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Cesare Tallone Biografia Opere

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Cesare Tallone
Cesare Tallone (Savona, 1853 – Milano, 1919)

E’ nato a Savona dove il padre, Pietro Tallone ufficiale dell'esercito piemontese, era di servizio.

Unico figlio maschio ,con tre sorelle).

Nel 1863,dopo la morte del padre ( a soli 47 anni), si trasferìace con la madre (Teresa Macario) ad Alessandria, città dove questa era nata.

Cesare entra, dodicenne, nella bottega di Pietro Sassi, ad Alessandria un decoratore locale, viene notato per la felice esecuzione di alcuni ritratti; grazie all’aiuto e della Municipalità di Alessandria e di un mecenate- committente riesce a seguire corsi regolari: e a diciannove anni ad iscriversi all'Accademia di Brera , alla scuola di Giuseppe Bertini, tra il 1873 e il 1876, dove ha compagni di studio Previati, Spartaco Vela, Gola, Segantini.

Nel 1873 entra a far parte della "Famiglia artistica", un sodalizio animato da Vespasiano Bignami, in cui si ritrovavano esponenti della scapigliatura e delle altre correnti d'arte del tempo come Cremona, Ranzoni, Giuseppe Grandi,Giovanni Segantini, Eugenio Gignous, Emilio Longoni, Angelo Morbelli,Gaetano Previati, e molti altri.Cesare Tallone

Nel 1877 partecipa all'Esposizione annuale di Brera; cominciano per lui i primi riconoscimenti.

Nel 1880 a Roma conosce Gemito, Mancini e Michetti e lavora intensamente all'Esposizione di Roma del 1883 e l'anno successivo all'esposizione di Torino

Nel 1884 presenta a Brera quattro ritratti con i quali si candidava a diventare l’interprete ufficiale dell’aristocrazia e borghesia milanese,

Nel 1884/85 vince il concorso per la cattedra di Pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, che deterrà fino al 1898/99, quando passa a Milano, all'Accademia di Brera, dove sostituirà il suo vechio maestro Giuseppe Bertini.

Poiché l'Accademia Carrara era interdetta alle donne, Tallone aprì una scuola femminile a palazzo Suardi, dove abitava. Nel 1897 espose alla Biennale di Venezia un ritratto della figlia Irene che venne acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Roma.

Nel 1889 eseguì un primo ritratto alla Regina Margherita. Nel 1908 vinse il Premio Principe Umberto.
Cesare Tallone
Nella testimonianza lasciata dal giovane Giuseppe Pellizza, allievo di Tallone a Bergamo, è possibile studiarne il laboratorio di definizione dell’immagine: la destrezza intuitiva e gli accorgimenti ragionati nel costruire l’ossatura del disegno; il modellato delle teste condotto come se venissero plasmate con la creta; la ricerca sensibile di fusione dei piani con lo sfondo; l’intonazione cromatica generale, da fissare partendo da una nota bassa e poi via via schiarendo; l’uso delle vernici per imprimere energia e scorrevolezza ai plastici impasti.

Il 18 aprile 1888 aveva sposato Eleonora Tango, da cui ebbe nove figli: Irene (1889-1905), Emilia (1891-1943), Teresa (1893-1933), Guido(1894-1967), Cesare Augusto (1895-1982), Ermanno (1896-1963), Alberto (1898-1968), Vincenzina (1899-1912), Giuditta (1904-1997) (due figli maschi morirono, di parto prematuro, nel 1890 e 1892; ancora studente, Cesare Tallone aveva avuto due figli, Enea e Maria, nel 1876 e nel 1879 da Paola Bellati).

A Brera ebbe tra i suoi allievi Bonzagni, Carrà, Funi, Sant'Elia, Boccioni, Carpi, Dudreville, Tosi, Bucci.

Negli anni milanesi ebbe occasione di frequentare Margherita Sarfatti, Ada Negri, Sibilla Aleramo, Filippo Tommaso Marinetti,Gabriele d'Annunzio.
Cesare Tallone
“Abbiamo quindi il professore innovatore e liberale, ma abbiamo anche un cattedratico cui sono affidati incarichi numerosi e prestigiosi, con rilevanza nazionale, che usa il suo prestigio solo per emancipare l’ambiente accademico e non per farsene vanto. “ G. Tallone

Pur godendo di vasta fama, risponde solo all’eccellenza dell’arte, non accetta barriere di classe, per lui una Regina e il più povero dei suoi studenti sono uguali.

Con l'approssimarsi della prima guerra mondiale la salute cominciò a mancargli, e le precarie condizioni fisiche si assommarono al dolore per la partenza per il fronte dei quattro suoi figli maschi e di tanti suoi allievi dell'Accademia. si aggravò alla fine di marzo 1919 e dovette lasciare l'insegnamento.

Morì all'ospedale Fatebenefratelli nel giugno dello stesso anno.

Bergamo alta esposto alla pinacoteca della fondazione della cassa di Risparmio di Tortona celebra l’affettuoso legame con la città. La città alta si erge solenne, circondata dal verde della collina e baciata da bianche nuvole che scorrono lievi in un cielo azzurrissimo.

I volti femminili sono diversissimi, uno quieto, uno arrogante, uno scanzonato , ragazze o donne ciascuna con una spiccata personalità
Mt
Agosto 2012

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