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Entrata di Cristo a Bruxelles -1888
Il dipinto rappresenta un corteo carnevalesco che sfila in
un'atmosfera visionaria; Cristo, in cui l'artista si identifica
sentendosi respinto da una società in sfacelo, sembra scomparire,
inghiottito dalla stessa folla famelica e cor-rotta che lo esalta.
Ensor utilizza in senso interiorizzato la lezione
dell'Impressionismo e con la sua pittura aggredisce la società del
suo tempo rivelando, dietro la facciata di rispettabilità borghese,
i segreti dell'inconscio di classe: la supersti-zione, il vizio, la
paura della morte. Egli è il primo a scandagliare con la pittura i
meandri dell'inconscio collettivo, che rappresenta attraverso larve
orripilanti, scheletri e maschere grottesche.
La scena crudele e violenta è rappresentata con colori intensi e
contrastanti, in una luce abbagliante.
È un quadro geniale, spietato nel mostrare il travisamento operato
nei confronti della figura di Gesù. Ci mostra il Cristo accolto da
una folla festante ed immensa di...maschere, che lo acclama Roi de
Bruxelles, ma insieme inneggia a La Sociale, con un'evidente
contraddizio-ne. Con quest'opera, egli instaura un diretto rapporto
tra i cristiani del suo tempo – del nostro – e la folla di
Gerusalemme. Ognuno pensa di lui ciò che lui, in realtà non è: un
re, un messia guerriero, un rivoluzionario venuto a imporre un nuovo
ordine... Oggi esaltano, forse senza neanche capire perchè; domani,
vedendo frustrate le loro attese, saranno davanti al pretorio per
chiedere la crocifissione.
(idea di Gougouin) Se Cristo tornasse ora sarebbe accol-to in questo
modo: Cristo è confuso nella folla in modo spettacolare; si fa festa
nella società, società finta, ipocrita,non sincera ne partecipata di
Bruxelles. |