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Angiolo D'Andrea Biografia ed Opere

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Angiolo D'Andrea
Angiolo D'Andrea nasce, a Rauscedo (Pordenone) nel 1880, per studiare e lavorare vive in Lombardia, principalmente a Milano poco conosciuto, come defilato pur svolgendo uni intensa attività continuamente tesa all'integrazione delle diverse arti: pittura e architettura

L'avvio artistico di Angiolo D'Andrea, nasce con la collaborazione come disegnatore alla rivista edita da Hoepli Arte italiana decorativa e industriale, diretta da Camillo Boito.

Questa esperienza influenza tutto il suo lavoro successivo e gli consente di viaggiare tra Bergamo e Milano, con incursioni nelle maggiori città italiane.

Il progetto della rivista, nata nel 1880, si muoveva tra le idee di integrazione tra arti "maggiori" e "minori" e quelle di creazione di Unità nazionale, anche dal punto di vista del linguaggio formale e stilistico, a vent'anni dalla conquista di quella territoriale.Angiolo D'Andrea

Lo studio del passato era volto a pervenire ad una sintesi moderna radicata nella tradizione.

Le illustrazioni d'autore svolgevano un ruolo didattico fondamentale, grazie a tavole di dettagli fuori testo ingranditi in una scala amplissima, dedicate a architetture, mobili e oggetti d'arredamento, resi con una forte marcatura nelle linee del disegno e un chiaroscuro usato con parsimonia.

Nel 1902, è impegnato nel servizio militare, in seguito i ritmi creativi diventano sempre più intensi e D'Andrea si impone sempre di più all'interno della rivista.

Eccolo al lancio di una nuova serie, nel 1904, più attenta alla contemporaneità, D'Andrea inizia a riprodurre i lavori di artisti che saranno, qualche anno più tardi, suoi colleghi nei progetti decorativi milanesi.

Nel 1906 D'Andrea, conclusa l'esperienza con Boito, si trasferisce definitivamente a Milano, particolarmente prolifico negli anni Dieci e Venti , vi rimarrà fino al 1941.
Angiolo D'Andrea
Nella pittura è inizialmente influenzato dalla tecnica divisionista, prende parte alle principali esposizioni organizzate nel capoluogo lombardo, iniziando da quelle della Società Belle Arti.

Esposizione Permanente di Milano fino alla Galleria Pesaro, e all'Accademia di Brera.

Prosegue poi la ricerca iniziata con la citata rivista Arte italiana decorativa e industriale: esordisce infatti con gli affreschi, (andati perduti), per uno dei primi negozi liberty di Milano "Vera American Shoe".

Segue il grande progetto per l'intervento decorativo nella casa Berri-Meregalli, costruita dall'architetto piacentino Giulio Ulisse Arata, (all'angolo tra via Cappuccini e via Vivaio), tra il 1911 e il 1914 viene chiamato a realizzare le volte d'angolo sul fondo dell'atrio e le pitture sul soffitto dell'androne.

D'Andrea domina dunque l'ingresso, realizzando decorazioni di grande potenza visiva e instaurando un rapporto dialettico con la forma del supporto architettonico.

Nel 1919 D'Andrea è chiamato ad eseguire alcune decorazioni ad affresco nella sede della Società Umanitaria a Milano. La commissione più importante è quella per il mosaico del bar Camparino in Galleria Vittorio Emanuele, realizzato tra il 1922 e il 1925, ove si evidenzia l'evoluzione di mezzi e stili avvenuta nel decennio trascorso. Angiolo D'Andrea

Qui l'artista friulano, utilizza tessere di varie forme e misure, rinuncia all'impostazione spaziale pittorica, basata sulla tridimensionalità, a favore della decorazione pura, arrivando a raggiungere una componente di astrazione inedita.

Queste esperienze lo portano a stringere rapporti di lavoro e amicizia con i colleghi Aldo Carpi, Giulio Ulisse Arata, con gli artisti del ferro Mazzucotelli e Rizzarda, con critici e giornalisti, da Ugo Nebbia, Romualdo Pantini, Raffaele Calzini a Piero Torriano, Giulio Caprin e Giuseppe Polvara, che recensiranno le sue mostre su prestigiose riviste.

Negli anni Trenta la poliedrica attività dell'artista registra un calo.

E' stato ipotizzato, a motivazione dello scarso entusiasmo nell'adesione al regime fascista, che non viene tuttavia confermato da lettere o documenti, così come il sopraggiungere di problemi di salute; probabilmente fu determinante il mutamento di gusto del pubblico di quel tempo.

Unico lavoro significativo, la collaborazione dal 1935 al 1938 al cantiere del nuovo Ospedale Maggiore a Niguarda, per il quale D'Andrea esegue i cartoni per due vetrate del Pantheon, entrambe realizzate, e sei per la chiesa, nessuno dei quali sarebbe poi stato scelto.

La salute precaria lo costringe, nel dicembre 1941, a fare ritorno al paese natio, dove morirà l'anno successivo.

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