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Giovanni Segantini

Giovanni Segantini

Biografia ed Opere di Giovanni Segantini

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Il percorso esistenziale e la vicenda artistica di Giovanni Segantini sono strettamente determinanti in reciproca influenza. Questa cronologia, riprende i precedenti lavori della curatrice volume Trent’anni di vita artistica europea nei carteggi inediti dell’artista e dei suoi mecenati, Cattaneo, Oggiono 1985, con successivi aggiornamenti alla luce del materiale biografico conservato presso l’Archivio culturale dell’Engadina alta a Samedan.

Il 20 ottobre1851, ad Ala in Trentino, “terra irredenta”, Agostino Segantini (1802-1866); la n sarà
aggiunta più tardi dall’artista), vedovo e venditore ambulante di chincaglierie (un precedente
fallimento gli vieta di aprire un negozio), sposa Margherita de’ Girardi di Castello in
Val di Fiemme, di ventisei anni più giovane (1828-1865).
Il 15 gennaio1858, ad Arco Trentino, dove la famiglia si è spostata per usufruire dei sussidi comunali, nasce Giovanni Battista Emanuele Maria Segantini, cittadino austriaco.
Il 20 luglio muore il primogenito e unico fratello di Giovanni, citato come Vittore negli archivi.

A marzo1861 Agostino Segantini si trasferisce a Milano, dove si trovano due suoi figli di primo letto, Irene e Napoleone, in cerca di fortuna. Giovanni rimane ad Arco con la madre ammalata. Tornerà Nell’agosto 1864 a Trento, senza aver migliorato la situazione economica. Nel settembre si riunisce alla moglie e per sei mesi il piccolo Giovanni vive con entrambi i genitori. La fragile salute della madre, però, rende necessari tre ricoveri ospedalieri.
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A trentasette anni, Il 3 marzo 1865, Margherita de’ Girardi muore (sino al Catalogo generale delle opere di Segantini – Electa, Milano 1982 –, la morte era datata 1863). In aprile il padre porta Giovanni a Milano e lo affida alla sorellastra Irene, operaia modista dall’esistenza travagliata che non ha tempo di curarsene.

Il 20 febbraio1866 Agostino Segantini muore all’ospedale di Rovereto. Contrariamente alla leggenda, non era emigrato in America. A soli otto anni Giovanni è orfano di padre e madre. L’8 ottobre1867 la Luogotenenza di Innsbruck accorda “a Irene Segantini e al minor di lei fratello Giovanni Segantini il permesso per l’immigrazione nel Regno d’Italia e quindi la dimissione dal nesso di cittadinanza austriaca” (Archivio di Trento, 3.8 XI 229.1867, pubbl. in S. Ioppi, R. Turrini, Segantini. Arco e il Trentino per Giovanni Segantini 1899-1999, Il Sommolago, Arco 1999). Il documento non farà però testo quando l’artista sarà dichiarato “renitente alla leva”.

Segantini morirà nella convinzione che l’Austria non lo avesse mai svincolato.
Il 10 agosto1870 Giovanni Segantini è arrestato a Milano per ozio e vagabondaggio e il 9 dicembre è internato al riformatorio Marchiondi, dove viene avviato all’apprendimento dell’arte calzaturiera. Dal riformatorio fugge Il 16 agosto 1871, ma viene ripreso il primo settembre. Per uscire in gennaio 1971 grazie al fratellastro Napoleone, che lo ospita a Borgo Valsugana, dove possiede un’osteria-bottega fotografica, e lo inizia alla fotografia.

Alla fine del 1874 Giovanni torna a Milano per studiare pittura.
Dal 1875 al 1879 Segantini frequenta l’Accademia di Brera: i primi due anni la scuola serale, poi i corsi regolari. Lavora come garzone di bottega presso l’ex garibaldino Luigi Tettamanzi, “Pittore di bandiere, paramenti, addobbi per cerimonie religiose, insegne di negozi e cartelloni, decorazioni religiose e profane”.

A Brera ottiene alcuni riconoscimenti: 1875:, menzione onorevole nella scuola di ornamento, copia del modello fotografico, II classe; 1876, medaglia d’argento, scuola e prova, II classe; 1877, medaglia di bronzo nella copia in disegno e a colori di bassorilievo, I classe; 1878, medaglia di bronzo, scuola di figura (disegno), I premio con medaglia d’argento, scuola di paesaggio; 1879, “Segantini detto Segantini”, scuola di prospettiva, premio con medaglia d’argento per copia di monumento. Da qui in poi sarà Segantini .
Fa amicizia con Gaetano Previati, Emilio Longoni, Angelo Morbelli con i compagni Cesare Tallone, Ernesto Bazzaro, Leonardo Bistolfi, Attilio Pusterla, Emilio Quadrelli, Giovanni
Sottocornola.

Giovanni Segantini
Il 10 luglio 1876, a Milano, l’antiquario e gallerista Pedro Nessi cede l’attività di via San Marco 18 al giovane Vittore Grubicy (1851-1920), già suo rappresentante all’estero – Inghilterra e Olanda – sin dal 1870. Nella conduzione Vittore si fa affiancare dal fratello Alberto (1852-1922), mentre gira l’Europa per promuovere i suoi artisti. .

Il 21 settembre1878 Grubicy inaugura la “Mostra delle opere del defunto pittore Tranquillo Cremona nelle sale del Ridotto del Teatro Comunale alla Scala”.

All’esposizione annuale di Brera (agosto-ottobre) Vittore, intuendo il talento del giovane artista ventunenne, si offre di finanziarlo. Vittore, pensa alla sua educazione culturale. Con il modesto contributo settimanale di Vittore, in ottobre Segantini si trasferisce a Pusiano in Brianza, con Luigia Pierina Bugatti detta Bice (1861-1938, sorella dell’ebanista decoratore liberty Carlo), con cui trascorrerà tutta la vita in “unione libera”.
( Si iniziano in piazza del Duomo gli esperimenti per l’illuminazione elettrica, che cambierà il volto e le abitudini della città).

Il Municipio di Trento nel 1879 iscrive sul registro di leva “N. 59. Segattini [sic] Giovanni Battista fu Agostino, nato nel 1858 in Arco: ignota dimora; illegalmente assente” (A. Zieger, La giovinezza di Giovanni Segantini, Seiser, Trento 1958, p. 45).
All’esposizione annuale di Brera (agosto-settembre1880) G.S. presenta undici opere, numeri 24-34: Natura morta; Pesci; Verdura; Ritratto di Signora; Ritratto; Natura morta; Antisala del convento; Il campanaro; El Redefoss, studio; Un prode; La Falconiera. Per la prima volta l’indirizzo in catalogo è “Milano, Via San Marco 20”.
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Milano. Il 5 maggio 1880 s’inaugura l’Esposizione Nazionale.
Dal Registro delle notifiche (Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano), risulta che Segantini avesse inviato per l’Esposizione Nazionale dodici opere. Gliene rifiutano sei e l’artista le ritira tutte.

Parigi. Modern Chromatics, with application to Art and Industry di Ogden N. Rood (D. Appleton and Company, New York 1879), testo di riferimento del divisionismo internazionale, è tradotto in francese: Théorie scientifique des couleurs et leurs applications à l’art et à l’industrie, G. Ballière, Il 25 maggio1882, a Pusiano, nasce il primogenito di Segantini, Gottardo (1882-1974). La famiglia si sposta a Carella, vicino a Pusiano, dove dipingerà la prima versione di Ave Maria a trasbordo Nell’autunno presenta a Vittore Emilio Longoni, che entra nella scuderia Grubicy, finanziato in cambio dell’esclusiva, e si trasferisce a sua volta in Brianza, in sodalizio di vita e lavoro con Segantini.
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Il 20 gennaio 1883/84 un contratto notarile sancisce il rapporto tra Vittore e Segantini: mantenimento in cambio dell’esclusiva. Tra le clausole, il diritto del mercante di firmare le tele ritenute valide con il monogramma “GS”, rappresentare l’artista negli atti pubblici e privati, disporre della sua produzione e dei suoi beni. Sarà motivazione della rottura (1884) con Longoni stesso causa l’abitudine di Grubicy di firmare con il nome di Segantini alcune sue opere, in particolare Le capinere

All’esposizione internazionale di Amsterdam (maggio-ottobre) Ave Maria a trasbordo vince la
medaglia d’oro. In ottobre, a Carella, nasce il secondo figlio, Alberto (1883-1904).
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Guardando alla chiesa tardo-barocca di Veduggio, altra cittadina della Brianza, Segantini dipinge I commenti maligni. Non assolta che proporrà l’anno seguente all’Esposizione Italiana di Torino, prima di trasformarlo nell’attuale A messa prima .
Espone anche al Salon Annuel du Champs de Mars a Parigi.
Parigi. Félix Fénéon fonda la “Revue indépendante”, che sarà l’organo del simbolismo e di tutte le avanguardie.

A marzo 1885 nasce il terzo figlio, Mario (1885-1916). Segantini è all’esposizione universale di Anversa. Nel luglio-agosto, tiene una “esposizione straordinaria”, con quattordici oli e cinque pastelli, alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, ancora con sede in palazzo del Senato (Archivio della Società).

Dall’agosto al febbraio successivo, si trasferisce a Caglio, sempre in Brianza, per realizzare la prima opera monumentale, Alla stanga, che conclude il periodo brianteo.
A inizio anno1886, i Segantini tornano a Milano, dove il pittore esegue alcune commissioni per la borghesia imprenditoriale, in particolare il ciclo di nature morte per la sala da pranzo dell’avvocato Giuseppe Treves. Non approvate dal committente, Alberto Grubicy venderà le tele al banchiere Alberto Casiraghi, legato poi all’artista da sincera amicizia.

Del periodo è anche il Ritratto della signora Torelli .
Segantini dispone di uno studio in via San Marco 20 appartenente alle proprietà Grubicy (dopo la rottura fra i due fratelli, Alberto gli manterrà uno studio milanese in via San Marco 16).
Presenta Alla stanga. Prealpi alla mostra in via Principe Umberto a Milano il nuovo palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, progettato da Luca Beltrami.
A maggio nasce, a Milano, la figlia Bianca (1886-1980).

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Il 26 maggio firma una procura notarile ad Alberto Grubicy, che alleggerisce il vincolo totalizzante del contratto con Vittore, per altro mai abrogato.

All’esposizione internazionale di Amsterdam gli viene conferita la grande medaglia d’oro per Alla stanga.

All’esposizione annuale di Brera invia le nature morte commissionate da Treves: Pesci, Funghi, Verdura, Polleria. Sul finire dell’estate, insofferente della città e conclusa l’esperienza in Brianza, si avvia, a piedi, alla ricerca di un luogo alpestre da trasformare in pittura: Pontresina, St. Moritz, Silvaplana e infine la scelta di Savognino, nei Grigioni, un paese entro una larga vallata, sul crinale ovest del passo Julier, a circa 1200 metri di altitudine.

Il 18 settembre, sul supplemento letterario di “Le Figaro”, Jean Moréas pubblica il Manifeste du
Symbolisme, cardine del simbolismo in letteratura. Bruxelles. Il 19 settembre, su “L’Art Moderne”, esce, senza illustrazioni, l’articolo L’Impressionnisme aux Tuileries, in cui Félix Fénéon spiega le basi scientifiche della tecnica divisionista.

Nello stesso mese, Vittore raggiunge Segantini a Savognino e si trattiene cinque mesi, dandogli modo di eseguire il suo ritratto In più, riferendogli la lettura di Fénéon, lo convince a ridipingere Ave Maria a trasbordo con colori puri, o divisi, stesi in pennellate autonome, tradotte da Segantini in lunghi filamenti.
Roma. Nino Costa fonda la società “In Arte Libertas”, che favorirà lo scambio tra artisti d’orientamento simbolista italiani, inglesi e tedeschi e avrà ruolo primario nella diffusione della pittura preraffaellita di prima e seconda generazione. A fine anno, la pubblicazione dell’editio picta dell’Isaotta Guttadauro di D’Annunzio sancisce la nascita del simbolismo in Italia.
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1887
Dall’autunno 1886, a Savognino, i Segantini vivono all’albergo Pianta.

Affitteranno poi una grande casa ai bordi del paese.

Per aiutare Bice assumono la giovane Barbara Huffer, detta Baba, che resterà con la famiglia sino alla morte dell’artista, posando anche come modella.

Nel febbraio-marzo Vittore si occupa dell’allestimento della sala Segantini all’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia: Alla stanga, Ritratto (verosimilmente quello di Vittore), la seconda versione di Ave Maria a trasbordo, La tosatura delle pecore, Vacca bianca [Sole d’autunno] e dodici disegni.
Fra marzo e aprile Segantini trascorre una settimana a Milano, dove rifiuta il diploma di Socio Onorario dell’Accademia di Brera. Espone per la prima volta in Germania, invitato dalla Società di Belle Arti di Stoccarda.

Illustra con un disegno la copertina del romanzo dello scrittore scapigliato Eugenio Bermani, Frate Gaudenzio, Galli, Milano 1888 .Rifiuta la piccola eredità della madre, finalmente trasmessagli dalla burocrazia austriaca, devolvendo ai poveri di Arco il ricavato della vendita di un terreno.
Nel settembre1888, dopo complesse trattative, per 18.000 lire il Governo italiano acquista Alla stanga, presentato all’Esposizione Nazionale di Bologna, per la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, allora ospitata nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale.

Da maggio a ottobre, a Londra, si tiene l’Italian Exhibition, dedicata all’industria, alla tecnologia e alle produzioni italiane. La sezione artistica conta oltre 1200 pezzi. Vittore propone le opere della Alberto Grubicy’s Picture Gallery (preferisce non comparire in prima persona). Cura anche il catalogo in cui, per la prima volta, evidenzia una linea di continuità tra gli scapigliati Cremona e Ranzoni e le nuove leve: Segantini, Longoni, Tominetti, Pusterla, Morbelli e gli scultori Quadrelli e Paolo Troubetzkoy. Segantini ha dieci dipinti, fra cui Contrasto di luce, Ave Maria a trasbordo, La tosatura delle pecore, Winter at Savognino, Canton Grisons (La slitta), oggi disperso ,e quattordici lavori su carta. Il disastroso esito finanziario dell’iniziativa avvia gli insanabili screzi tra i fratelli Grubicy.
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Nel 1889 Inizia l’orientamento simbolista di Segantini, mentre l’epistolario rivela insofferenza verso Vittore. Discutono anche sul titolo per il rifacimento di Tisi galoppante, esposto a Roma nel 1883, che diverrà Petalo di rosa.
Da maggio a ottobre, per intervento di Giovanni Boldini e dello stesso Vittore, otto opere sono nella sezione italiana dell’esposizione universale di Parigi. Vacche aggiogate ottiene la medaglia d’oro. Nell’occasione Giovanni Giacometti scopre Segantini.

Sempre per interessamento di Vittore, Les Salon des XX invitano Segantini al loro prossimo Salon, (come testimonia la corrispondenza fra l’artista e Octave Maus dell’ottobre-novembre).
Nel frattempo. anche Morbelli, che predilige i soggetti sociali, schiarisce la tavolozza, si interessa ai trattati di ottica e avvia scambi di lettere con Segantini.

Giovanni Segantini
1890
In gennaio Vittore organizza una retrospettiva di Ranzoni alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Segantini gli scrive: “Hai fatto bene […] così costui che moriva vivendo, morendo vive!”.

Per Vittore sarà l’ultima iniziativa da curatore. Causa i dissensi sulla conduzione della galleria, si rompe, infatti, ogni rapporto con il fratello. Segantini si schiera con Alberto, che gli organizza una personale alla Galleria Dowdeswell di Londra.

Il settimo Salon des XX di Bruxelles (febbraio-marzo), gli dedica una saletta: quattro dipinti, un pastello e un acquerello. Nella lettera d’accettazione, Segantini sottolinea il carattere simbolista del Frutto dell’amore. Il 16 settembre si procura in extremis 750 franchi, evitando il sequestro da parte delle autorità svizzere per inadempienza alle tasse cantonali, evase, malgrado i successi e il lievitare delle quotazioni, per i ritardi di Alberto nei versamenti mensili e l’alto tenore di vita. Sono anche a rischio i permessi di soggiorno.

Nel gennaio1891 presenta tentativi ( incompiuti), di ricerca per un’arte totale, che rimanda alla Scapigliatura. invia a Vittore una Pantomima musicale con coro che vorrebbe far musicare da Francesco Leoni. Il mese seguente è la volta dell’abbozzo di libretto La regina delle rose, con sceneggiatura e suggerimenti di costumi. Il primo febbraio appare su “Cronaca d’Arte” a Milano il suo primo saggio, Così penso e sento la pittura, ristampato poi nel catalogo di “Omaggio a Segantini” del 1894 al Castello Sforzesco di Milano.

Da maggio a ottobre prima Esposizione Triennale di Brera, ricordata come esordio ufficiale del
divisionismo in Italia. Segantini presenta Le due madri e Vacca, Previati Maternità, Longoni La piscinina e L’oratore dello sciopero .

Il 6 giugno si conclude la vertenza legale tra i fratelli Grubicy a favore di Alberto, cui va il controllo della galleria. Vittore, che ne era stato la mente, è del tutto esautorato, con gravi ripercussioni, anche economiche. Si dedicherà alla pittura e all’attività di pubblicista, per “La Riforma” di Roma e diverse riviste milanesi, assurgendo a teorico e corifeo del divisionismo, pur senza aver mai potuto vedere dal vivo le opere dei neoimpressionisti.
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In estate, Il castigo delle lussuriose ottiene una menzione d’onore all’esposizione internazionale di Berlino. I galleristi Arnold di Dresda e Schultze di Berlino contattano personalmente Segantini, senza la mediazione di Alberto. In dicembre, con la personale alla Galleria Grubicy, si conferma il ruolo di caposcuola fra gli artisti lombardi interessati ai problemi luministi. Pellizza, esordiente alla Triennale e colpito dalle Due madri, cerca di metterlo in contatto.

Esce l’articolo di Previati Giovanni Segantini su “La Gazzetta Ferrarese” del 24 dicembre, e Vittore ne pubblicherà alcuni estratti, in Fratellanza artistica. Previati per Segantini, su “Cronaca d’Arte” del 10 gennaio 1892. Inizia il rapporto epistolare fra Segantini e Neera, che rivela l’incondizionata ammirazione della scrittrice, grazie alla quale Segantini stringerà rapporti con Alberto Sormani, Guido Martinelli e, più tardi, Domenico Tumiati e l’idealismo fiorentino. Anche William Ritter, letterato decadente che scrive sulle riviste d’arte francesi e viennesi, contatterà Neera per l’interpretazione critica dell’opera segantiniana (manoscritto inedito di Susanna Sala Massari).

Nel 1892, Privo di un passaporto che gli permetta viaggi all’estero e con una situazione svizzera precaria, Segantini inizia un complicato percorso, senza esito, per ottenere la cittadinanza italiana. All’Esposizione del Cinquantenario della Promotrice di Torino (aprile-luglio), è medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, per L’aratura. Parigi. Al primo Salon de la Rose+Croix (marzo-aprile) è esposto Maternità di Previati, che in questo stesso anno traduce La science de la peinture del pittore accademico francese Jehan-Georges Vibert, testo di riferimento anche per Segantini.
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Nel 1893 Segantini pubblica l’articolo Sentimento e natura su “Battaglia per l’arte”, numero 7, del 26 gennaio, e Il sentimento nelle opere d’arte su “L’Idea Liberale” del 28 agosto. Scrive anche il racconto simbolista Il sogno di un lavoratore, testimone della sua lontananza dai fermenti socialisti e anarchici – cui si rivolgono invece Longoni, Nomellini, Pusterla, Sottocornola – e anche dal cattolicesimo sociale di Pellizza. (era nato il movimento dei lavoratori/partito socialista).In maggio-giugno partecipa all’Esposizione della Promotrice di Torino. Alla prima esposizione (luglio-ottobre) della Secessione di Monaco, fondata il 4 aprile 1892 da Franz von Stuck, Wilhelm Trübner e Fritz von Uhde, medaglia d’oro per Mezzogiorno sulle Alpi (Meriggio).

Alla prima mostra della Grafton Gallery di Londra propone cinque opere, tra cui Il castigo delle
lussuriose, riesposto in autunno alla rassegna annuale della Walker Art Gallery di Liverpool, che lo acquisisce.
Le tasse non pagate al Cantone si aggirano ormai sui 5000 franchi e, nel timore del sequestro,
Segantini si rifugia in estate nel villaggio di Tusagn, sopra Soglio, dove inizia Pascoli alpini e termina L’ora mesta.

Da maggio a ottobre1894 si tiene a Milano la seconda Triennale di Brera, al Castello Sforzesco, nell’ambito delle Esposizioni Riunite. Segantini partecipa con Per le cattive madri (Nirvana) e Accordi. Nel giugno, sempre al Castello, Alberto Grubicy organizza “Omaggio a Segantini”, con ottanta opere. L’artista presenzia e si ferma a Milano oltre quindici giorni.

Al rientro si trasferisce con la famiglia a Maloja in Alta Engadina, a 1800 metri, e affitta lo chalet Kuoni, dove vivrà sino alla morte, tranne gli inverni trascorsi a Soglio, per sfuggire al gelo. Kuoni è il cognome del costruttore di Coira che aveva comprato il terreno dello chalet dal conte Camillo de Renesse, l’imprenditore belga cui si doveva la realizzazione del Kursaal e la conseguente trasformazione del tranquillo villaggio in una ricercata e aristocratica località di vacanza. Così Segantini unisce alla magia dei paesaggi le opportunità d’incontro con collezionisti e committenti d’alto rango.

Della diaspora cosmopolita svizzera fa parte anche il citato William Ritter, che dedica più articoli alla valenza simbolista di Segantini, diffondendone l’opera in Francia e nei paesi di lingua tedesca. Ritter, dal 1896 al 1900, convive a Vienna con Marcel Montandon, giovane francese cresciuto a Bucarest, che sarà il primo biografo segantiniano.
Giovanni Segantini
In autunno Segantini è presente per la prima volta alla mostra annuale della Società degli Artisti di Amburgo e iniziano i rapporti diretti con i mercanti berlinesi Paul e Bruno Cassirer e Felix Koenigs.

In autunno, come da invito a cena del 19 ottobre (ID 607), conosce Giovanni Giacometti, con cui condividerà l’avventura del Panorama dell’Engadina, insieme a Walther-Denz, il direttore del Kursaal, vero tramite con il Comitato degli Albergatori, lo sponsor. Il ticinese Enrico Dalbesio, conosciuto sin dall’Accademia, amico degli Scapigliati e factotum di Alberto Grubicy, lo mette in contatto con Alberto Pisani, in arte Carlo Dossi, lo scrittore scapigliato divenuto ministro plenipotenziario a Bogotà, perché agevoli le pratiche per la cittadinanza italiana (lettera di Segantini del 17 dicembre e lettera di Pisani Dossi ad Alberto Grubicy del 16 aprile 1895; ID 131). Le speranze, però, non si concretizzano.

Lione. Il 24 giugno Sante Caserio uccide in un attentato il presidente francese Sadi Carnot. In Francia e in Italia s’intensificano le repressioni contro gli anarchici, che colpiscono anche l’ambito artistico e intellettuale. A Parigi sono momentaneamente arrestati Félix Fénéon e Maximilien Luce e inquisiti Camille Pissarro e Signac. A Genova va in carcere per tre mesi Nomellini. A Milano è inquisito Longoni. È ufficialmente sciolto il Partito dei Lavoratori Italiani. Milano. Il 6 dicembre, prima visione ufficiosa del Monumento alle Cinque Giornate di Grandi, morto a Ganna il 30 novembre. L’inaugurazione ufficiale sarà nel marzo successivo e Segantini, il 30 marzo 1895, scriverà a Bice: “pare opera fatta dallo stesso popolo delle Cinque Giornate”. 1895

Alberto Grubicy sposta la galleria in via Cairoli e, nel 1907, aprirà una succursale a Parigi (14, rue de Richelieu), per promuovere le nuove leve divisioniste. Un’omologazione che nuocerà a Segantini.
Alla prima Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, la Biennale (aprile-ottobre), la giuria internazionale assegna il premio del Governo italiano al Ritorno al paese natio acquistato dal mercante Felix Koenigs e donato alla Alte Nationalgalerie di Berlino.

In aprile incarica Alberto di inviare all’imperatore Francesco Giuseppe, che desidera dettagli sul ciclo delle Cattive madri, il poema di Luigi Illica che lo ha ispirato . Ciò varrà all’artista l’abrogazione della condanna a morte per renitenza alla leva austriaca e l’autorizzazione a tornare in Trentino, giunte, purtroppo, quando l’interessato era morto da qualche mese.

A maggio, contro il parere di Vittore, espone alla Société des Beaux-Arts di Bruxelles, sodalizio tradizionalista opposto a Les XX. Sempre a maggio realizza il disegno L’agonia di Comàla per illustrare il poema sinfonico del compositore Nicolò Celega Il cuore di Fingal, ispirato all’Ossian di Macpherson.

Di ritorno da Venezia, Segantini si trattiene circa un mese a Milano.
Giacometti gli presenta Cuno Amiet, con cui aveva frequentato l’Accademia di Monaco e l’Accademia Julian di Parigi. Dopo un breve periodo a Pont-Aven, dove aveva lavorato con Paul Sérusier ed Émile Bernard, nel 1893 Amiet era rientrato in Svizzera.

Il trimestrale “Pan” di Berlino dedica a Segantini il numero 3, del settembre-novembre.
Il 29 dicembre esce a Milano, su “L’Idea Liberale”, il suo articolo Intorno al nocciolo della questione.
Giovanni Segantini
In marzo 1896 scoppia l’affaire Neera. Le note biografiche che Segantini le aveva trasmesso in esclusiva escono, invece, contemporaneamente, il 15, sul raffinato ““Emporium”, a firma della scrittrice, e sul più popolare “Il Focolare”, a firma Vittorio Colombo. Gli alibi e le scuse dell’artista si protraggono per oltre un mese.

In primavera, all’esposizione della Società di Belle Arti di Vienna, Le due madri ottiene la medaglia d’oro dello Stato austriaco.
La quarta Secessione di Monaco (maggio-ottobre), ospita una personale di Segantini e la Neue Pinakotheck di Monaco acquista L’aratura. Nell’autunno, a Soglio, inizia La raffigurazione della primavera .

In ottobre, alla personale della Galleria Koenigs, è esposto per la prima volta il busto in bronzo dell’artista di Paolo Troubetzkoy . Il collezionista berlinese August Zeiss acquista Ora mesta per donarlo al museo nazionale della città. Sempre in ottobre, la Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano gli commissiona il Ritratto di Carlo Rotta (cat. 30), consegnato alla fine del marzo 1897. In novembre, nella Galleria Arnold di Dresda i suoi dipinti sono presentati insieme alle incisioni dello scozzese William Strang.

Alla Künstlerhaus di Zurigo – che precede la Kunsthaus del 1912 –, nella prima partecipazione a una collettiva in Svizzera, è presente con Pascoli di primavera e Vacche aggiogate.

Alla “Festa dell’Arte e dei Fiori” di Firenze (dicembre 1896 -marzo 1897) Segantini espone L’amore alla fonte della vita Il dolore confortato dalla fede, Il frutto dell’amore e, accostati, i due sgraffiti delle Cattive madri e una sanguigna dell’Amore alla fonte della vita, tutte
opere simboliste in sintonia con l’ambiente letterario intorno al poeta e drammaturgo Domenico Tumiati. A gennaio iniziano i rapporti con il mercante Hermes di Francoforte, nella cui galleria terrà in marzo-giugno una personale di trenta opere.

Il 22 febbraio, mentre i Segantini sono a Soglio, si appongono i sigilli allo chalet Kuoni, per i mancati pagamenti di affitto (due anni) e tasse cantonali. Imperterrito, l’artista, tramite Walther-Denz, tratta per affittare il castello Belvedere dalla Banca dell’Engadina, che lo ha riscattato dal fallimento del conte Renesse. Segantini intende viverci, creandogli intorno un villaggio medioevale . Nella lettera ad Alberto del 20 settembre 1899, a una settimana dalla morte, ne parla come di un affare fatto.
Giovanni Segantini
Invitato dall’Accademia Carrara di Bergamo per le celebrazioni di Gaetano Donizetti, inizia il trittico L’evocazione creatrice della musica , scegliendo il pastello per la qualità evanescente. Nella lettera a Tumiati del luglio si rallegra di averlo terminato. A fine aprile invia Pascoli di primavera e il Ritratto di Carlo Rotta alla seconda Biennale veneziana.

Con L’amore alla fonte della vita vince la grande placca d’oro alla prima esposizione internazionale di Dresda, in cui presenta trentadue opere. Partecipa anche alla mostra internazionale di Monaco di Baviera, con La raffigurazione della primavera, e alla seconda esposizione internazionale dell’emergente Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, con La vanità. Gran premio, inoltre, all’Exposición Centroamericana di Città del Guatemala.
Nel luglio-settembre, forse spronato da Walther-Denz e Giacometti, concepisce l’idea di un Panorama dell’Engadina per l’esposizione universale di Parigi del 1900, da proporre agli albergatori quale prestigiosa promozione internazionale.

Il 22 agosto lo scrittore ed esteta fiorentino Carlo Placci, ospite a St. Moritz dell’albergo Badrutt, gli annuncia la visita del critico Robert de la Sizeranne, autore di Ruskin et la religion de la Beauté (1897, e diciotto ristampe tra il 1898 e il 1912), che, il 15 marzo 1898, pubblicherà sul “Mercure de France”, Le peintre de l’Engadine: Giovanni Segantini (ID 647).

In ottobre si organizza il Comitato per dar forma al progetto Panorama e ottenere finanziamenti. Il 14 Segantini tiene un discorso in tedesco agli albergatori della zona e il 20 l’“Engadiner Post”, ripreso dalla stampa europea, pubblica progetto, discorso e composizione del Comitato, di cui fanno parte banchieri e albergatori del territorio L’architetto scelto è tale Ziegwart di Neuchatel e Segantini eseguirà un modello in legno del padiglione, più tardi affiancato allo chalet Kuoni . Già a fine gennaio 1898 il Comitato abbandona l’idea del Panorama, per le difficoltà nei finanziamenti e le quasi totali defezioni . Segantini propone a Rudolf Bavier, il banchiere e albergatore presidente del Comitato, di ridurre il Panorama al polittico L’Engadina a San Moritz, la cittadina che più si era impegnata nel progetto (Q 813).

Infine, anche il polittico sarà ridimensionato nel Trittico. Sempre a fine gennaio Segantini è nominato consigliere dell’International Society of Sculptors, Painters and Gravers, presieduta da Whistler come contraltare al tradizionalismo della Royal Academy.
Giovanni Segantini
È invitato d’onore, con ventinove opere, alla prima esposizione della Secessione viennese, inaugurata il 25 marzo (nata l’anno prima)Il primo aprile, sulla “Gazette des Beaux-Arts” esce il saggio di Ritter Giovanni Segantini.

Nel maggio-ottobre è all’Esposizione Generale di Torino, dopo aver rifiutato la proposta di Morbelli e Pellizza di presentarsi come gruppo divisionista, insieme a Longoni, Nomellini e Sottocornola. Incidentalmente la mostra si apre durante la violenta repressione di Bava Beccaris a Milano.
È insignito dell’Ordine Civile di San Michele dal reggente di Baviera (agosto) e riceve la medaglia d’oro del Club Alpino Italiano.

Da fine agosto e per circa due mesi, il pittore della Val Vigezzo Carlo Fornara è a Maloja come suo assistente (lettera inedita del 5 agosto, Archivio Fornara, e disegno datato “Maloja 27.VIII.98”).
Nel settembre-ottobre è alla quinta esposizione nazionale svizzera a Basilea. Il Consiglio federale acquista per 1000 franchi i pastelli Costume Grigioni e Ritorno dal bosco.
Il 18 ottobre è invitato a far parte della Pastel Society, appena costituita a Londra .

In dicembre scrive per “Ver Sacrum”, l’organo della Secessione viennese (che lo pubblicherà l’anno successivo, numero 5), Che cosa è l’arte, in risposta al volumetto di Tolstoj, Qu’est-ce que l’Art, Ollendorf, Paris 1898.
Nel marzo1899 inizia una corrispondenza sulla decisione di esporre a Parigi nella sezione svizzera. In marzo-aprile, personale da Bruno e Paul Cassirer a Berlino; in aprile-luglio a Praga. A maggio, sala personale all’esposizione annuale della Société des Beaux-Arts di Bruxelles, con le scuse a Octave Maus per non poter partecipare a quella de La Libre Esthétique (Archivio Maus, 9.XII.1898).
Il 18 settembre Segantini sale in una baita sul ghiacciaio dello Schafberg (Munt da la Bês-cha), con il figlio Mario e Baba, per lavorare alla parte centrale del Trittico. Alcuni giorni dopo è colto da un violento attacco di peritonite. I soccorsi giungono tardi .

Il 28 settembre muore, assistito da Bice, Mario e dall’amico dottore Oskar Bernhard. Il 29 la salma è portata a valle, nella chiesetta di Maloja, dove Berry lo imbalsama e Giacometti esegue l’acquerello che lo ritrae sul letto di morte . È sepolto a Maloja. A Milano si crea un Comitato per le Onoranze Funebri, che promuove una sottoscrizione per realizzare i monumenti ad Arco e Maloja ed espone una raccolta di opere alla Permanente di Milano, dove, per invito della Famiglia Artistica, Eugenio Bermani tiene anche una commemorazione ufficiale il 20 novembre.
Giovanni Segantini
Bice presta il Trittico con disegni e studi preparatori.

Il 21 dicembre, il numero unico “La Promessa”, curato dall’Associazione fra gli Studenti di Belle Arti in Milano, pubblica, a pagina intera, il florilegio Pensieri di Giovanni Segantini.

A Parigi, (1900) all’Exposition Décennale al Grand Palais, parte dell’esposizione universale, nella sezione italiana (non in quella svizzera), si propone una retrospettiva con le opere già presentate a Milano.

Nella sala figura anche il ritratto di Paolo Troubetzkoy, che, fra l’altro, vince il gran premio della scultura nella sezione russa con Tolstoj a cavallo. Leonardo Bistolfi presenta La douleur réconfortée par le souvenir, dedicato a Segantini e oggi all’ingresso del Segantini Museum a St. Moritz.
Nel maggio-giugno otto opere sono presenti alla mostra “La pittura lombarda nel secolo XIX”, alla Permanente di Milano.

Una retrospettiva è organizzata alla nona mostra della Secessione viennese, 1901, con circa cinquanta opere, tra cui il Trittico, ribattezzato Werden (Divenire), La Vita; Sein (Essere), La Natura; Vergehen (Tramontare), La Morte. Viene acquistato Le cattive madri per la futura (1903) Staatliche Modern Galerie.
Nel1902 esce a Vienna la monografia di Franz Servaes Giovanni Segantini. Sein Leben und sein Werk, nella raffinata edizione del Regio Imperiale Ministero della Cultura, Curata graficamente da Koloman Moser, Nell’ambito dell’esposizione internazionale, la Kunsthalle di Brema dedica a Segantini una retrospettiva, con ventidue opere.

Soltanto alla XV biennale di Venezia del1926 l’Italia dedica una vera retrospettiva a Segantini, mentre alla IV (1901) era stato celebrato Previati e all’VIII (1909) Pellizza.

Mt ottobre 2014
Fonte: saggio di Annie-Paule Quinsac al catalogo.
Mostra “IL RITORNO DI SEGANTINI” A MILANO

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