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Bepi Romagnoni Biografia e Opere

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Nato a Milano nel 1930, dopo aver frequentato gli studi superiori presso l’istituto tecnico per geometri, si iscrive ai corsi serali di pittura di Aldo Carpi, all'Accademia di Brera , dove ha per compagni Ceretti e Guerreschi, Banchieri e Vaglieri.

Pubblica alcuni racconti sulla rivista Magazzino, poi si dedica interamente alla pittura.

Vince nel 1952, 1954 e 1955 il secondo Premio della Galleria San Fedele; nel 1954 vince il Premio Diomira. Del 1955 è la prima personale alla Galleria Schettini di Milano.

Nel 1956 espone con Ceretti e Guerreschi alla G. San Fedele, con saggio in catalogo di G. Kaisserlian, la mostra proseguirà per Roma, alla galleria Aribert, quindi per Venezia, al Cavallino.

Nel 1957la sua pittura rivela influssi espressionistici e ispirazioni messicane (di Siquerios e Orozco).

I suoi quadri raffigurano soldati e momenti di vita militare, quando adempie il servizio di leva (1956 – 1957) a Roma, dove prendono forma i cicli dedicati a: I Priori, Soldato che spara, Ufficiale e Mitragliatrice, su fondali neri e materici, emergono immagini di soldati, armi, Priori. È il triennio 1957-1960 in cui Inizia una fase informale.

Le opere vengono esposte alla Galleria Bergamini di Milano e alla Bussola di Torino.

Nel 1958 compie viaggi in numerose città europee: Parigi, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Basilea, Zurigo, con Ceretti, poi entra a far parte del gruppo “ Salone Annunciata” di Milano.

Entra nel periodo del “Realismo esistenziale” insieme al gruppo formato da Floriano Bodini, Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi… Nelle letture, tra gli autori preferiti, in quegli anni: Kierkegaard, Sartre e Camus...

Ottiene vari premi, il Burano alla XXVIII Biennale (Venezia 1955) e il Suzzara (Suzzara 1956), dopo il Junk (Milano 1954), il Diomira (Milano 1955)

Una volta Terminato il servizio militare, Romagnoni avvia un’intensa ricerca improntata a un informale espressionista. Successiva al citato lungo viaggio di studio in Europa.
Di questi anni sono le personali da: Bergamini (Milano 1957), alla Bussola (Roma 1957), Annunciata (Milano 1960).

Nel 1960 inizia a sperimentare la tecnica del collage e partecipa alla mostra Possibilità di relazione all’Attico di Roma: in catalogo testi di E. Crispolti, R.Sanesi, E.Tadini.

Del 1961 la doppia personale con Valerio Adami all'ICA (Institute of Conteporary Art) di Londra.

L’anno dopo è invitato alla Biennale di Venezia, dove presenta i Racconti che susciteranno vivo interesse in Alberto Giacometti, più volte in visita all’esposizione.

Racconti (dal ’61 al 1964).

Un porporato la cui immagine è tratta da un ritaglio di giornale incollato su una carta, che viene rielaborata fino ad acquistare una diversa prospettiva formale.

I ritagli di giornale sono montati secondo una sequenza prestabilita, sulla tela, completati da interventi pittorici, che esaltano dettagli o nascondono prospettive.

Di questi anni sono le personali alla Bergamini (Milano 1961, 1962), al Punto (Torino 1964), al Leone (Venezia 1964).

Nel 1964 partecipa a Documenta III a Kassel, affiancando Robert Rauschenberg, Jasper Johns, vi ottiene un importante riconoscimento.

purtroppo l’ultimo, per la prematura scomparsa, avvenuta durante un incidente di pesca subacquea in Sardegna, all’età di 34 anni.

Nel 1965 le più importanti istituzioni continentali (tra le molte sedi: Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi – Palazzo Reale, Milano) ordineranno antologiche postume dell'artista milanese.

Con commenti critici, di storici e intellettuali dell'epoca: Argan, Crispolti, Kaisserlian, Tadini, Valsecchi, Nel 1997 viene edita dalla galleria Montrasio Arte di Monza, una monografia dedicata all’opera dell’artista milanese, a cura di L.Caramel e A.Montrasio.

Dall’intensità del rapporto con Enrico Crispolti vi sono testimonianze nel carteggio epistolare e nel saggio critico in catalogo-bilingue.

Il racconto interrotto 1930- 1964 4 dicembre 2014 – 8 febbraio 2015 Galleria Gruppo Credito Valtellinese_ Milano, Corso Magenta n. 59

Una grande retrospettiva promossa nel cinquantenario della scomparsa, realizzata nella Galleria del Gruppo valtellinese.

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