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Ernst Ludwig Kirchner Biografia e Opere

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Ernst Ludwig Kirchner è considerato una delle personalità di maggior spicco all’interno della “Brücke”.

Diversamente dagli altri componenti del gruppo tenta di dare alla sua pittura un accompagnamento teorico (il Diario di Davos, dal 1918 al 1938).

Nasce ad Aschaffenburg il 6 maggio 1880; nel 1887 la famiglia si trasferisce a Perlen, vicino Lucerna, e nel 1890 a Chemnitz, dove il padre ottiene una cattedra all’Accademia industriale.

Kirchner inizia presto a dipingere, ma le sue prime, significative esperienze nell’ambito del disegno avvengono dopo la maturità liceale, conseguita nel 1901.

Kirchner Si iscrive ad Architettura, soprattutto per assecondare i desideri del padre.
Marcella 1910
Qui conosce Bleyl e con lui condivide la passione per l’arte libera.

Gli esordi artistici dei due pittori sono dapprima influenzati dal gusto dell’epoca, dalle tendenze artistiche con cui entravano a contatto frequentando le mostre a Dresda.

Oltre all’impressionismo, al simbolismo e allo Jugendstil, lascia in loro traccia anche il “giapponismo”, la moda dell’arte giapponese.

Di grande importanza è poi il soggiorno a Monaco di Baviera, dove, superato l’esame preliminare al diploma, trascorre un semestre nell’inverno 1903-1904.

Parallelamente agli studi regolari presso la Technische Hochschule, a Monaco frequenta i corsi presso La Scuola d’Arte applicata e Arte libera, fondata nel 1902 da Wilhelm von Debschitz e Hermann Obrist.

Qui Kirchner si confronta con le opere dello Jugendstil e apprende, anche a livello professionale, la tecnica della xilografia.

Conosce le opere di Toulouse-Lautrec, Georges Seurat, Camille Pissarro e van Gogh. È proprio van Gogh a influenzarlo nelle sue prime opere della “Brücke”, nonostante la sua pittura gli appaia troppo nervosamente lacerata. Nel 1908 la “Brücke” espone nel salone d’arte Emil Richter di Dresda, assieme ai fauves francesi, ma senza la partecipazione di Matisse.

La lezione di Dufy, Derain e dei futuri cubisti Braque e van Dongen (che sarebbe stato per breve tempo membro della “Brücke”) trova riscontro nell’arte di Kirchner.

Egli era già approdato all’impiego non naturalistico del colore puro, non mescolato, determinato solo da esigenze espressive.

Da questo momento rinuncia anche ai colori pastosi e inizia a diluirli con la benzina per renderli più fluidi e per poterli stendere in modo piatto.

Quando alla fine di giugno del 1905 supera l’esame di diploma in Architettura, decide di dedicarsi esclusivamente alla sua attività di artista.

Il 7 giugno dello stesso anno, quando viene fondato il movimento della “Brücke”, Kirchner ne formula teoricamente il programma, scrivendo nel 1906: «È dei nostri chiunque riproduca con immediatezza e senza falsificazioni ciò che lo spinge a creare.»

Nello stesso anno, alla “Brücke” aderiscono Pechstein, Nolde e il pittore svizzero Cuno Amiet. Nel 1907 Bleyl si stacca dalla “Brücke” e trova un solido impiego come architetto.(v.s.)

Soltanto dopo una piena assimilazione del fauvismo, Kirchner inizia a misurarsi con l’arte extraeuropea.

Lo entusiasma l’arte dei mari del Sud – le travi intagliate e dipinte con le quali erano ornate le case degli abitanti dell’isola di Palau – e l’arte africana.

Inoltre a quell’epoca si stava affermando anche in Germania la popolarità di Gauguin, le cui opere furono esposte nel 1910 alla Galleria Arnold.

Tuttavia, diversamente da Pechstein e da Nolde, Kirchner non avverte l’esigenza di viaggiare nei mari del Sud, ma gli è sufficiente visitare, nel 1903, il museo etnologico dell’Arte dell’Africa e dell’Oceania di Dresda.

L’influsso dell’arte extraeuropea si evidenzia soltanto dopo il 1909 e provoca, dal punto di vista formale, una crescente semplificazione del linguaggio figurativo.

Gli elementi formali spigolosi e la deformazione violenta operano una sintesi con il linguaggio del fauve-espressionismo: il risultato è lo stile maturo degli anni di Dresda.

Durante il periodo di Dresda il nudo è il soggetto principale degli artisti della “Brücke”. Nella rappresentazione del corpo, Kirchner adotta un tratto morbido, ancora influenzato dallo Jugendstil, e tenta di avvicinarsi all’ideale di una vita libera e senza costrizioni, in armonia con la natura.

Con il trasferimento a Berlino, la vita della grande città diviene tema dominante nelle opere tra il 1913 e il 1915.

Tratti spigolosi e nervosi sostituiscono quelli più morbidi e arrotondati; non si presentano più in superfici piatte, le une accanto alle altre, ma si penetrano e si incrociano.

Le opere – migliaia di disegni, acquerelli, oltre 400 opere grafiche, soprattutto xilografie e litografie – sono caratterizzate da un’impressione dinamica della metropoli.
Otto Mueller con la pipa 1913
Nella seconda parte del 1912 avvia la serie di immagini di vita berlinese nelle quali il tema della città appare in una dimensione diversa rispetto a quelli realizzati a Dresda.

Kircher intensifica il motivo soggettivamente, psicologizzandolo.

Come le vedute urbane, anche le rappresentazioni di nudo del periodo berlinese abbandonano ingenuità e innocenza.

La modella acquista quasi le caratteristiche della prostituta.

La severa impostazione lineare del corpo è ripresa anche nella serie delle scene di strada, dove le figure coincidono interamente con l’altezza della composizione, mentre il paesaggio urbano si restringe e viene confinato in uno spazio minimo.

Le sue celebri Scene di strada (1913-1915) riducono le indicazioni topografiche all’essenziale e si concentrano esclusivamente sulla rappresentazione psicologica della figura umana.

Accanto a questi quadri realizza numerosi disegni e opere grafiche con scene analoghe.

Il trasferimento a Berlino porta finalmente a Kirchner il riconoscimento artistico. La Galleria Fritz Gurlitt espone nel febbraio 1912 la prima grande presentazione del gruppo “Die Brücke”; poco dopo seguono le personali di Kirchner: nel 1913 nel Folkwang Museum a Hagen e poi ancora alla Galleria Gurlitt.
Heckel e la modella nell’atelier, 1905
Nell’aprile 1914 stabilisce il suo atelier a Berlino-Friedenau.

Allo scoppio della guerra, Kirchner si arruola ma l’anno seguente, in seguito a un crollo psichico e fisico, viene congedato.

Dal dicembre 1915 le cattive condizioni di salute rendono necessari numerosi ricoveri in sanatorio, prima a Konigstein e poi Berlino Charlottenburg e infine, nel 1917, in Svizzera.

Nel luglio 1918 viene dimesso e anziché tornare in Germania affitta una fattoria sulla Längmatte, presso Frauenkirch in Svizzera.

Qui, lontano dalla città, ritrova quella comunità di vita arcaica in armonia con la natura che aveva cercato quando trascorreva le estati a dipingere sui laghi di Moritzburg.

Si riprende lentamente ma continua a soffrire di depressione malgrado il crescente successo delle sue esposizioni personali.

Dal 1925, per circa un decennio, le sue opere risentono di un’evidente evoluzione stilistica influenzata dal cubismo.

Nel 1931 è nominato membro dell’Accademia Prussiana di Belle Arti a Berlino, per esserne tuttavia espulso nel 1937, quando le azioni dei nazionalsocialisti contro l’“arte degenerata”, conducono al sequestro dai musei tedeschi di 639 delle sue opere.

Il 15 giugno 1938 si suicida nella sua casa di Frauenkirch, vicino a Davos.

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