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Biografia ed Opere Adriana Pincherle

Biografia ed Opere Adriana Pincherle
(1909 - 1996)

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Adriana Pincherle
Adriana Pincherle, nata a Roma nel 1909 in una famiglia dell’alta borghesia, dopo aver intrapreso gli studi classici, s’iscrisse alla scuola libera del nudo. sorella maggiore dello scrittore Alberto conosciuto con lo pseudonimo Moravia

L’amore per la pittura le era stato trasmesso dal padre Carlo, la prima delle tre figure fondamentali della sua vita.

Se, infatti, con lui, uomo dolcissimo e riservato e raffinato acquarellista alla maniera di Monet, Adriana imparò ad apprezzare la malia bizantina di Venezia, negli anni Trenta, con il fratello Alberto Moravia condivise la frequentazione degli ambienti letterari romani e la passione per le medesime letture: Rimbaud, Claudel, Proust, Valery.

Nel febbraio del 1931 la “Prima mostra romana d’arte femminile” segnò il suo esordio come pittrice alla Galleria di Roma: molte saranno le personali a seguire, testimonianze di un lavoro coscienzioso e capillare che trovò estimatori in Carrà, Biancale, Parronchi, Gadda, Guzzi, Longhi e Mina Gregori. Nell’aprile del 1932 tenne, assieme a Cagli, la prima personale presso la Galleria di Roma.

Nel 1933 Adriana Pincherle compie il suo primo viaggio a Parigi in compagnia del cugino Carlo Rosselli (uno dei leader del movimento antifascista "Giustizia e libertà"). A Parigi approfondì lo studio sugli impressionisti e soprattutto su Matisse, studio che si rivelò decisivo per la sua evoluzione pittorica.

Infatti, le sue nature morte richiamano i vermigli e i verdoni di Matisse: natura morta con fiori e zucca, vegetazione. Poi si stemperano nei verdi del Bosco, si affermano potenti gialli, coi rossi e terre di siena, nel giardino sognato, come un arazzo, e in gatto e pappagalli.

Esplodono fiori bianche sul tavolo rosso.Adriana Pincherle

L’incontro con Onofrio Martinelli, pittore e letterato, diventato suo marito nel 1941, fu determinante per creare un sodalizio che caratterizzò la loro vita di coppia e di artisti. Stabilitisi a Firenze, il loro salotto divenne luogo di incontro per letterati quali Landolfi, Pannunzio, Flaiano, Berenson, Morante, Montale, Longhi.

A Firenze, Adriana Pincherle continuò, per lunghi anni, a dedicarsi a un’intensa attività artistica incentrata su un solido linguaggio figurativo, quasi mai realista, infuso da cromatismi squillanti che aveva anticipato dopo Parigi; Elena con cappellino suadente, elena cimino lussireggiante.

Ritratti, oggi in gran parte raccolti presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze, città che nei musei e nelle gallerie ospita sue opere, e dove è morta nel 1996.

Per vedere alcune sue Opere si consiglia la mostra:
Ebraicità al femminile Otto artiste del Novecento- Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano Fino al 13 ottobre 2013

Mt
Settembre 2013

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