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Gabriella Oreffice Biografia e  Opere

Gabriella Oreffice Biografia e  Opere
(1893 – 1984)

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Gabriella Oreffice
Gabriella Oreffice si colloca tra i più significativi esempi di postimpressionismo in laguna negli anni tra le due guerre.
Nata a Padova, visse a Venezia dove, a partire dal 1902, cominciò a frequentare i corsi di perfezionamento linguistico (inglese, francese, tedesco e latino) presso il Circolo Filologico.

I primi passi nella formazione artistica furono alla Scuola libera del nudo all’Accademia e poi, dal 1916, alla Scuola libera di pittura diretta da Luigi Nono.

Rifugiatasi a Firenze durante il periodo bellico, frequentò lo studio di Galileo Chini. Dopo il rientro a Venezia, nel 1919, partecipò a varie edizioni della Biennale, alla Mostra degli artisti dissidenti di Ca’ Pesaro e fu attiva nel “Gruppo indipendente veneziano”.

Nel 1920 partecipò alle esposizioni della Fondazione Bevilacqua La Masa e strinse una sincera e duratura amicizia con Semeghini e Rossi.

Espose anche alla Biennale di Roma, ma fu sempre alla ribalta della scena artistica veneziana, partecipando al vivace dibattito artistico di quegli anni e vivendo con grande intensità le scelte di un percorso non omologato.
Viaggiò molto e soggiornò a lungo a Parigi, dove si trasferì con il marito Edmondo Sacerdoti.
Gabriella Oreffice
Con il dilagare della follia ideologica conseguente alle leggi razziali del 1938, riparò con la famiglia in campagna per salvarsi dalla deportazione.

Nonostante le difficoltà del dopoguerra, seppe riprendere, senza sterili vittimismi, il filo della sua vita artistica, la voglia di dipingere e l’energia per riconquistare un posto in quel milieu culturale veneziano che le spettava a pieno titolo. Si è spenta a Venezia nel 1984.

Ebraicità al femminile Otto artiste del Novecento
Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano Fino al 13 ottobre 2013

Deliziosi i paesaggi veneziani dalle barche sul canale e i bregozzi di fronte a san giorgio, barene a mazzorbo,riva degli schiavoni: rivelate da tocchi e fumature delicate, nature morte mele e tazzina o il the, hanno rimandi a Cèzanne filtrati dallo sguardo malinconico di De Pisis, dolcissime le maternità persino più emozionanti e vere di Segantini e Settembrini

Mt
Sett 13

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