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L'Espressionismo in Italia

Bruno Cassinari -Quando in Francia ed in Germania l'Espressionismo si affermava con le sue regole, in Italia non si sviluppò un gruppo che si richiamasse specificatamente a quella corrente, ma alcuni pittori vennero accomunati dai critici d'arte, in un secondo tempo,  agli espressionisti d'oltr'alpe.

Espressionisti furono quindi considerati i componenti alla Scuola Romana, i "sei di Torino" e i pittori del gruppo Corrente.

Tutti loro, come gli Espressionisti europei, si posero in contrapposizione formale e poetica con la pittura solida e corposa del cosiddetto "Ritorno all'ordine" degli anni ’20, caratterizzata dai richiami formali neoclassici, completamente staccati dalla vita reale, ma che stava conquistando il gusto italiano del primo dopoguerra.

Enrico Paulucci
L'Espressionismo de "I sei di Torino"

Il movimento, influenzato dalla della pittura ottocentesca italiana, di Modigliani, di Manet, dei Fauves, si è sviluppò nel breve spazio di tempo tra il 1928 e il 1931.

Intorno al Critico d'arte antifascista Edoardo Persico, considerato il teorico del gruppo, si raccolsero Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci, appoggiati da Piero Martina, si opposero con intransigente moralismo, all'arte fascista che tentava di conciliare, con le sue forme rigide e grandiose, la tradizione romana e il modernismo più avanzato.
 
Aligi Sassu
L'Espressionismo del Gruppo Corrente - Milano

L'esperienza Espressionista italiana si delineò maggiormente qualche anno più tardi quando, giovani artisti che accusavano i pittori italiani delle generazioni precedenti di totale distacco dalla vita reale, si organizzarono in  gruppo chiamato "Corrente", riunitosi a Milano intorno alla rivista omonima  fondata dal giovane pittore Ernesto Treccani nel 1938.

La loro arte, trovò un valido appoggio nelle gallerie La Bottega di Corrente, La Spiga e Il Milione di Milano.

Il movimento artistico attivo a Milano fra il 1938 e il 1943,  rifiutava sia il classicismo di Novecento con i suoi connotati celebrativi, che l’intellettualismo dell’Arte Astratta, proponendo un taglio più realistico alla rappresentazione pittorica, rivalutando il Figuratinismo.

La prima mostra del gruppo si tenne al Palazzo della Permanente di Milano nel 1939.

Emilio Vedova
Gli Artisti del Gruppo Corrrente:

Ernesto Treccani,
Renato Birolli,
Renato Guttuso,
Bruno Cassinari,
Ennio Morlotti,
Giuseppe Migneco,
Aligi Sassu,
Giuseppe Santomaso,
Fiorenzo Tomea,
Italo Valenti,
Emilio Vedova e
Lorenzo Viani,
Giacomo Manzù e
Luigi Broggini

 Questi artisti concentravano la propria ricerca su soggetti eticamente impegnati; rappresentati attraverso un realismo sofferto e deformato dal linguaggio espressionista.

Totalmente indipendenti da formalismi accademici, questi pittori operarono nell'ambito dell'Espressionismo e in opposizione alla cultura ufficiale dilagante.

 Schipione Gino Boniche
L'Espressionismo della Scuola Romana

L'esperienza Espressionistica, intorno al 1930, ebbe seguito in Italia anche con la Scuola Romana di Via Cavour a Roma, esperienza che ancora si ripresenta nel corso del XX secolo..

Molti pittori della Scuola Romana o Di Via Cavour, legati da profonda amicizia, sintonia di intenti culturali, che comprendevano lo studio dell'arte del passato e da un  singolare interesse pittorica delle esperienze contemporanee, si riunivano nello studio dei pittori Mario Mafai, Antonietta Raphael e Scipione (Gino Bonichi) per discutere le loro idee e per lavorare.

Presto si avvicinarono alla nuova tendenza altri pittori come Renato Guttuso, Mirko Basaldella, Corrado Cagli, Roberto Melli, Gabriele Mucchi e altri pittori indipendenti da formalismi accademici come Paolo Salvati.

Mario MafaiL'attività della Scuola Romana, pur non avendo un proprio Manifesto,  continuò anche dopo la seconda Guerra Mondiale,  raccogliendo intorno a se una nutrita schiera di personalità di talento per difendere, innanzi tutto, l'indipendenza dell'arte e la sua possibilità di legarsi agli aspetti più immediati ed emotivi della realtà, seguendo ciascuno, nella più completa libertà espressiva, la sua personale poetica, spaziando da Realismo Magico a Valori Plastici, da una pittura di tipo Post-Impressionista ad un realismo di stile prettamente italiano, da un linguaggio di impronta romantica ad uno più marcatamente Espressionista.

Gli Artisti della Scuola Romana

scipione Gino BonichiMario Mafai,
Antonietta Raphael
Scipione (Gino Bonichi)
Renato Guttuso
Mirko Basaldella,
Corrado Cagli
Roberto Melli
Gabriele Mucchi
Paolo Salvati.

 
Renato Guttuso
Renato Guttuso
Mirko Basaldella

Mirko Basaldella

 Antonietta Raphael

Antonietta Raphael

Corrado Cagli

Corrado Cagli

 Roberto Melli

Roberto Melli

Gabriele Mucchi

Gabriele Mucchi

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