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Francisco de Zurbaran Biografia e Opere

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Francisco de Zurbaran
Figlio di un ricco commerciante di origine basca, viene battezzato il 7 novembre 1598 nella chiesa parrocchiale di Fuente de Cantos, nell'Estremadura.

Dal gennaio 1614 è apprendista a Siviglia nella bottega di Pedro Diaz de Villanueva, un pittore di immagini devozionali oggi sconosciuto.

Firma una prima opera, l'Immacolata Concezione, "Franco de Zurbaran fac/1616", dedicata ad un convento sivigliano e ora conservata a Bilbao.

Nel 1617 si trasferisce a Llerena dove sposa María Páez de Silices, maggiore di lui di dieci anni, figlia di un norcino; dopo la nascita della prima figlia Maria riceve dal Municipio di Llerena la commissione di dipingere una Vergine, introvabile ma per la quale venne pagato l'anno successivo.

Nel 1620 nasce il figlio Juan.

Nel 1622 dipinge quindici tele raffiguranti I Misteri del Rosario, per la Cappella del Rosario della chiesa parrocchiale di Fuente L'anno successivo nasce la terza figlia, Isabel Paula, ma muore la moglie Maria.
Francisco de Zurbaran
Due anni dopo, si risposa, con Beatriz de Morales, nobile vedova llerenese, anche in questo matrimonio, più anziana di lui di una diecina di anni.

Nel 1626 ottiene dal priore del convento di San Pablo a Siviglia, la commissione di dipingere ben ventun dipinti: attinenti la vita di san Domenico e sette Dottori della Chiesa.

Oggi nei musei della città sono visibili San Gregorio, Sant'Ambrogio e San Gerolamo, mentre un Cristo crocifisso firmato e datato "Franco Dezur fa 1627”è nell'Art Institute di Chicago.

A Siviglia, “la Firenze spagnola”, si afferma con La visione di san Pietro Nolasco (1629, Madrid, Museo del Prado) o il più tardo San Francesco d’Assisi nella sua tomba (1630-34, Milwaukee Art Museum), segnate da luminismo drammaticopino di contrasti, ispirato dal tenebrismo di Ribera più che da Caravaggio.

Il contrasto luce e ombra, cui sono soggette le figure in primo piano "le astrae dal contesto ambientale, a volte neanche accennato, e le carica di realtà fuori dal tempo."

Gran parte delle sue opere di questo periodo sono state disperse dalla guerra napoleonica del 1810 e dalla successiva secolarizzazione dei conventi nella chiesa restano la Guarigione del beato Reginaldo d'Orléans e l'Apparizione della Vergine al monaco di Soriano.Francisco de Zurbaran

Tanto nella Guarigione che nell'Apparizione Zurbarán mostra la sua predilezione per composizioni impostate obliquamente, la figura della Maddalena dell'Apparizione ha l'ovale del volto allungato e uno sguardo pensoso.

La fonte luminosa concorre a stringere legami tra le figure.

Il Cristo crocefisso capolavoro, riconosciuto come tale anche dai contemporanei, di forte rilievo plastico, realistico nei particolari della superficie della croce, nei chiodi e nel cartiglio, la postura dei piedi affiancati, rende sinteticamente il dialogo intimo tra l’umano e il divino.

Nel 1637 Torna a Siviglia nominato pittore del re: sono gli anni in cui la sua arte è al culmine :Realizza due importanti cicli pittorici, uno per il monastero certosino di Jerez ed uno per i geronimiti di Guadalupe, cicli ancora caratterizzati da violenti contrasti luministici.

Le opere successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez, sono improntate a un più sobrio lirismo, prevalgono atmosfere più chiare, felici scorci sul paesaggio e dettagli domestici, come ad esempio nell’Immacolata Concezione con san Gioacchino e sant’Anna (c. 1638-40, Edimburgo, Scottish National Gallery) o nella Vergine con il Bambino Gesù e san Giovannino (1662, Bilbao, Museo de Bellas Artes).
Francisco de Zurbaran
Stupiscono per la vena intima i soggetti legati all’iconografia mariana, opere venate di una malinconia sospesa La casa di Nazaret, c. 1640-45, Madrid, Fondo Cultural Villar Mir), la tenerezza (Vergine bambina addormentata, (c. 1655-60, Jerez de la Frontera, Cattedrale di San Salvador).

Attorno al 1650 inizia a produrre soprattutto dipinti destinati alle colonie spagnole del Nuovo mondo, soprattutto al Messico.

Le grandi figure di santi, diventano raffinate effigi del mondo nobiliare, godettero di straordinaria popolarità,anche se inferiori nell’intensità poetica : furono realizzate in serie soprattutto per le colonie : Santa Casilda (c. 1635, Madrid,), il Beniamino e la Sant’Orsula (Genova, Palazzo Bianco), testimoniano la capacità di ammantare gli episodi sacri di un fascino elegante, con pose ricercate, stoffe preziose e tcolori brillanti. Protagonisti di ritratti di successo in cui il virtuosismo si associa al fascino.


Opere significative le nature morte e i temi allegorici, come Una tazza d’acqua e una rosa (c. 1630, Londra, The National Gallery) La raffinatezza poetica di questi dipinti, con oggetti collocati in uno spazio rarefatto e silenzioso, la composizione sobria , la regia di forme e valori luminosi.
Francisco de Zurbaran
Rendono la visione cristallina e di silenziosa monumentalità quale intrigherà artisti del ‘900. Agnus Dei lo rese famoso per la luminosità dei riccioli di lana e l’abbandono totale al nulla. I Cesti di frutta hanno il fascino delle composizioni fiamminghe.

Francisco de Zurbarán fu, insieme a Velázquez e Murillo, tra i protagonisti del Siglo de oro della pittura spagnola e di quel naturalismo raffinato che lasciò un’eredità duratura nell’arte europea.

Zurbarán fu capace di tradurre gli ideali religiosi dell’età barocca in invenzioni grandiose anche se dedicate a racconti di vicende quotidiane, triuscendo a toccare profondamente non solo l’immaginario del tempo, ma anche quello dei secoli successivi.

figura fondamentale nella storia dell’arte europaea.

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