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Erich Heckel

 

Biografia ed Opere

Erich Heckel nasce a Döbel, vicino a Chemnitz, il 31 luglio 1883.

Nel 1887 la famiglia si stabilisce a Chemnitz, dove Erich frequenta l’Humanistische Gymnasium.

Malgrado avesse sempre disegnato volentieri, dopo il conseguimento della maturità liceale, sceglie di iscriversi ad Architettura, al Politecnico di Dresda, dove incontra Ernst Ludwig Kirchner e Fritz Bleyl e prende parte alle loro sessioni di disegno e pittura.

Fino al 1906 Heckel continua a lavorare anche nello studio dell’architetto Wilhelm Kreis a Dresda, mentre, in seguito, decide di dedicarsi completamente alla pittura.

Heckel, così come altri membri della “Brücke”, scelse architettura perché era una materia di studio in cui l’insegnamento tecnico lasciava spazio alla creatività, e costituiva in tal modo un compromesso con le famiglie borghesi che solitamente non approvavano lo studio della pittura.

Dopo la fondazione della “Brücke”, nel giugno del 1905, Heckel interrompe gli studi dopo solo tre semestri per un posto di disegnatore nello studio dell’architetto Wilhelm Kreis.

I suoi primi dipinti a olio mostrano una colorazione pastosa, caratteristica di tutti i pittori della “Brücke”.

Heckel prende i colori direttamente dal tubetto, senza diluirli e li applica con pennellate brevi sulla tela.

La stesura del colore è generosa; i colori sono accostati in modo da lasciare intravedere con evidenza il sottofondo.

In questo modo Heckel accentua le potenzialità espressive delle singole tonalità e nel contempo non consente all’occhio dell’osservatore di mescolare i colori, come avveniva invece nei lavori impressionisti.

Nel 1907 abbandona lo studio di Kreis e si reca con Schmidt Rottluff a Dangast per dipingere.

Il dipinto Fabbrica di laterizi (Dangast), realizzato durante questo soggiorno, è un quadro chiave, nel quale l’effetto di contrasto tra i colori assume un significato centrale e il risultato finale è determinato proprio dal forte contrasto dei complementari.

Sino al 1908 l’opera di Heckel è dominata dai paesaggi, spesso raffigurazioni di fattorie isolate, nella zona intorno a Dangast, dove fino al 1901 gli artisti erano soliti dipingere.

Ed è attraverso i paesaggi che si può seguire l’evoluzione della sua pittura fino all’espressionismo e allo stile comune caratteristico della “Brücke”, il cui obbiettivo consisteva nel fissare le impressioni provate in rapide pennellate e nel modo più diretto possibile.

Per riuscirci era necessario ammorbidire la materia dura prelevata dal tubetto.

A questo scopo Heckel sperimenta molti diluenti, tra i quali la benzina e in tal modo riesce a ottenere la piattezza non illusionistica del colore, su cui risalta la carica espressiva delle tonalità pure, con la quale gli artisti della “Brücke” sottolineavano la loro ribellione alla pittura tradizionale e a quella accademica.

Il colore si libera dall’oggetto e acquista un valore pittorico autonomo all’interno della composizione.

Tra il 1907 e il 1910 Heckel soggiorna l’estate a Dangast; durante i mesi estivi dal 1907 al 1910, accompagna Schmidt- Rottluff a Dangast e a Dangastermoor, sul mare del Nord.

Dal 1909 al 1911 trascorre gran parte delle stagioni estive sui laghi di Moritzburg, vicino a Dresda, insieme agli artisti della “Brücke”.

Sebbene la vita delle città (Dresda e in seguito Berlino) compaia in molte opere degli artisti della “Brücke”, ha avuto un minimo influsso sulla pittura di Heckel.

Le vedute di città, di scene tratte dal mondo dei Caffè, del varietà, del circo compaiono sporadicamente nelle sue opere degli anni 1908-1913; tanto che si possono considerare un’eccezione e, diversamente da quanto accadeva per esempio in Kirchner, non hanno introdotto innovazioni nella sua pittura.

Il grande tema dell’opera di Heckel, insieme al paesaggio, è e rimane l’uomo.

Nel periodo di Dresda, fino al 1910, prevalgono nella sua pittura raffigurazioni di nudi, la maggior parte realizzati in studio o in prossimità dei laghi di Moritzburg.

In modo più evidente rispetto ai paesaggi, nei quadri di figura è più esplicito, il suo tratto è rapido e mobile, le forme riassunte sommariamente; le figure umane sono caratterizzate solo da contorni, i volti sono solo forme riempite di colore.

In questo modo priva di individualità le persone raffigurate.

Nel 1911 Heckel si trasferisce a Berlino, dove avvia importanti contatti e ottiene i primi riconoscimenti artistici.

Nel 1913, dopo lo scioglimento della “Brücke”, la Galleria Fritz Gurlitt ospita la sua prima mostra personale.

Il tema centrale del nudo femminile inizia a mutare tono: le scene colorate di bagni ai laghi di Mortizburg si trasformano, diverso è l’approccio alla forma e al colore.

Heckel non si spinge sino alla simultaneità della prospettiva e del movimento il dipinto resta tipicamente espressionista ma è comunque innegabile la conoscenza e l’influsso dei cubisti e dei futuristi, di cui aveva visto le opere a Berlino.

La morbidezza delle linee cede a un tratteggio rettilineo e angolare che genera il motivo composto da forme incastonate l’una nell’altra.

Heckel rinuncia alla pennellata leggera mentre la colorazione chiara si incupisce.

La forza espressiva dei colori complementari dei suoi dipinti lascia il posto a una tonalità dominata dalle gradazioni del nero, del marrone e del verde.

Per quanto riguarda la rappresentazione della figura umana, negli anni dal 1912 al 1914 i motivi allegri delle scene con bagnanti si trasformano nella raffigurazione del dolore, dell’angoscia, della malattia e della morte.

Nel 1915, durante la Prima guerra mondiale, viene arruolato come assistente ospedaliero.

Fa ritorno a Berlino nel 1918.

Da questa data, Heckel non torna più allo stile energico dell’espressionismo degli anni precedenti la Guerra, anche se continua a dedicarsi ai temi di sempre (paesaggi, ritratti e scene di bagni), ai quali aggiunge le nature morte con fiori.

Nel 1937 i nazionalsocialisti confiscano 727 delle sue opere dai musei tedeschi, che presentano all’esposizione di arte degenerata a Monaco.

Nel 1944, durante un bombardamento aereo a Berlino, il suo studio viene distrutto.

Si trasferisce, quindi, a Hemmenhofen sul lago di Costanza. Nel 1949 è nominato professore all’Istituto di Belle Arti di Karlsruhe, incarico che detiene fino al 1955.

Muore il 27 gennaio 1970 a Radolfzell sul lago di Costanza.SS

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