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Eva Fischer Biografia ed Opere

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Eva Fischer
Nata a Daruvar, in Croazia, il 19 novembre 1920, Eva Fischer si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Lione e durante il periodo della seconda guerra mondiale, costretta a fuggire da Belgrado, fu internata con la madre e il fratello nel campo di Vallegrande, nell’isola di Curzola.

Il padre Leopoldo, Rabbino Capo eccellente talmudista venne deportato dai nazisti.

Furono più di 30 i familiari deportatiLei riuscì a riparare a Bologna, grazie all'aiuto di alcuni componenti del Partito d'Azione, Eva Fischer e i suoi familiari si nascosero sotto il falso nome di Venturi.

Nel bolognese fu esponente attiva della lotta partigiana, Anpi lo annovera fra i suoi soci onorari.

Eva fu talmente segnata da questa tragedia che per anni la relegò nell’oblio e nel silenzio più assoluto; affidò invece la voce del suo dolore a una copiosa produzione di opere che rappresentano un toccante e personale diario segreto sulla Shoah.
Eva Fischer
A guerra finita Eva scelse Roma come città d’adozione anche se la sua fu una vita di brevi migrazioni, ovunque il suo estro l’abbia chiamata: Parigi, Madrid, Gerusalemme, Londra.

Entrata a far parte del gruppo di Via Margutta divenne amica di Mafai, Guttuso e Campigli, Fazzini, Carlo Levi, Capogrossi, Corrado Alvaro Di quel periodo ancora ricorda le lunghe passeggiate con Cagli e De Chirico, di quando Dalì si innamorò dei suoi mercati .

Con Picasso s’intrattenne a casa Visconti parlando d’arte e creatività e dove il maestro la esortò a progredire e continuare nel suo lavoro.

Durante il soggiorno a Parigi divenne amica di Chagall e successivo periodo madrileno ebbe modo di lavorare nell’atelier di Juana Mordò, legandosi a molti artisti spagnoli ancora in lotta contro il franchismo Nominata Artista della Comunità Europea nei primi anni ’80, è stata la prima donna a esporre al Museo di Belle Arti a Osaka.

Ha tenuto personali allo Yad Vashem di Gerusalemme e in prestigiose sedi espositive ad Atene, Londra e Amsterdam.
Eva Fischer
Merita ricordare le vetrate del Museo israelitico di Roma.

La carriera artistica di Eva Fischer costellata da scambi e amicizie con artisti e letterati del suo tempo, è sugellata da un lungo sodalizio con Ennio Morricone, che tradusse l’emozione dei suoi cromatismi pittorici nelle magiche note di brani indimenticabili scritti per lei.

Conosciuta in tutto il mondo, nel 2008 il presidente Giorgio Napolitano le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.

La sua arte è caratterizzata da colori “mediterranei” e da una profonda e solare italianità che ne caratterizza le liquide trasparenze. Ehrenburg scrisse sulle “umili e orgogliose biciclette”., ancora piene di rimandi suggestivi, per gli ammiratori contemporanei.

Nel 1990 espose presso il Museo dell'Olocausto "Yad Vashem" di Gerusalemme, dal 1991 prende vita la "Fondazione Eva Fischer" a Kfar Sava (Israele).
Eva Fischer
Diverse sue opere appartengono a collezioni internazionali pubbliche e private, che le hanno consentito di vincere tanti premi vinti e raggiungere molti traguardi.

Per ammirare alcune sue opere suggeriamo la mostra

Ebraicità al femminile Otto artiste del Novecento
Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano Fino al 13 ottobre 2013

Una sala centrale è dedicata anche a Eva Fischer, pittrice assai feconda e ancora attiva.

Fisher traduce il ricordo “della tragedia” in un personale diario sulla Shoah: è la pagina più toccante della sua produzione fatta di colori lividi che rimandano ai versi di Nelly Sachs (Meditate che questo è stato).

Ma la sua personalità solare si nutre anche di altri temi che si succedono a cicli: gli Interni, i Mercati (che incantarono de Chirico), Capri le cui architetture mediterranee finiranno per trasformarsi in partiture astratte, poi biciclette e ombrelloni su spiagge assolate, barche siaggiate ad Amalfi .ecc…

Mt sett 13

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