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Francesco Guardi

Francesco Guardi

Biografia ed Opere di Francesco Guardi

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Il 5 ottobre 1712 nasce Francesco Lazzaro Guardi, da Domenico i e Claudia Pichler, originaria di Egna, nel Trentino. Viene tenuto a battesimo dal lucchese Iseppo Angerelli.

La famiglia Guardi nel 1643 aveva ricevuto il riconoscimento del titolo nobiliare con il diritto di fregiarsi dello stemma.Francesco Guardi

A soli 38 anni il 16 ottobre 1716 Domenico Guardi muore. Lasciando con la vedova quattro figli orfani tre maschi ed una femmina, Maria Cecilia.

La formazione di Francesco Guardi avviene all’interno della bottega a conduzione familiare, prima del padre Domenico poi dei fratelli Antonio e Nicolò 1719-1731

Maria Cecilia Guardi sposa Giambattista Tiepolo.

Francesco prosegue la sua formazione, apprende ed applica "quella pittura illusionistica, cioè tutta a strappi e sfregature a macchie, la quale non indulgeva punto allo studio del disegno in senso accademico e dei volumi ben definiti, per affidare tutto il suo peso agli effetti luministici in un'atmosfera estremamente variata" tratto da una lettera testamentaria di Giovanelli nel 1731

1734
Muore Giovanni Paolo Giovanelli, Giovanni Antonio Guardi lavora come copista al servizio del Maresciallo Matthias von der Schulenburg, è probabile che Francesco collabori con il fratello in questa attività, per poi passare nella bottega di Michele Marieschi, pittore di vedute e di capricci, architetto e quadraturista, rimanendovi fino alla sua morte, nel 1743.
Francesco Guardi
1737
Tommaso Guardi,fratello di Domenico,tenente colonnello dell’esercito bavarese non potendo interessarsi dell’amministrazione dei beni in Val di Sole,cede a Giovanni Antonio l’eredita ricevuta.

Al 13 ottobre 1738 risale la prima notizia dell'opera di Francesco Guardi, fornita da don Pietro Antonio Guardi, parroco di Vigo d'Anaunia, (Trento), e zio di Gianantonio e Francesco, che attesta la consegna nella sua parrocchia di tre lunette, giunte da Venezia e opera dei suoi due nipoti.

A conferma che Francesco lavora insieme con il fratello maggiore Gianantonio, tanto che è difficile distinguere con precisione i due artisti.

Viene datata intorno al 1740 la prima opera firmata, un Santo adorante l'Eucaristia, copia parziale e reinterpretata, secondo i canoni di Federico Bencovich, un santo "bruciante di un’estasi macerata, …." (Ragghianti), figura in forte rilievo plastico con tratti di tocco nervosi.
Francesco Guardi
1743
Il 21 gennaio la madre Claudia Pichler muore in una casa alle Fondamenta Nove in parrocchia di Santa Maria Formosa.

Francesco prosegue la produzione di opere di figura, scene di vita contemporanea ispirate alla pittura di costume in cui allora primeggiava Pietro Longhi.

Si tratta del Ridotto e del Parlatorio delle monache di San Zaccaria ora a Ca’Rezzonico – Museo del Settecento veneziano.

Sono infatti vere e proprie immagini simbolo del Settecento veneziano.

Accanto a queste opere profane Francesco Guardi realizza, lungo tutto l’arco della sua carriera, numerosi dipinti sacri. Merita considerazione, il Miracolo di san Gonzalo del Kunsthistorisches Museum di Vienna, opera di alto livello presente alla mostra” www.Francescoguardi.it

Intorno al 1747 si possono datare due tavole di figure allegoriche, interpretate come La Carità e La Speranza, ora al Ringling Museum di Sarasota.
Francesco Guardi
1750
Francesco Guardi scrive due lettere all’ avvocato vicentino Carlo Cordellina.

Nella prima l’artista si dichiara in attesa di ricevere la commissione “delle pitture” dopo aver consentito alla richiesta di ribasso del prezzo.

Nella seconda, Francesco si lamenta di non aver ricevuto nessun riscontro alla sua supplica concernente l’affare dei suoi sfortunati modelli.

Si tratta delle uniche testimonianze epistolari di Francesco oggi note.

Solo verso i quarant’anni, dopo la carriera di figurista, Guardi ha iniziato a realizzare le prime vedute, forse attorno al 1755, probabilmente nel tentativo di agganciare il mercato dei visitatori stranieri, perché Canaletto si era trasferito in Inghilterra.

Le prime opere ricalcano pertanto le composizioni di Canaletto e Marieschi, la stesura pittorica è fluida e controllata, ancora lontana da quella frizzante e stenografica che lo renderà celebre.

Questa fase sperimentale, che si può circoscrivere in poco più di un decennio, si concluderà con i dipinti Piazza di San Marco della National Gallery di Londra ed il grande Bacino di San Marco del Metropolitan Museum di New York .

In essi il suo tocco originale emerge nelle figure costruite con spumeggianti impasti di colore e nel timbro cromatico vivacissimo circostante.
Francesco Guardi
1757
L’11 febbraio Francesco Guardi si unisce in matrimonio nella chiesa di San Michele in Isola con Maria Mattia Pagan figlia del defunto pittore Matteo Pagani

1758
Dipinge il quadro Festa del Giovedi Grasso in Piazzetta, acquistato da Sir Brook Bridges che in quell’anno, durante il suo Grand Tour italiano, risiedeva a Venezia.

1760-1761 - 1763
Il 22 gennaio 1760 muore Gianantonio Guardi, Il 25 agosto nasce Vincenzo Pietro Giovanni Maria, tenuto a battesimo dal nobiluomo Pietro Falier e dal mercante inglese Giovanni Yersin.

Francesco Guardi risulta iscritto nella Fraglia dei pittori.
Nasce nel 1762 il secondo figlio Giovanni Giacomo Domenico Giacinto, Padrino al battesimo ancora una volta Giovanni Yersin.

Francesco termina in quel periodo Il ponte di Rialto dalle Fondamenta del Carbon e la Piazza San Marco verso la Chiesa e l'Orologio;

1763
Francesco esegue per la cappella absidale dedicata a san Domenico nella chiesa di S. Pietro Martire di Murano due tele ottagonali su incarico del domenicano Francesco Domenico Martoriati: il Miracolo di un santo domenicano, ora a Vienna, la costruzione delle figure è distorta e allucinata, quasi espressionista.
Francesco Guardi
1764
Nasce Giacomo Giovanni Domenico figlio di Francesco. Viene tenuto a battesimo sempre da Giovanni Yersin

Il 25 aprile in occasione della festa di San Marco Francesco Guardi espone sui fianchi di un’arcata delle Procuratie Nuove due vedute, Piazza di San Marco verso la chiesa, Ponte di Rialto verso Cannaregio che gli procurarono “universale applauso”.

Riceve la commissione di altre due grandi vedute della Piazza di San Marco, eseguite per un “forestiero inglese”.

Di poco successive le dodici tele delle Feste dogali desunte da modelli di Canaletto, incisi da Giambattista Brustolon pitture oggi al Louvre: sorprendenti e fantastiche.

1769
Il 14 gennaio nasce Giovanni Battista Pietro Maria, ultimogenito di Francesco che vive solo tre giorni ( suo padrino il mercante Giovanni Spangler). Dopo due settimane, in complicazioni del parto, muore anche la moglie Maria Mathea.

Dopo il 1771 Francesco riceve l’incarico di dipingere una pala d’altare nella chiesa di San Cristoforo della Pace in sostituzione di quella di Giovanni Bellini che versava in cattive condizioni di conservazione.

Il dipinto si è disperso dopo la caduta della Repubblica.
Francesco Guardi
1774-1775
Viene commissionata a Francesco, dalla famiglia Giovanelli, la Pala : La Santissima Trinità appare ai Santi Pietro e Paolo, terminata probabilmente nel 1778, con stesura pittorica corrusca e un tono severo, ancora presente nella chiesa parrocchiale di Roncegno in Val Sugana.

Oltre la pittura religiosa continua a dedicarsi ai paesaggi, poi ai capricci, collocabili lungo quasi tutto il suo iter professionale, tanto da evidenziare la sua originalità in questo campo rispetto ad altri maestri veneti.

La sua fonte d’ispirazione è data da incisioni o dipinti altrui che il suo occhio, rielabora, simile alla lente distorta di un caleidoscopio, presentando all’osservatore composizioni uniche per valori esecutivi di straordinaria delicatezza.

È il caso dei grandi paesaggi dell’Ermitage di San Pietroburgo e del Museo di Worms dove l’elemento naturale è trasfigurato da vibranti e irreali effetti luministici.

I Capricci per definizione propongono nello stesso quadro l’accostamento di luoghi concreti e di fantasia, di architetture antiche e moderne.

Si tratta di un genere squisitamente settecentesco, che sembra assecondare il gusto dei committenti e l’immaginazione del grande pittore. Veri e propri capolavori di questo campo sono i due grandi Paesaggi fantastici del Metropolitan Museum di New York, dove tutti questi elementi sono riuniti a comporre un insieme improbabile quanto affascinante.
Francesco Guardi
1774-1776
John Strange, residente di sua Maesta Britannica presso la Repubblica,commissiona a Francesco un nutrito gruppo di dipinti che verranno realizzati nel biennio.

1777-1778
Il libraio Gabrieli Marchio presenta al Senato istanza di privilegio di stampare vedute e capricci di Francesco Guardi.

L’istanza ha esito positivo nel 17 febbraio 1778 grazie al parere favorevole de i Riformatori allo Studio di Padova, Girolamo Grimani, Francesco Morosini e Pietro Barbarigo . L’operazione contribuirà a diffondere la fama di Francesco Guardi.

Nel frattempo Francesco si reca in Trentino per questioni amministrative riguardanti le proprieta della famiglia in Val di Sole ed esegue alcuni disegni di quei luoghi.

1779
Muore la sorella Cecilia Guardi, vedova di Giambattista Tiepolo, lasciando in eredità agli amatissimi fratelli Francesco e Nicolo venticinque once d’argenteria ciascuno.

1782
Fra il 18 e il 25 gennaio soggiornano a Venezia in incognito, con il titolo di Conti del Nord i granduchi Paolo Petrovicˇ Romanov, erede al trono dello zar Russo, e sua moglie Sofia Dorotea di Wurttemberg.
Francesco Guardi
Guardi esegue un gruppo di tele celebrative della venuta a Venezia che ricordano i festeggiamenti realizzati in loro onore.

Il 15 maggio giunge a Venezia Pio VI.

Il 21 dello stesso mese Pietro Edwards, ispettore della Belle Arti, commissiona a Francesco quattro dipinti destinati a commemorare la visita di papa Pio VI a Venezia che verranno consegnati entro Natale.

Il 15 aprile 1784 una mongolfiera si alza dal bacino di San Marco e il Guardi riprende l'episodio nella sua Ascensione della mongolfiera del conte Zambeccari; raffigurato da Francesco nel dipinto oggi a Berlino, Staatliche Museen zu Berlin – Preussischer Kulturbesitz, Gemaldegalerie.

Il 12 settembre è ammesso all'Accademia di Belle Arti di Venezia quale “pittore prospettico”, grazie alla sua “fantasia creatrice”.Con nove voti favorevoli su due contrari”.

1786
Due lutti colpiscono il Guardi. Il 26 maggio muore nella casa della figlia in Campo dei Mori il fratello Nicolo e il 31 ottobre Giovanni Yersin quel mercante inglese che era stato padrino di alcuni suoi figli e suo procuratore.
Francesco Guardi
Francesco Guardi fu anche l’ultimo cronista delle feste e delle cerimonie della Serenissima, attività cui è dedicata una sezione specifica della mostra.

Significative le dodici tele (in quest’occasione ne sono state riunite quattro) delle Feste dogali desunte da disegni di Canaletto, incisi da Giambattista Brustolon.

Anche se l’artista si serve ancora una volta di modelli incisori, tuttavia il risultato è davvero sorprendente . Il Bucintoro a San Nicolò del Lido del Musée du Louvre, è il capolavoro della serie, dove, pur mantenendosi fedele al modello, Francesco crea un’immagine di grandissimo fascino e suggestione: miriadi di luci guizzano sul mare appena increspato mentre figure esili e disarticolate, simili a ideogrammi orientali, brulicano sulle imbarcazioni.

1789
Il 28 novembre prende fuoco il magazzino degli oli a San Marcuola raffigurato da Francesco Guardi in Incendio degli olii a San Marcuola, due tele rievocanti il dramma attraverso animati accenti di cromatici.
Francesco Guardi
Altro capolavoro la Regata sul Canal Grande davanti Palazzo Mocenigo della Trezza vibrante e luminosa ripresa del passaggio delle gondole in gara davanti all'Ambasciata di Francia, datata 1791 e considerata tradizionalmente l'ultima sua opera autografa.

Il processo di costruzione della forma per via puramente cromatica è evidente in tutte le opere tarde, come lo era stato nel Concerto di dame di Monaco di Baviera, raffigurante una cantata eseguita il 20 gennaio 1782 da un coro di 80 orfane, dove i ballerini sembrano fiammelle guizzanti sul tono scuro del dipinto.

Il fantastico luminismo viene ripetuto nel Rio dei Mendicanti come nella Facciata di palazzo con scalinata dell'Accademia Carrara di Bergamo, fino al citato

1790

Il 6 settembre si erano svolte nella villa Gradenigo a Carpenedo le nozze fra Armand Jules Marie Eraclius, figlio del duca di Polignac e Idalia Johanna di Neukircken, descritte da Francesco Guardi in alcuni fogli preparatori oggi nel Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museo Correr, mai tradotte in oli.
Francesco Guardi
Lo raggiunse la malattia e, dopo l’agonia di un mese, la morte, nel 1 gennaio1793, nella casa in Campiello della Madonna a San Canciano, dove abitava, dal 1777, col figlio Vincenzo, sacerdote.

Giacomo Guardi continuerà, imitandola, l'attività paterna.: Nel 1829 venderà tutta la collezione dei disegni suoi e del padre a Teodoro Correr, il fondatore del museo veneziano in cui si ospita la mostra www.mostraguardi.it

Le opere dell’estrema maturità, meritano un approfondimento: il suo stile personalissimo , diviene sempre più libero e allusivo: le proporzioni fra i vari elementi sono liberamente alterate, la struttura prospettica diventa elastica e si deforma senza alcun aggancio alla realtà.

Infine, le figure sono semplici macchie di colore, un rapido scarabocchio bianco o un punto nero tracciato con un segno tremolante.

A questo momento risalgono composizioni come la Regata sul Canale della Giudecca dell’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera vibrante e luminosa ripresa del passaggio delle gondole in gara davanti all'Ambasciata di Francia, datata 1791 e considerata tradizionalmente l'ultima sua opera autografa.

Negli stessi anni il pittore modifica progressivamente il suo repertorio: accanto alle tradizionali riprese di Venezia egli affianca quelle della laguna, dipinge alcune splendide immagini di ville immerse nel verde della campagna veneta e alcune vedute di angoli appartati della città, come il Rio dei Mendicanti e la Punta di Santa Marta.
Francesco Guardi
In queste ultime opere Guardi amplia gli orizzonti del vedutismo veneziano proponendo dissolvenze nelle distese d’acqua e di cielo.

Dissolvenze che coinvolgeranno Turner e Congdon nei secoli a seguire.

Per ammirare le opere di Francesco Guardi, provenienti da diversi musei internazionali che li ospitano,, si consiglia la mostra www.mostraguardi.it

Al Museo Correr Piazza San Marco, Venezia//Francesco Guardi 1712_1793 //29 Settembre 2012 – 6 Gennaio 2013

La mostra chiuderà i giorni 25 dicembre 2012 e 1 gennaio 2013 tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

 

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