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Gian Lorenzo Bernini

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Biografia ed Opere di Gian Lorenzo Bernini

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Architetto, scultore e pittore, Giovan Lorenzo Bernini nasce a Napoli il 7 dicembre del 1598 e muore a Roma il 28 novembre del 1680.Gian Lorenzo Bernini

La Roma dell'inizio del XVII secolo è una città che vive un fervore artistico eccezionale di grandi novità, di rivoluzioni vere e proprie, come l'esplosione in quegli anni, della pittura caravaggesca, sul fronte naturalistico, e di quella carraccesca su quello accademico e rispettoso della tradizione figurativa rinascimentale mentre quella rubensiana apre la strada al barocco; una città che ospita artisti di tutta l'Europa, in continuo confronto e scambio di conoscenze ed esperienze.

Giovan Lorenzo o noto anche come Gian Lorenzo Bernini è figlio di Pietro Bernini famoso scultore dell'epoca vissuto vicino a Firenze e poi trasferito a Napoli con la moglie napoletana Angelica Galante, per lavorare nel cantiere della Certosa di San Martino.

Nel 1605 tornano a Roma dove Pietro Bernini ottiene la protezione del cardinale Scipione Borghese e lavora nei cantieri di Paolo V Borghese, dove realizza quello comunemente riconosciuto, il suo capolavoro, il rilievo in marmo raffigurante l'Assunzione della Vergine nel battistero della basilica di Santa Maria Maggiore, esempio di traduzione in termini scultorei dei valori della pittura devozionale del suo tempo.
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L'educazione di scultore del Bernini si svolge sotto gli influssi manieristici del padre per cui in alcune opere ritroviamo la mano di entrambe gli artisti.

La tecnica di Pietro Bernini è particolarmente attenta alla resa degli effetti pittorici in cui le barbe e i capelli resi con il traforo, i panneggi profondi, il rilievo delle figure che aumenta nei personaggi in primo piano, tutte tecniche che il figlio utilizza nelle sue prime espressioni.
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Un'altra esperienza che forma il Bernini figlio è quella che vede il padre Pietro nella costruzione della Cappella Paolina, progettata da Flaminio Ponzio, destinata ad accogliere le tombe dei papi Paolo V e Clemente VII, in cui Bernini padre partecipa insieme ad una schiera di altri scultori e pittori al complesso progetto decorativo, in particolare realizza l'altorilievo con Incoronazione di Clemente VIII nel 1611.

Esperienza importante perchè il giovane Bernini acquisisce le conoscenza dell'organizzazione di un cantiere collettivo e la fusione all'interno di un progetto architettonico e iconografico di scultura e pittura unite in un ambiente ricco di marmi policromi.
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Le prime opere di Gian Lorenzo Bernini rivelano subito la grandezza del suo talento, rappresentando i massimi raggiungimenti del barocco.

Nella prima fase stilistica, dimostra un interesse e un rispetto assoluto della scultura ellenistica in opere che imitano alla perfezione lo stile antico, come nell'opera detta Capra Amaltea nella quale l'artista adotta una particolare tecnica di invecchiamento del marmo,tanto da far credere agli studiosi che la statua sia d'età ellenistica.
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In seguito esegue il Priapo e la Flora, opere che si affiancano a queste e realizzate da padre e figlio sono: il Putto con il dragone, la Fontana con il satiro e la pantera che si trova al museo di Berlino e il Gruppo bacchico del Metropolitan Museum di New York.

Il Bernini imita anche l'ultima fase della scultura di Michelangelo Buonarroti come rivelano il San Sebastiano della collezione Thyssen di Madrid e il San Lorenzo sulla graticola, della Collezione Contini Bonacossi di Firenze.

Inoltre le Quattro stagioni della Villa Aldobrandini nelle quali le bellissime nature morte sono dovute alla mano di Gian Lorenzo.

Di sua mano sono i due busti-ritratto del Santoni nella chiesa di Santa Prassede a Roma e del Vigevano nella chiesa di Santa Prassede nella stessa città.

Nel 1618 l'artista è fortemente attirato dallo studio delle espressioni e dei riflessi emotivi frutto di questo studio sono il San Lorenzo sulla Graticola, il San Sebastiano, il Putto morso da un pesce e Anima beata e Anima dannata.
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Con l'Anima beata l'artista rappresenta il volto di una fanciulla in estasi, mentre l'Anima dannata, probabilmente suo autoritratto, si rifà evidentemente alla Testa di Medusa del Caravaggio.

Nel 1618 circa il gruppo di Enea, Anchise e Ascanio che fuggono da Troia nel quale il famoso tema di Raffaello nell'Incendio di Borgo acquista per lo slancio verticale una connotazione manieristica, apre una serie di opere importanti della Galleria borghese che lo impegnano per cinque anni.

Le opere del Bernini sono qui appunto Enea e Anchise, Ratto di Proserpina (1621-1622), David (1623-1624) e Apollo e Dafne (1624-1625).

Quindi tre soggetti mitologici e uno biblico come l'interesse antiquario del suo mecenate cardinale Scipione Borghese.
Il Ratto di Proserpina, una più libera interpretazione dell'arte ellenistica e nella figura di Plutone una ripresa delle cariatidi color pietra, affrescate da Annibale Carracci nella Galleria Farnese

Con il David del 1623 della Galleria Borghese che attorce a spirale il suo corpo nello sforzo di tendere la fionda con un gesto di scatenato e aperto movimento che si oppone alla conclusa compostezza di Donatello e di Michelangelo, David, bloccato nell'atto culminante del confronto con Golia, che non si vede ma che è implicito grazie ai gesti e all'espressione dell'eroe biblico, ripreso in parte dal Polifemo, affrescato sempre da Annibale Carracci nella Galleria Farnese

Qui ogni residuo della tradizione manieristica è eliminato nelle sculture nelle quali si afferma la nuova concezione del barocco.

Nell'Apollo e Dafne le figure sono rappresentate nel momento in cui la ninfa Dafne inseguita e raggiunta dal dio si tramuta in alloro.

Si avverte la sensazione del movimento nello spazio delle figure accentuata dalle pieghe delle vesti, dalle foglie dell'albero che paiono investiti dal vento.

Una invenzione figurativa che sospende i due personaggi nell'attimo culminante dell'azione e del dramma, fondendo le figure con lo spazio circostante.

Grazie a una quantità di espedienti l'osservatore viene attratto nella loro orbita: un esempio di ciò che i contemporanei intendevano con l'espressione Ut pictura poesis.

Ma quello che colpisce e che fà ben presto di Bernini un mito della sua epoca è il virtuosismo, il naturalismo estremo, la capacità di resa dei particolari anatomici, naturalistici, degli effetti materici e chiaroscurali.

La novità di gruppi scultorei che entrano in relazione con lo spazio circostante in maniera più libera e articolata, come soltanto Francesco Mochi nel 1605 aveva fatto con le statue per il duomo di Orvieto.

Contemporanee alle opere di villa Borghese sono il Busto di Camilla Barbadori, i ritratti di Carlo Antonio dal Pozzo, Paolo V, Gregorio XV e il De Fox Montoya datato al 1621-1622.
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Lo studio dell'antico per Bernini è alla base della sua formazione artistica: alcuni restauri ne indicano il gusto e gli intenti precisi, volti a una interpretazione originale dell'ellenismo nelle creazioni come l'Ermafrodito del Louvre in cui aggiunge un letto in marmo dall'effetto realistico ad una statua antica, ma anche al rispetto della sua integrità e della lettura filologica dell'opera, come dimostra il restauro del cosiddetto Ares Ludovisi del 1627.

L'opera, una raffigurazione di Achille con le armi poggiate, viene restaurata dal Bernini come un Marte, aggiungendo un putto nelle sembianze di Amore, e ripristinando tutte le parti mancanti rendendole riconoscibili dalla scelta differente del marmo e dal diverso trattamento eseguito nella lavorazione.

Nel 1623 papa Maffeo Barberini chiamato Urbano VIII amante delle arti e grande ammiratore di Bernini gli commissiona nel 1623, la statua di Santa Bibiana, nell'omonima chiesa, che comprende anche il progetto della facciata e una statua che ritrae la santa in un momento di estasi.

Scultura, che dialoga con le pitture di Pietro da Cortona, un altro protagonista del barocco romano, segna un ulteriore momento di cambiamento dello stile dello scultore, con un panneggio già barocco, mosso ed espressivo, tanto da evidenziare l'estasi della santa, creando al contempo accentuati effetti chiaroscurali.
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In seguito usa sempre maggiormente l'espediente di utilizzare l'abbigliamento e i drappeggi come mezzo per sostenere un concetto spirituale in un gioco di rientranze e sporgenze, luci e ombre.

Il Baldacchino bronzeo di San Pietro che esegue dal 1624 al 1633 si erige sopra la confessione, sormontato da un enorme baldacchino bronzeo, poggiato su basamenti marmorei con lo stemma barberiniano.

Bernini è l'artista ideale per realizzare i progetti urbanistici e architettonici di Urbano VIII, per dare forma ed espressione alla volontà della Chiesa di rappresentarsi come forza trionfante, attraverso delle opere spettacolari, con uno spiccato carattere comunicativo, persuasivo e celebrativo.
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Arte che fonde diverse tipologie: l'architettura, scultura e urbanistica, che hanno nel teatro il loro denominatore comune.

Il Bernini è infatti un realizzatore di scenografie e opere teatrali molto apprezzate, nelle quali utilizza ogni espediente possibile per stupire il pubblico con effetti illusionistici, riutilizzati poi nelle sue architetture.

Il Baldacchino si erige sulla tomba di Pietro ed è sostenuto da quattro colonne tortili che si rifanno alle colonne del II secolo d.c che la basilica aveva ricevuto in dono da Costantino e che Bernini colloca a sostegno delle edicole centrali delle Logge delle Reliquie.
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Le Logge delle Reliquie sono realizzate dall'artista immediatamente dopo il Baldacchino cioè tra il 1633 e il 1641 e servono a mostrare in determinate occasioni le reliquie contenute all'interno: la Lancia di San Longino, la testa di Sant' Andrea, il Volto Santo e una parte della Croce.

Nel Longino, tre giri di pieghe partono dal nodo sotto il braccio sinistro, guidando lo sguardo verso la replica marmorea della sacra lancia, reliquia conservata nella cripta sottostante, in tal modo il panneggio acquista vita autonoma, svincolandosi da ogni logica concatenazione, prototipo della statuaria barocca.
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Nel 1627 comincia la costruzione del monumento sepolcrale di Urbano VIII, terminato nel 1647, contemporaneamente esegue i busti di Scipione Borghese e di Costanza Piccolomini Bonarelli, il monumento sepolcrale è collocato in posizione simmetrica rispetto a quello cinquecentesco di Paolo III Farnese, il papa del concilio di Trento, cioè colui che aveva iniziato la riforma della chiesa che si considerava conclusa proprio dal Barberini.

Questo monumento si ispira alle tombe medicee di Michelangelo, con la statua del Papa in cima in atto di benedire e con ai lati del sarcofago le figure allegoriche della Carità e della Giustizia.

Al centro uno scheletro, in luogo della consueta statua allegorica della Fama che scrive l'epitaffio.
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L'innovazione iconografica sta a significare che anche la morte, rappresentata dallo scheletro, rende omaggio alla gloria del Papa.

Sempre nel 1627 Bernini si dimostra padrone dell'architettura ed edifica la facciata del palazzo di Propaganda Fide, per provvedere ai vari lavori organizza una efficientissima opera di bottega, cui parteciparono scultori di grandi qualità come il Finelli, il Bolgi, il Baratta e il Raggi.

Nel 1630, alla morte di Carlo Maderno viene incaricato dei lavori di completamento di Palazzo Barberini, iniziato dal Maderno e portato avanti da Borromini, con il quale comincia in questo periodo una stretta collaborazione, che sfocerà in seguito in accesa rivalità.
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Sono di questo periodo i due ritratti del cardinale Borghese e di Costanza Buonarelli, sua amante, esempi della vitalità che il Bernini cerca di infondere nei ritratti, con modelli in movimento e atteggiamenti ricercati.

Sempre per Urbano VIII esegue la Fontana della Barcaccia in piazza di Spagna e nell 1640 esegue la Fontana del Tritone in piazza Barberini a Roma accanto al palazzo Barberini con al centro un obelisco su un basamento di travertino che imita gli scogli, le rocce, i palmizi e i muschi con le quattro statue allegoriche dei fiumi, questa la prima delle sue fontane sempre caratterizzate da un insieme di motivi classici e secenteschi in una fantasia del tutto barocca.
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Nel 1644 muore Urbano VIII il suo successore è Innocenzo X, molto più austero, a causa della crisi economica dello stato pontificio dopo la guerra di Castro e del ridimensionamento del suo potere in seguito al trattato di Westfalia del 1648.

Da questo momento alcune delle commissioni più ambite finiscono ad artisti rivali come il Borromini nelle grandi imprese romane.

A questo episodio è dovuto probabilmente il gruppo statuario della Verità scoperta dal Tempo.
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Ugualmente nel 1644 realizza per Papa Innocenzo X Pamphilj la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona a Roma e poco dopo realizza "Estasi di Santa Teresa" nella cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria che nei suoi valori estetici e culturali rappresenta uno dei fatti artistici più importanti del XVII secolo, la Cappella Cornaro nella chiesa di Santa Maria della Vittoria con l'Estasi di Santa Teresa, uno dei punti più alti raggiunti dal barocco.
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L'intera cappella è realizzata secondo particolari accorgimenti scenografici nel rappresentare un evento estatico organizza lo spazio angusto di una cappella come uno scenario teatrale: dalle logge laterali i defunti della famiglia Cornaro, familiari del committente, a mezzo busto e sporgenti da palchetti laterali, assistono alla scena dell'Estasi che si svolge sull'altare come spettatori.

La santa ha un'attitudine sensuale da far dimenticare la natura mistica e spirituale.

Sempre nel 1644 Bernini, rispettato ma anche temuto e odiato per il potere quasi dittatoriale esercitato sul mondo artistico romano, subisce anche l'umiliante abbattimento del campanile posto sulla facciata della Basilica di San Pietro, per problemi di statica.
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I suoi detrattori lo considerano un cattivo architetto dal punto di vista tecnico, e si vendicano.

Queste ingiustizie ispirano il Bernini in opere come la "Verità scoperta dal tempo", rimasta però incompiuta con la sola figura della "verità".

Con la successiva riconciliazione con il Papa si inizia uno dei periodi più favorevoli per il Bernini che con il suo appoggio gli permette la decorazione (con marmi colorati e statue di putti) del braccio lungo della Basilica di San Pietro.

Nel 1650 progetta la curva facciata del palazzo di Montecitorio, seguendo la tendenza dell'artista a sostituire schemi statici con andamenti dinamicamente movimentati; notevole anche l'originale basamento in roccia.
Altre opere eseguite in seguito sono il Monumento di Suor Maria Raggi e ancora i busti ritratto di Innocenzo X alla Galleria Doria Pamphilj e il busto di Francesco I d'Este nel Museo Estense di Modena.

Con l'elezione di Fabio Chigi, che sceglie il nome di Alessandro VII nel 1655, torna un papa umanista, che come Maffeo Barberini si circonda di artisti e architetti per l'esecuzione di ambiziosi progetti urbanistici, come la sistemazione della piazza del Popolo, impegnando in diversi cantieri Pietro da Cortona e Carlo Rainaldi.
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Le prime opere commissionate sono le statue di Daniele e Abacuc e L'angelo per la cappella Chigi in Santa Maria del Popolo (1655-1661) e le decorazioni della navata e del transetto.

Durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, Bernini sistema la zona dell'abside in San Pietro.

Qui termina l'apparato decorativo interno con la spettacolare macchina della Cattedra di San Pietro (1657-1666) situata in fondo all'abside, un'opera di difficile interpretazione, un reliquiario contenente la cattedra dell'epoca paleocristiana, sorretta dalle statue dei quattro Padri della Chiesa, come simbolo della saggezza e della conoscenza della chiesa che sostiene l'autorità papale e illuminata dalla sfolgorante apparizione della colomba stilizzata sulla finestra da cui proviene una luce intensa, circondata da una corona di angeli volanti, simbolo dell'illuminazione divina.
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Tra le grandissime paraste finge un'apertura con nuvole, raggi e angeli, al centro vi pone la Colomba dello Spirito Santo, mentre sul davanti la grandiosa Cattedra viene sorretta dai quattro Padri della Chiesa.

Nel 1656 inizia i lavori per il colonnato ellittico di San Pietro e per la Cattedra nella stessa chiesa, con la geniale soluzione di collegare la basilica con la piazza antistante e idealmente con la intera città in una forma che sottintende all'abbraccio della Chiesa, intesa come istituzione ecumenica, alla totalità del suo popolo.
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La semplicità che presiede al colonnato non si ritrova, invece, nella macchina che sorregge e circonda la cattedra di san Pietro in cui ancor più che i singoli particolari conta il complessivo effetto di esaltazione luministica.

Il sagrato è di forma trapezoidale, e precede la piazza di forma ovale con due centri dati dalle due fontane a lato dell'obelisco, circondata da un porticato di ordine dorico.
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La piazza si apriva improvvisamente all'interno di un quartiere, la Spina di Borgo, distrutto durante il fascismo, costituito da una fitta trama di piccole viuzze: il pellegrino che si recava alla basilica rimaneva così colpito dall'improvvisa visione che comprendeva la piazza, la facciata e la cupola di Michelangelo Buonarroti.

I lavori di S.Pietro terminano con la costruzione della Scala Regia, l'ingresso ufficiale ai palazzi apostolici, dove, utilizzando i colonnati che fiancheggiano la scalinata, corregge l'irregolarità del muro, e con il Monumento equestre dell'Imperatore Costantino (1662-1668).
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Nel 1664, dopo aver ideato il palazzo ora Odescalchi, il Bernini si reca in Francia per progettare il palazzo del Louvre, mai eseguito per l'opposizione degli artisti locali ma esegue il busto di Luigi XIV, lasciando l'esecuzione dei lavori per la Cattedra ai suoi assistenti.

Tornato in Italia, realizza per la famiglia Chigi due chiese: la Collegiata dell'Assunta ad Ariccia e la Parrocchiale di San Tommaso a Castel Gandolfo.

Nel 1666 per la piazza di Santa Maria sopra Minerva L'Elefante Obeliscoforo (noto anche come Pulcin della Minerva) realizzato da Ercole Ferrata, che materializza una simbologia tratta dalla Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna e la cappella del Perdono nel Duomo di Siena con le sculture di San Girolamo e la Maddalena.
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Nello stesso periodo amplia il Palazzo Pontificio al Quirinale.

Nel 1667 a Papa Alessandro VII Chigi succede Clemente IX Rospigliosi che gli affida la sistemazione del ponte davanti Castel Sant'Angelo.

Per il ponte Bernini esegue due dei dieci angeli portanti i simboli della Passione di Cristo, previsti per le balaustre, vengono giudicati troppo belli per essere esposti alle intemperie e quindi collocati nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte.

L'attività di Gian Lorenzo è incentrata soprattutto nella realizzazione di progetti architettonici come la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, commissionata da Camillo Pamphilij, a pianta ellittica e con l'entrata in corrispondenza dell'asse minore, sulla cappella absidale si trova dipinta la scena dell'apoteosi del santo titolare, con la sua statua sul frontone concavo che sembra ascendere verso la cupola.
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Nel 1669 diventa Papa Clemente X Altieri sotto il pontificato del quale si inaugura la Scala Regia ai piedi della quale si pone la statua di Costantino, nella quale l'artista rappresenta l'imperatore nel momento in cui ha la visione della Croce: rappresentato con un'espressione di stupore accentuata dal movimento del cavallo.
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In San Lorenzo in Lucina nel 1673 viene collocato il Busto di Gabriele Fonseca.

Nella chiesa di San Francesco a Ripa Bernini affronta nuovamente il tema dell'estasi nella cappella dedicata alla Beata Ludovica Albertoni terminato nel 1674

L'attività del Bernini si conclude sotto il pontificato di Innocenzo XI Odescalchi e l'ultima sua scultura è il Salvatore.
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Dopo esser rimasto paralizzato alla mano destra, muore il 28 novembre del 1680 e la sua reliquia viene posta nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma.

Fra le numerose sue opere ancora la chiesa di Castel Gandolfo, a croce greca, e quella della Assunta all'Ariccia.

Bernini come pittore non è mai stato soddisfatto di se stesso distruggendo quasi tutti i suoi quadri.

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