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Antonietta Raphael Biografia ed Opere
(1895 – 1975)

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Antonietta Raphael
Antonietta De Simon Raphael, nata a Kovno in Lituania intorno al 1895, alla morte del padre Simon, rabbino della piccola comunità ebraica, nel 1903.

Nel 1905 quando La vita per la famiglia era diventata molto difficile, per un clima di antisemitismo fomentato dalla polizia zarista, la famiglia di Antonietta emigra a Londra, dove Antonietta vive per quasi vent’anni dando lezioni di solfeggio, Si era diplomata in pianoforte alla Royal Academy conseguendo il diploma d’insegnante al Conservatorio, studiava anche pittura e disegno, oltre a musica e canto.

Alla scomparsa della madre, nei primi anni Venti, lascia l’Inghilterra per un breve soggiorno parigino, e nel 1924, con un violino, qualche spartito di musica, una Menorah e un’edizione antica delle Metamorfosi di Ovidio, giunse a Roma, per un breve periodo, ma si fermò a lungo conobbe, infatti, Mario Mafai, mentre era Iscritta ai corsi dell’Accademia, con mario condivise vita e impegno artistico.

Tra il 1926 e il 1928 nacque il celebre sodalizio “di via Cavour” così come venne definito da Longhi il piccolo, fondamentale, gruppo artistico romano che prese nome dall’indirizzo della loro casa. Già con loro la figlia Miriam, alla quale seguiranno anche Simona e Giulia.

Nel 1929 Antonietta espose per la prima volta in tre collettive: alla Prima Mostra del Sindacato Fascista degli Artisti al Palazzo delle Esposizioni, alla Camerata degli Artisti di piazza di Spagna e da Bragaglia.

Nel 1930/34, durante un soggiorno Parigino, frequentò Chagall, De Chirico e Savinio, si dedicò allo studio della scultura che da quel momento diventò la sua principale scelta espressiva, anche dopo il Ritorno in Italia, v’investì l’energia e l’esuberanza a lei congeniali, sostenuta dall’assidua frequentazione dello studio di Ettore Colla, a Castro Pretorio.Antonietta Raphael

E’ datato 1936 il suo reingresso sulla scena espositiva romana alla VI Mostra del Sindacato del Lazio e il suo esordio come scultrice.

Nel 1938, in seguito all’alleanza italo – tedesca vengono emessi i ‘provvedimenti per la difesa della razza italiana’.

La famiglia ripara in campagna, vicino a Forte dei Marmi, e poi a Genova, in una casa procurata dagli amici-collezionisti Emilio Jesi e Alberto della Ragione.

In questa la Raphael vive appartata e lavora intensamente mentre Mafai è richiamato alle armi fino alla fine del 1942.

Nell’agosto del 1943, poco prima dell’occupazione nazista, e della resa agli alleati, la famiglia torna a Roma.

Alla fine della guerra, nel 1945, Antonietta torna a Genova, dove rimane fino al 1950, pur in una pesante situazione d’isolamento e ristrettezze economiche si dedica con grande profitto alla scultura anche quando torna definitivamente a Roma.

Arrivano le prime mostre importanti: con Mafai alla Galleria Barbaroux nel 1947 e poi la Quadriennale di Roma nel 1948 e alla biennale di Venezia nel 1948 e nel 1950, nel 1952 e nel 1954. Nel 1952 aveva realizzato un’importante antologica alla Galleria Zodiaco di Roma.
Antonietta Raphael
La sua opera cominciò a ricevere apprezzamenti.

Gli anni ’50 sono anche gli anni dei viaggi: più volte e lungamente si ferma in Sicilia, poi va in Cina e in Spagna. Partecipa alla VIII Quadriennale di Roma del 1959-1960, dedicata alla Scuola Romana, occasione in cui la critica la celebra fra i maggiori esponenti dell’arte italiana fra le due guerre.

Nel 1960 viene pubblicata la prima monografia e il Centro Culturale Olivetti le dedica un’antologica (39 dipinti e 13 sculture).

Continua per anni una grande attività, ancora sculture, grandi dipinti dedicati a temi biblici: come Il cantico dei cantici e Le lamentazioni di Giobbe, anni di dolore per la malattia e poi la morte di Mafai nel 1966.

Dipinge Omaggio a Mafai,su una grande tela.

Prima del 1970 realizza anche la fusione di tutte le sue sculture, per dedicarsi con passione alla litografia e le ultime due grandi tele, forse le più gioiose di tutte la sua produzione: Omaggio a Picasso e Grande Concerto sul Lago di Vico. Muore a Roma il 5 settembre 1975.

Per vedere sue opere di pittura e scultura proponiamo la mostra in corso.

Ebraicità al femminile Otto artiste del Novecento
Padova, Centro Culturale Altinate Fino al 13 ottobre 2013
Antonietta Raphael
In mostra ci sono opere fondamentali e assai note: Autoritratto con violino simbolo chagalliano, reso con impegno volto a valorizzare la figura femminile concentrata e smarrita accanto Natura morta con chitarra risente delle visioni picassiane.

Seguono soggetti relativi al tema dell’ebraicità: La lamentazione di Giobbe espande i suoi contestazioni, e Yom Kippur in sinagoga una calca rappresentata con affettuosa animazione.

Rende con tenerezza il ritratto paterno e materno: in essi Raphael ribadisce il suo “deciso orgoglio della differenza”. Mia madre benedice le candele appare come il testamento-recupero della spiritualità ebraica, la memoria affettuosa al suo passato, come io e i miei fantasmi rimanda a medea alla fonte dei carracci in Palazzo Fava a Bologna, ma questa volta la figura è di spalle a rafhael suo doppio, angosciante la pettinatrice quasi aguzzina.

R. si conferma artista straordinaria nel consistente numero di sculture come Angoscia: una madre tenta di proteggere il suo cucciolo; genesi1 e Re Davide piange la morte di Assalonne, sono figure affrante e decapitate, Mafai con i pennelli si erge severo, ultimo addio dei rosenberg suggerisce una danza sensuale.

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