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Adalberto Libera

Adalberto Libera Biografia e lavori

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Adalberto Libera
Adalberto Libera nasce a Villa Lagarina (Trento) il 16 luglio 1903.

Durante la guerra è costretto a lasciare il Trentino e si trasferisce a Parma nel 1915.

A Trento aveva frequentato le scuole presso la Stadtliche Schüle e il primo anno delle tecniche della Scuola Industriale, dal 1913 al 1914.

A Parma dove ha vissuto circa dieci anni, ha frequentato il Regio Liceo conseguendo la relativa maturità.

Si iscrive alla facoltà di matematica della Regia Università Parmense e nel contempo frequenta le lezioni di architettura presso l’Istituto di Belle Arti. Nel 1923 dà gli esami di ammissione al corso speciale di architettura presso l’Istituto statale d’arte di Parma, dove si diploma con lode.

Nel 1925 si trasferisce a Roma e si iscrive al terzo anno della Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma e si laurea nel luglio 1928. Superando nel novembre dello stesso anno l’esame di Stato.

Adalberto Libera è tra i primi fautori del movimento per l’architettura moderna in Italia. Nel 1927, ancora studente, era entrato a far parte del Gruppo 7, sorto nel 1926 nel Politecnico di Milano a opera di Gino Pollini, Luigi Figini, Giuseppe Terragni, Guido Frette, Ubaldo Castagnoli, Sebastiano Larco e Carlo Enrico Rava.

Quale membro del Gruppo 7, aveva partecipato all’enunciazione del programma del razionalismo architettonico italiano pubblicando alcuni scritti programmatici su “Rassegna italiana” (dicembre 1926- maggio 1927).

Nel 1927 aveva partecipato all’esposizione ‘Die Wohnung’ per l’inaugurazione delle case del Weissenhof di Stoccarda, con il progetto ‘Alberghetto a mezza montagna’.

Nel 1928 fonda e dirige il M.I.A.R. (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale), ente di cultura e di propaganda per il rinnovamento dell’architettura italiana. Nello stesso anno organizza con Minnucci la prima Esposizione di Architettura Razionale a Roma.Adalberto Libera

La seconda, organizzata nel ’31, inaugurata da Mussolini alla Galleria di Roma, diretta da P.M.Bardi, segna l’inizio della polemica con l’ambiente accademico e scatena un vivissimo contraddittorio.

Sciolto il M.I.A.R. , Adalberto Libera lavora come professionista indipendente associandosi di volta in volta con i migliori architetti dell’ambiente romano quali: De Renzi, Montuori, Ridolfi, Vaccaro, ecc. Si segnala per la partecipazione alla Mostra della Rivoluzione Fascista allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel ’32.

Data L’importanza dell’occasione ed il successo del progetto gli si apre la via per una serie di incarichi per allestimenti e padiglioni quali quelli per l’Esposizione Mondiale di Chicago nel ’33, per l’Esposizione di Bruxelles nel ’35 e per le mostre al Circo Massimo di Roma, sempre in collaborazione con De Renzi.

(Nell’Italia fascista il settore degli allestimenti espositivi era l’unica palestra possibile per gli architetti razionalisti, le cui tensioni creative d’avanguardia erano tenute a prudente distanza dal regime.

In questo settore Libera esprime con grande chiarezza la sua idea di architettura, capace di mettere in relazione il contesto storico con le forme della città moderna, come accade ad esempio per l’allestimento della mostra delle colonie estive e dell’infanzia al Circo Massimo a Roma nel 1937.)

Negli anni ’30 Adalberto Libera realizza a Roma importanti opere pubbliche come il Palazzo postale all’Ostiense nel ’33 e il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi all’E42 nel ’37.
Adalberto Libera
Per l’Esposizione universale romana, oltre al Palazzo dei Congressi, progetta il grande Arco simbolico e partecipa al concorso per il Palazzo dell’Acqua e della Luce nel ’39.

Dotato di un’ eccezionale abilità nel disegno, Libera rappresentai propri progetti con vedute prospettiche molto significative, quasi sempre di spazi interni( delle perdute restano le riproduzioni fotografiche in bianco e nero).

Queste prospettive capaci di esprimere le visioni progettuali siono ‘protagoniste’ di tutta l’esposizione trentina curata da Di Battista e allestita dall’architetto Giovanni Maria Filindeu: 14 grandi riproduzioni delle vedute prospettiche dei progetti selezionati.

Durante la guerra, si era ritirato a Villa Lagarina nella casa di famiglia, si immerge nelle riflessioni teoriche sull’architettura, documentate da centinaia annotazioni e schizzi, testi, pubblicazioni sugli elementi dell’alloggio, ddedicate alla‘casa dell’uomo’; con la dicitura ‘progettazione senza committente’.

Nel ’47 torna a Roma e inizia una lunga collaborazione con l’Ina-casa in qualità di direttore della sezione architettura impegnata nella costruzione dell’Unità di abitazione orizzontale al Tuscolano a Roma nel 1954. Il suo interesse si sposta alla scala del quartiere e della città.
Adalberto Libera
L’attività progettuale alla metà degli anni ’50 si intensifica con la realizzazione del Palazzo della Regione a Trento, del Palazzo per uffici a via Torino a Roma, il Villaggio Olimpico sempre a Roma e la cattedrale de La Spezia.

Nel 1951 Adalberto Libera è nominato accademico di San Luca. Nel 1953 vince per concorso la cattedra di ‘composizione architettonica’ alla Facoltà di architettura di Firenze.

Nel novembre del 1962, è chiamato a insegnare alla ‘La Sapienza’ (Roma).

Nel mese di marzo 1963 muore improvvisamente.
Per vedere le sue opere si segnala la mostra
ADALBERTO LIBERA

La città ideale
Mart Rovereto, 22 giugno – 8 settembre 2013

Il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto rende omaggio all’architetto Adalberto Libera (1903 -1963), uno dei grandi protagonisti del rinnovamento dell’architettura italiana. A 50 anni dalla morte e 110 anni dalla nascita.
Adalberto Libera
In questo occasione è ripercorsa la storia professionale di Adalberto Libera, con particolare attenzione al periodo di formazione e agli esordi, dove più forte risulta la sua volontà di proporre un linguaggio moderno e internazionale, attraverso l'interpretazione degli indirizzi del Razionalismo europeo.

Il visitatore ha la possibilità di entrare come protagonista nell’architettura di Adalberto Libera, coglierne gli aspetti più legati alla composizione e assumerli come valori assoluti da interpretare nell’attualità.

Accanto alle grandi foto sono esposti anche materiali d’archivio originali relativi a ogni progetto: schizzi, fotografie, pubblicazioni d’epoca e soprattutto preziose relazioni tecniche redatte da Libera stesso.

ciascun ambiente ospita una sezione della mostra: la prima è dedicata ai disegni realizzati da Adalberto Libera nell’arco della sua vita su temi e con tecniche differenti; la seconda comprende una raccolta di tempere originali che illustrano alcune sue architetture; la terza è dedicata ai progetti a pianta centrale; una sala è dedicata ai video.


L’ultima stanza è interamente dedicata alla “città ideale”: Adalberto Libera, come in una boule à neige, disegna un paesaggio riassuntivo dell’Italia che fa da sfondo a un grande ambiente in cui si celebra una scena conviviale.

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