logo windoweb


Angelo Barabino Biografia ed Opere

Torna alla Home Page enciclopedica di


(Tortona 1883 – Milano 1950)

Nasce a Tortona nel 1883, ultimo di otto figli, da Santino, piccolo produttore caseario, e da Agostina Patria.

Nell’inverno tra il 1899 e il 1900 conosce Pellizza da Volpedo e inizia a frequentarne lo studio con l’amico Anacleto Boccalatte.

Nello stesso anno si iscrive all’Accademia di Brera dove segue i corsi di Metessi, Campestrini, Rapetti e Bignami.

Nel 1901, deluso dall’Accademia, torna a Tortona deciso a interrompere gli studi ma Pellizza lo convince della necessità di una istruzione accademica.

Tra il 1904 e il 1907 il rapporto con Pellizza diventa più stretto: il maestro di Volpedo e il divisionismo diventano un fondamentale punto di riferimento per l’artista.

Dopo la morte di Pellizza Barabino ne raccoglie non solo l’eredità artistica portando a compimento “Il girotondo”, già iniziato da Pellizza, ed eseguendo opere chiaramente ispirate al maestro (“I prati della Principa” e “Il sole”) ma anche quella politica con l’elezione a consigliere comunale nelle liste del Partito Socialista.

Nel 1909 sposa Melania Berti conosciuta a Giaveno tramite Boccalatte e l’anno seguente nasce il figlio Bruno.

Dopo l’esposizione a Milano nel 1910 di “Rapina” entra a far parte del gruppo di pittori divisionisti legati alla “scuderia” di Alberto Grubicy insieme ai quali espone a Parigi e a Londra.

Nel 1914 tiene la sua prima personale al Caffè Florè di Alessandria presentando 35 opere che segnano un primo distacco da Pellizza sia negli schemi compositivi di matrice manieristica, sia nella intensificata geometrizzazione della figura.

Tornato dalla guerra, che aveva lasciato pesanti segni nella psiche e nel corpo dell’artista, Barabino, ancora in convalescenza, riprende a dipingere preparando gli studi per il ciclo pittorico di Palazzo Taverna ad Alessandria.

Espulso nel ‘19 dal Partito Socialista con l’accusa pretestuosa di “interventismo”, aderisce alla Federazione Socialista Autonoma nelle cui fila sarà ancora eletto nel 1922.

Dopo l’ascesa al potere del Fascismo abbandona la politica e si stabilisce a Venezia.

Negli anni ’20 soggiorna spesso a Giaveno dove esegue numerosi paesaggi montani.

Nel ’24 gli viene affidato l’incarico per il trittico della Cappella dei Caduti di Broni.

In questa fase il suo stile risente della plasticità novecentista sia nel ritratto che nelle composizioni di figura (“Le figlie di Lot” del ’26).

Nel ’29 emigra a Caracas dove terrà due fortunate esposizioni e ed entrerà in contatto con gli ambienti dell’ambasciata italiana e con il dittatore Gomez.

Tornato in Italia nel ’31 si reinserisce nell’ambiente artistico partecipando a mostre locali, provinciali e regionali insieme ai pittori della “scuola di Tortona” e all’amico Pietro Morando.

Negli ultimi vent’anni della sua carriera il suo lavoro si dipana su due direttrici, una, di impegno umano e sociale, con opere elaborate in più versioni come “La pietà” e “Dannazione”, dipinte in forme dalla plasticità aspra e spigolosa, l’altra, naturalistica, con paesaggi nei quali l’artista, pur conservando memoria del divisionismo pellizziano, fa registrare un rassodamento delle forme desunto da Cézanne e dal sintetismo naturalistico di Carrà.

Durante la seconda guerra mondiale appoggia il movimento della Resistenza a cui partecipava attivamente il figlio Bruno. Muore a Milano nel 1950.

Mt
AGOSTO 2012-08-18.

Libri su Angelo Barabino
sponsorr


Argomenti Correlati
Pittori e scultori italiani del '900
Pittori del 900
Foto Arte
Foto Arte

Maestri dell'Arte
Menu Arte
Menu Arte


Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sitosito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it