime (cfr. 11) e manoscritti successivi (cfr. 12, 14) non è possibile costruire un unico prototipo polivalente e quindi più economico.

Pertanto ci dobbiamo affidare al principio che, se il rischio è ragionevole, chi più rischia capitali più ricava guadagni.

Si tenga presente, a conclusione di tutto, che tutto è proprietà dello Stato Italiano, infatti la macchina è proprietà dell’Esercito Italiano ed i brevetti relativi alla macchina ed ai procedimenti sono proprietà del CNR (cfr. 15) e rimarranno riservati fino all’Aprile 2009 quando la loro consultazione diverrà pubblica.
Una possibilità resta quella di pensare una via parallela all’uso della energia nucleare convenzionale. Certo sarebbe un programma lento e a lungo termine (10, 15 anni) ma col vantaggio di essere economicamente sopportabile nel medio termine (3, 5 anni) .

In poche parole si può pensare di sviluppare prima le possibilità tecniche di eliminazione delle sostanze radioattive ed applicare i risultati alla distruzione delle scorie radioattive delle centrali nucleari convenzionali.

Si potrebbe liberare così l’industria nucleare dell’energia dal suo costo principale, lo smaltimento delle scorie.

Con i proventi del metodo di eliminazione delle scorie si potrebbe finanziare lo sviluppo tecnico della produzione di energia nucleare da ultrasuoni e sostanze inerti. Si potrebbe, forse, raggiungere così la produzione di energia da sostanze comuni e senza scorie, e come nelle favole tutti potrebbero vivere felici e contenti, forse.



Capitoli riguardanti l'argomento
Introduzione
1 Premessa : l’energia nucleare e la pressione 1943 - 1945
2 Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991
3 Il primo modello americano 1992 – 1998
4 Il secondo modello americano 1999 – 2002
5 La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 – 2004
6 Gli esperimenti italiani 2005 -2007
7 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze inerti : il Ferro
8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio
9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche
Bibliografia e Referenze
Biografia di Fabio Cardone
Video relativi alla Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche (piezonucleare)
Via legislativa di sfruttare la scoperta del piezonucleare di proprietà interamente dello Stato Italiano da parte del nostro Governo.
Prossimo appuntamento sugli sviluppi delle reazioni piezonucleari a Roma, il 5 e 9 Ottobre 2009 in occasione della 15 Conferenza internazionale sulla scienza nucleare e materia condensata c/o la pontificia Università S. Tommaso Angelico (organizzione ENEA).




CLICCA QUI ... PER CONSULTARE LA MAPPA SATELLITARE DEL GLOBO DI GOOGLE


Segnala un sito redazione@windoweb.it
© 1999-2014
Tutti i diritti riservati
Invia le tue foto o i documenti che vuoi pubblicare