VERSO IL NUCLEARE PULITO
Scoperta e Sfruttamento delle
Reazioni Nucleari Ultrasoniche

per gentile concessione dell'autore Fabio Cardone

fotografie inserite dallo staff di windoweb

 



Cap 2

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Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991

Sono-luminescenza

Partendo dalle misure della luce emessa, vennero stimate temperature dell’onda d’urto di migliaia di gradi, poi di centinaia di migliaia ed infine anche di milioni di gradi.

Ovviamente queste temperature avevano effetto solo a livello microscopico sugli atomi dei gas e dell’acqua, spingendoli a liberare la luce insieme alle cariche elettriche di cui gli atomi sono composti (cfr. 7) .

La sono-luminescenza venne quindi presa come esempio della possibilità di concentrare alte energie ed alte temperature in tempi piccolissimi ed in volumi di spazio ridottissimi, microscopici.

Ovviamente il passo fu poi molto breve, in pratica molti in molti laboratori pensarono di aver trovato nelle bolle soggette a cavitazione delle “microscopiche cariche cave nucleari” , purché il gas dentro le bolle contenesse delle sostanze i cui nuclei potessero dare reazioni nucleari quando fossero sottoposte all’onda d’urto della cavitazione ed alla sua alta temperatura.

Sfortunatamente gli esperimenti di Diebner e Gerlach non erano mai stati sufficientemente conosciuti, per cui questa idea delle “microscopiche cariche cave nucleari” fu di fatto una riscoperta delle idee di Diebner e Gerlach.

Tuttavia venne adottato lo stesso tipo di criterio delle bombe tedesche, ossia si pensò di eseguire la cavitazione di acqua pesante contenente Idrogeno pesante, il Deuterio appunto, e vedere se si producevano reazioni termonucleari a causa delle alte temperature stimate per la cavitazione.

In parole povere si pensò di raggiungere la fusione termonucleare “inerziale” del Deuterio ma partendo dalla temperatura ambiente e dalla pressione atmosferica.

Questo faceva sì che il Deuterio fosse inerte prima della cavitazione, da cui il nome inerziale, ma poi reagisse con i suoi nuclei a causa del collasso delle bolle contenenti il vapore d’acqua pesante.

Kurt Diebner

Walther Gerlach

In pratica le bolle contenenti vapore d’acqua pesante venivano pensate come microscopici reattori inerziali di fusione termonucleare del Deuterio.

L’idea sembrò affascinante, ma soprattutto relativamente facile da mettere alla prova, questo però in una visione ingenua dei fenomeni fisici, per cui molti laboratori tentarono la via della cavitazione con gli ultrasuoni in modo empirico ed un po’ euristico, in parole povere per tentativi fatti a casaccio e con alterne fortune.

Contemporaneamente, anche senza nulla sapere della esperienza maturata in Germania durante la seconda guerra mondiale, venne seguita l’idea di mescolare all’acqua pesante anche delle sostanze radioattive (quali il solfato oppure il nitrato di uranile) per facilitare le reazioni indotte dalla cavitazione ossia dalla sua onda d’urto.

Questa inconsapevolmente era la via inversa seguita da Diebner e Gerlach che partiti dall’Uranio radioattivo avevano poi pensato di aggiungere l’acqua pesante.

E’ sorprendente come nella storia del pensiero umano nessuna persona abbia in esclusiva il brevetto del cervello e le idee tornano e ritornano in modo diretto o inverso come in un movimento di andirivieni nel tempo e nelle menti.

Comunque dopo i primi entusiasmi facili e gli inevitabili cocenti fallimenti iniziò un breve periodo di riflessione, il cui risultato fondamentale fu la genesi, non si sa bene da chi per primo, del termine con cui indicare le reazioni nucleari indotte o catalizzate per mezzo della pressione : “le reazioni piezonucleari” (dal vocabolo in greco antico che indicava la pressione).

Un altro risultato, forse il più sorprendente, di questa sorta di fase interlocutoria, dopo l’oblio della esperienza tedesca, fu che le due principali istituzioni pubbliche che si occuparono di finanziare gli esperimenti furono il Ministero della Difesa ed il Ministero dell’Energia degli Stati Uniti d’America i quali, a partire dal 1991 e per i successivi quindici anni, sono stati i principali motori degli esperimenti che hanno portato a quelli che possiamo riconoscere come i due modelli americani verso le reazioni piezonucleari.

 

 

Capitoli riguardanti l'argomento

Introduzione

1 Premessa : l’energia nucleare e la pressione 1943 - 1945

2 Gli ultrasuoni, la cavitazione e la fusione termonucleare 1989 – 1991

3 Il primo modello americano 1992 – 1998

4 Il secondo modello americano 1999 – 2002

5 La via italiana alle reazioni piezonucleari 2003 – 2004

6 Gli esperimenti italiani 2005 -2007

7 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze inerti : il Ferro

8 Le reazioni nucleari ultrasoniche con sostanze radioattive : il Torio

9 Le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche

Bibliografia e Referenze

Biografia di Fabio Cardone

Video relativi alla Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche (piezonucleare)

Via legislativa di sfruttare la scoperta del piezonucleare di proprietà interamente dello Stato Italiano da parte del nostro Governo.

Prossimo appuntamento sugli sviluppi delle reazioni piezonucleari a Roma, il 5 e 9 Ottobre 2009 in occasione della 15 Conferenza internazionale sulla scienza nucleare e materia condensata c/o la pontificia Università S. Tommaso Angelico (organizzione ENEA).



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