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Emil Nolde Biografia e Opere

Nolde, presso Tondern, 1867 - Seebüll, 1956

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Emil Nolde, (Hans Emil Hansen), nasce il 7 agosto 1867 nel villaggio di Nolde, presso Tondern, nella regione di confine tra Germania e Danimarca.

Il suo paese natale diverrà territorio danese in seguito a referendum nel 1920, e Nolde sarà obbligato a richiedere la nazionalità danese, che manterrà fino alla morte.

Figlio di un agricoltore, a diciassette anni entra come apprendista presso il mobilificio Sauermann e frequenta la scuola di intaglio di Flensburg.

In questo periodo, ha modo di conoscere a fondo gli sviluppi dell’artigianato, sviluppatosi verso fine secolo, grazie al movimento inglese “Arts and Crafts”.

Contemporaneamente, frequenta corsi serali di perfezionamento in disegno. Nel 1888 ottiene il diploma e fino al 1891 lavora come intagliatore e disegnatore presso mobilifici di Monaco e Karlsruhe.

Dal 1892 al 1897 insegna disegno tecnico presso il Museo dell’Industria e dell’Artigianato di San Gallo, in Svizzera.Mare d'autunno VII 1910

Nell’insegnamento si mantiene fedele a raffigurazioni naturalistiche, in particolare ritratti e paesaggi.

Realizza, al contempo, una nutrita serie di caricature e “tipi” che culmina nel gruppo Maschere.

Sullo scorcio del secolo le vignette umoristiche e le caricature erano infatti apprezzate e molti artisti guadagnavano con disegni di questo genere.

Nolde pubblica sul giornale «Jugend» alcune spiritose personificazioni di soggetti montani.

Tutta la serie di disegni e schizzi destinati a «Jugend» testimonia l’influsso del linearismo ornamentale dello Jugendstil; così come, sempre allo stile dello Jugendstil, è riconducibile il primo quadro a olio Giganti della montagna (1895-1896), con diverse figure umoristico-realistiche, che sarà rifiutato all’esposizione annuale di Monaco.

Dai modelli figurativi ancora convenzionali Nolde si allontana con il quadro Prima del sorgere del sole (1901), in cui rivela una progressiva liberazione dal lineare e dall’accademico.
Leggenda: morte nel deserto: Santa Maria d'Egitto 1912
Già nei suoi primi quadri di fantasia, Nolde personifica le sue sensazioni in forme liberamente inventate di particolare primitività, che scaturiscono da un mondo al di là della realtà esteriore.

Il suo discorso pittorico si sta evolvendo da una linearità sottomessa alla logica, a una pittoricità dominata dalla passione, dall’emotività e dallo spirito.

Dopo essere stato rifiutato dall’Accademia, nel biennio 1898-1899 frequenta la scuola d’arte privata di Frederich Fehr a Monaco, per poi iscriversi nel 1899 a quella più progressista di Adolf Hölzel a Dachau e, in seguito, in occasione di un viaggio a Parigi, all’Académie Julian nel 1899-1900.

Nel 1902 cambia formalmente il suo nome da Hansen in Emil Nolde e sposa l’attrice danese Ada Vilstrup, con la quale, nel maggio del 1903, si trasferisce sull’isola di Lasen, dove affitta una casa di pescatori che rimarrà loro abitazione fino al 1916.
Natura morta con maschera III 1911
Sull’isola realizza numerosi paesaggi caratterizzati da un cromatismo ricco e luminoso e da una stesura spontanea, con richiami all’impressionismo.

Dopo un breve viaggio in Italia nel 1905-1906, Nolde nell’autunno del 1905 è a Berlino; qui nasce la serie di incisioni Fantasie, lavori che, per intensità espressiva, inaugurano la sua produzione grafica.

In occasione di una mostra a Dresda, alcuni pittori della “Brücke”, colpiti dalle «tempeste di colore» che connotavano i suoi quadri, lo invitano a unirsi al gruppo.

È proprio nell’ambito della tecnica pittorica e del trattamento del colore che Nolde è assimilabile al gruppo “Die Brücke”, contrariamente alla scelta dei temi, spiccatamente intrisi di soggettività, di ricerca di equilibrio tra uomo e natura.

Sempre più nei quadri di Nolde, soprattutto in quelli con gruppi di figure, è riconoscibile un progressivo processo di semplificazione; alla registrazione del dato visibile subentra l’espressione del vissuto.

La composizione semplice, la riduzione a campiture di colore, lo sfondo monocromo, la rinuncia alla profondità spaziale e la sostituzione di volti reali con fisionomie di fantasia, connotano la svolta dell’artista verso una realtà originaria e il tentativo di raggiungere una valenza universale.
Bambini che danzano selvaggiamente 1909
Alla fine del 1907 si stacca dalla “Brücke”, mantenendo tuttavia legami di amicizia con il gruppo.

Una malattia nel 1909 e un contatto diretto con l’arte di Vincent Van Gogh contribuiscono ad accentuare il carattere drammatico della sua pittura.

Produce allora opere per lo più misticheggianti: dipinge scene della Bibbia e paesaggi in cui lo spazio, la forma e il colore perdono ogni funzione descrittiva per assumere un va-lore espressivo autonomo. La religione è il sentire diretto del sacro: è il nuovo tema.

Susanna e i tre vecchioni Immagine di una società che non apprezza l’arte, periodo socialmente più sen-tit, le persone sono deformate attraverso una stesura del colore per grandi pennellate.

Sono importanti anche gli acquerelli, i disegni, le in-cisioni su legno, i dipinti del porto di Amburgo e della vita notturna di Berlino, in cui il colore risplende e le forme diventano sempre più sintetiche per mezzo di un segno estremamente vitale.

La sua arte, segnata dall’infanzia contadina, rimane sostanzialmente radicata nelle terre al confine tra Germania e Danimarca, ad eccezione dello specifico nucleo di opere che realizza a Berlino nell’inverno 1910-1911.

La luce, l’eleganza e lo splendore dei luoghi di divertimento, che per gli impressionisti rappresentavano uno dei tempi prediletti, per Nolde sono, al contrario, privi di interesse.

La vita notturna diviene per lui un vero tema solo dopo che ne ha superato l’impressione visiva, per rivelare una conoscenza personale approfondita.

Quale vuol esprimere, come frutto di una visione interiore. Per questo si rivela a pieno titolo come un espressionista della prima generazione.

Alla fine del 1913 Nolde con la moglie parte per un viaggio nei mari del Sud come membro di una spedizione diretta nella Nuova Guinea tedesca.
Bambino e grande uccello 1912
Durante il viaggio visita Mosca, Siberia, Manciuria, Corea, Giappone, sino alla Nuova Guinea. Ma nel 1914 lo scoppio della Guerra blocca la nave e in settembre rientrano a Guderup sull’isola di Alsen.

Il viaggio è comunque importante perché l’osservazione delle componenti ritmiche e decorative dell’arte primitiva favorisce la comparsa di elementi esotici nei suoi lavori.

La sua pittura si fa grottesca, caratterizzata da una stesura del colore libera da schemi compositivi, dato per pennellate ampie che sfilacciano quasi le forme.

A questo stile Nolde rimane sempre fedele anche nella vasta produzione di acquerelli, disegni, incisioni.

Nel 1926 si trasferisce a Seebüll, nella Germania del Nord, dove ha acquistato un vecchio cantiere navale abbandonato e il podere annesso; qui lavora alla progettazione del suo studio e della sua abitazione.

In occasione del suo sessantesimo compleanno viene organizzata a Dresda una grande mostra con oltre 400 opere.

L’università di Kiel gli conferisce la laurea honoris causa. Alla fine del 1929 si trasferisce a Berlino.

La sua arte, in questi anni, ha trovato riconoscimento da parte di un numero crescente di estimatori, collezionisti e di una nuova generazione di Direttori di musei.
Gente eccitata 1913
Nel 1932, nella mostra tenutasi a Oslo sulla nuova arte tedesca, Nolde, insieme ai pittori della “Brücke” e a quelli del “Blaue Reiter,” figura come nucleo centrale della mostra.

Nel 1926 Nolde consegue una laurea honoris causa all’università di Kiel, ma pochi anni dopo cominciò ad essere perseguitato dai nazisti, che lo considerano un artista degenerato: non gli permettono di dipingere.

Durante il regime nazista subisce, come altri artisti, pesanti persecuzioni.

Nel 1937 oltre mille sue opere vengono confiscate nei musei tedeschi e saranno esposte alla mostra sull’arte degenerata a Monaco.

I suoi lavori vengono vietati e non gli è permesso dipingere.

Malgrado questo divieto, tra il 1938 e il 1945 realizza centinaia di piccoli acquerelli che chiama i miei «quadri non dipinti» fino al dopoguerra.

Riscoperto e rivalutato dopo la seconda guerra mondiale, è oggi considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo.

Tentazioni di san Girolamo Da un lato la tematica sociale, dall’altro la metafora dell’arte: il quadro nel quadro- il tema religioso solo sulla prima metà del quadro.

Muore nella sua casa di Seebüll, il 13 aprile 1956.

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