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Hans Memling Biografia e Opere

Hans Memling Biografia e Opere

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Hans Memling . era nato a Seligenstadt, vicino a Francoforte.

La sua presenza è documentata per la prima volta il 30 gennaio 1465, quando acquistò la cittadinanza di Bruges; (Il fatto che avesse pagato per acquisire la cittadinanza indica che il suo arrivo a Bruges era recente); infatti, era conferita di diritto a chi era nato in città o a chiunque fosse sposato con un cittadino, mentre per gli stranieri diventava gratuita dopo un anno e un giorno di residenza. Giacché solo i cittadini potevano far parte della corporazione dei pittori, è verosimile che fosse proprio questo l'obiettivo dell'acquisto.

Nella corporazione risulta essere membro solo quindici anni dopo, l'8 maggio 1480, registrato come maestro cui è affidato un apprendista. La presenza del nome di Memling nell'elenco dei necrologi della corporazione alla data del 1494 prova che egli ne sia rimasto membro fino alla morte.

Residente a Bruges per quasi trent'anni, dal 1465 fino all'anno della scomparsa, alla morte della moglie Anna (1487 ) egli possedeva tre case, descritte nel l'eredità dei tre giovani figli.
Trittico Donne di Hans Memling
Nelle annate 1473-1474 e 1475-1476, Memling è registrato come affiliato della confraternita religiosa Nostra Signora delle Nevi, Non sono stati reperiti documenti che attestino la data di nascita di Memling: la maggior parte degli studiosi la colloca fra il 1430 e il 1440 e molti hanno sostenuto che il 1440 sia l'opzione più plausibile.

Il luogo del suo apprendistato (quattro anni) è un'altra questione ancora aperta:, gli artisti tedeschi al termine del tirocinio, di solito intraprendevano il cosiddetto Wanderjahre, viaggiando, in veste di lavoranti, alla volta dei maggiori centri artistici per perfezionare le loro competenze. Dove Memling andò al termine della sua formazione, è un altro interrogativo che non ha ancora una risposta.

In entrambe le edizioni delle Vite (1550 e 1568), Vasari afferma che Memling fu allievo di Rogier van der Weyden a Bruxelles e che lavorò come suo apprendista dal 1459 o 1460 fino alla morte del maestro, il 18 giugno 1464. Purtroppo le informazioni di Vasari sulla pittura fiamminga sono spesso inesatte, contraddittorie e non offrono alcuna prova che egli abbia davvero condotto il suo tirocinio nella bottega di Rogier. Altre fonti cinquecentesche sono ugualmente incerte. La questione della connessione tra Memling e Rogier può essere risolta dall'analisi delle opere.

Solo due dei dipinti di Memling sono firmati e datati: la Pala di san Giovanni e il Trittico di Jan Floreins, entrambi del 1479 e conservati nell'Ospedale di San Giovanni a Bruges, per il quale erano stati commissionati.

I contratti relativi ai suoi lavori non sono sopravvissuti, sono databili attraverso informazioni sui rispettivi mecenati e luoghi di destinazione. Molti dipinti non recano né firma né datazione; pertanto presentano complesse problematiche anche circa la sua presenza nella bottega di Rogier van der Weyden.
Trittico di Danzica di Hans Memling

L'apprendistato di Hans Memling
Alcuni dei primi lavori di Memling contengono disegni preparatori realizzati a pennello che sono, molto simili ai disegni preparatori trovati in alcuni dipinti associati a van der Weyden; circostanzeplausibili per sua eventuale presenza nella bottega di Rogier.

Il Trittico del Giudizio universale di Memling (Danzica, Muzeum Narodowe) è uno dei capisaldi per lo studio della sua connessione con Rogier van der Weyden, la cui pala dello stesso soggetto - oggi ospitata nell'Hôtel-Dieu di Beaune - è spesso citata come prototipo per il Trittico di Danzica.

In entrambe le opere, la maestosa figura del Cristo benedicente appare al centro, sopra l'arcangelo Michele che regge la bilancia per giudicare beati e dannati. L'affinità evidente fra le due opere sta nella figura di Cristo: Le differenze tra le due opere, tuttavia, sono significative tanto quanto le somiglianze.

La profondità spaziale e la tumultuosa attività nel pannello centrale del trittico di Memling contrastano fortemente con lo spazio ristretto e la silenziosa serenità della composizione di van der Weyden.

Solo un gruppo sparuto di anime timorose si avvicina ai cancelli del paradiso all'estrema sinistra della pala di Rogier, mentre il pannello sinistro del trittico di Memling raffigura una lunga processione di beati.

Nell'inferno di Van der Weyden, nel pannello all'estrema destra, i dannati si gettano gli uni sugli altri nell'angosciante follia del tormento interiore; al contrario, la scena dell'inferno nel pannello destro del trittico di Memling raffigura diavoli dai volti contratti in orribili smorfie mentre infliggono torture raccapriccianti alle anime che scendono nell'abisso di fuoco.
Ritratto del canonico Gilles Joye
Il polittico di Rogier, commissionato da Nicolas Rolin per l'altare della cappella dell'Hôtel-Dieu a Beaune, era quasi sicuramente installato in loco al momento dell'inaugurazione dell'ospedale, il 31 dicembre 1451...

È possibile che Memling si sia recato a Beaune per vedere la pala di van der Weyden mentre stava lavorando al suo Giudizio universale, su richiesta del committente. Si pensa abbia avuto accesso ai disegni di bottega realizzati su modello dei dipinti di ( tali prototipi, apparentemente piuttosto numerosi, potevano essere acquistati, presi in prestito o addirittura noleggiati).

Anche la Pala di Santa Colomba di Rogier (Monaco, Alte Pinakothek) è accostabile al Trittico di Jan Floreins (Bruges, Sint-Janshospitaal) sia al Trittico dell'Adorazione dei Magi (Madrid, Museo del Prado); In entrambi il gruppo centrale con la Madonna, il Bambino e il re è inginocchiato ed entrambi rivelano uno scorcio del paesaggio cittadino retrostante espediente presente nell'opera di van der Weyden. …egli potrebbe anche aver visto la pala nella chiesa di Colonia, nel suo percorso dalla Germania alle Fiandre, per la quale era stata commissionata.

La netta separazione tra le figure nei due pannelli centrali, in particolare nella versione al Prado, crea uno spazio più allargato e un'atmosfera più pacata rispetto al pannello centrale della pala di Rogier.

Hans Memling a Colonia
È più probabile che Memling abbia ricevuto la sua formazione non lontano da Francoforte, forse a Colonia,. Come ci suggeriscono le due vedute della cattedrale cittadina inserite nel paesaggio urbano nella prima e nell'ultima scena del Reliquiario di Sant'Orsola del 1489 (Bruges, Sint- Janshospitaal).

Entrambe mostrano la gru che rimase in cima all'incompiuta torre sud dai primi anni del Quattrocento, quando i lavori alla torre s'interruppero. L'accuratezza nella resa dei più piccoli dettagli della cattedrale suggerisce un’osservazione diretta.

Si diceva che il martirio di Sant'Orsola si fosse consumato proprio a Colonia; è dunque possibile che il pittore vi si fosse recato quando ricevette la commissione del Reliquario, per studiare gli antichi cicli pittorici locali sulla storia della vita della santa o stessa. Colonia, prima di spostarsi verso le Fiandre.

Hans Memling a Bruges
Quando Memling giunse a Bruges, nel 1465, la città era da tempo un fiorente centro artistico.
Sibylla Sambetha
Il suo pittore più celebre era Jan van Eyck. Nonostante van Eyck fosse morto nel 1441, numerose copie e versioni dei suoi dipinti continuavano a circolare, Sembra tuttavia che nel 1465 l'artista principale di Bruges fosse Petrus Christus, Dunque, quando Memling arrivò, certamente ogni artista attivo a Bruges conosceva i dipinti di van Eyck e Christus. Attraverso l'adesione alla confraternita di Nostra Signora delle Nevi, probabilmente entrò in contatto diretto con Christus, (che a sua volta ne fu membro fino alla morte9, Memling conobbe bene il loro lavoro e la consuetudine di collocare iscrizioni illusionistiche sulle cornici, t espediente che anche M. adottò –– nel Ritratto di Gilles Joye (Williamstown, Massachusetts, Sterling and Francine Clark Art Institute).

Nelle sue raffigurazioni della Madonna, spesso Memling la colloca in trono all'interno di elaborate strutture architettoniche, come nel pannello centrale della Pala di San Giovanni e nella versione del medesimo soggetto conservata agli Uffizi, esistono precedenti sia nei dipinti di Christus sia in quelli di van Eyck-( che Memling doveva aver visto nella chiesa della Santa Donazione a Bruges.) … le scene raffigurano la Vergine in trono attorniata da santi riccamente vestiti, collocati in uno spazio architettonico particolarmente elaborato, arricchito da colonne di marmo e pavimento piastrellato. un trono a baldacchino, con drappo d'onore di broccato alle spalle della Vergine e un tappeto turco sotto i suoi piedi. Queste caratteristiche si ripetono anche alcune altre Madonne di Memling.

L'influenza di van Eyck e di Christus è evidente anche nella ritrattistica di Memling: alcuni dei suoi ritratti :il soggetto a mezza figura contro un fondale scuro, con il viso rivolto verso la luce e girato di tre quarti, Nei ritratti di Tommaso e Maria Portinari di Memling (New York, Met), i soggetti si stagliano contro uno sfondo semplice e piano, con le teste che emergono dall'oscurità verso la luce – vi è un'accurata descrizione dei dettagli.

Memling spesso raffigurava i suoi modelli davanti a sfondi paesaggistici, specialmente nei ritratti realizzati per committenti italiani: pensiamo per esempio al Ritratto d'uomo con una medaglia romana (Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten) e al celebre Uomo con la lettera (Firenze, Galleria degli Uffizi). Ciò vale anche per i ritratti ambientati in interni, come il Ritratto d'uomo della Lehman Collection (New York, Met), in cui il soggetto occupa uno spazio d'angolo e il paesaggio è visibile attraverso le colonne sul lato sinistro.

L’uso da parte di Memling del trompe-l'oeil suggerisce un'influenza di Christus. In alcuni dei suoi primi dipinti - come i citati ritratti di Tommaso e Maria Portinari - i soggetti sembrano in parte proiettarsi fuori dal proprio spazio pittorico per entrare in quello dello spettatore, , espediente che Memling utilizza spesso per mettere in comunicazione lo spazio dipinto e il mondo reale (es. la collocazione delle mani sulla parte bassa della cornice, nel citato Uomo con la lettera.
Madonna con Bambino tra S. James e St. Domenico (1488-1490) di Hans Memling
Hans Memling Maestro pittore a Bruges

Il numero di lavori associati a Memling e alla sua bottega supera di gran lunga quello dei contemporanei, gli studiosi concordano che egli abbia impiegato un certo numero di lavoranti ma non abbiamo modo di stabilire quanti . A giudicare tuttavia dalla sua considerevole produzione, egli doveva essere un oculato uomo d'affari con un laboratorio ben organizzato, nel quale gli assistenti giocavano un ruolo importante in diverse fasi del processo pittorico.

1465-1473
Le primissime opere di Memling vanno collocate fra il 1465, quando acquistò la cittadinanza a Bruges e il 1473, quando il Trittico del Giudizio universale - che era stato commissionato da Angelo Tani per la sua cappella sepolcral, nella chiesa dei Medici di Badia Fiesolana, (poco fuori Firenze).

Altri incarichi importanti in questo periodo: Trittico di Jan Crabbe (pannelli interni a New York, Pierpont Morgan Library and Museum; pannello centrale a Vicenza, Museo Civico; pannelli esterni a Bruges, Groeningemuseum) e delle Scene della Passione (Torino, Galleria Sabauda) commissionate da Tommaso Portinari e raffiguranti ventidue scene della Passione e apparizioni dopo la Resurrezione, distribuite su un vasto panorama di Gerusalemme e dintorni.

Concepite come ausilio a un pellegrinaggio spirituale, le tavole offrivano allo spettatore la possibilità di fermarsi a ogni stazione e recitare le preghiere per ottenere le indulgenze che vi erano offerte.

Intorno al 1472 o 1473, Portinari gli commissionò anche un trittico devozionale, nel quale il suo ritratto e quello della moglie Maria Baroncelli si affiancavano a una Madonna a mezza figura, andata perduta.

La figura intera della Madonna con sant'Antonio abate e un donatore (Ottawa, National Gallery) riporta la data 1472 .

Il dittico con San Giovanni Battista e la Veronica (Monaco, Alte Pinakothek e Washington, National Gallery of Art) gli fu probabilmente commissionato da Bernardo Bembo durante il suo soggiorno in Olanda come ambasciatore veneziano alla corte di Borgogna tra il 1471 e il 1474.
vvento e trionfo di Cristo (o Sette gioie di Maria ) di Hans Memling
Se, come molti studiosi credono, il Ritratto d'uomo con una medaglia romana raffigura Bernardo Bembo, è verosimile che anch'esso fosse stato eseguito in questo torno d'anni. Anche i primi ritratti di Memling risalgono a questi anni: tra questi ricordiamo il Ritratto di uomo con cappello rosso (Francoforte, Städelsches Kunstinstitut) - che potrebbe essere stato proprio il primo - il Ritratto di Gilles Joye del 1472 e il pacifico Ritratto di uomo, del 1470 -1475 circa, ora alla Frick Collection di New York.

1473-1479
Dal 1473 al 1479 Memling fu assorbito dal lavoro sulla Pala di San Giovanni, datata 1479 ma probabilmente commissionata nel 1473.

Ordinata per l'altare maggiore della cappella dell'Ospedale di San Giovanni, questa sembra essere stata la sua prima commissione pubblica importante a Bruges. Mentre la pala era ancora in lavorazione, il pittore ricevette molti altri grandi incarichi: il perduto Trittico dei Bibliotecari, commissionato da Willem Vrelant per la cappella della corporazione dei bibliotecari all'abbazia di Eeckhout nel 1478; il Trittico di Jan Floreins, firmato e datato 1479 sulla cornice e il Trittico Pagagnotti, 1478-1480 circa (pannelli laterali a Londra, National Gallery, e pannello centrale a Firenze, Galleria degli Uffizi).

Il Trittico Donne (Londra, National Gallery). L’opera raffigura il donatore, sua moglie e sua figlia inginocchiati davanti alla Vergine e il Bambino con gli stessi santi della pala d'altare dell'ospedale, personalizzata per devozione famigliare, (spesso committenti privati concordavano con il pittore che i loro dipinti dovessero essere basati su precedenti specifici).

L’Uomo con collo di pelliccia maculata e il menzionato Uomo con la lettera Uomo con la freccia - datato al 1475-1480 circa (Washington, National Gallery of Art) – con tanto di mosca che si posa accanto al pollice del protagonista, sono di questo periodo.

1480-1488
Periodo di considerevole successo ,dopo il completamento della Pala di San Giovanni nel 1479: . Fra gli incarichi più importanti ci sono due opere datate 1480: il Trittico di Adriaan Reins (Bruges, Sint-Janshospitaal), commissionato per l'Ospedale di San Giovanni a Bruges e le Sette gioie della Vergine (Monaco, Alte Pinakothek).

Un inventario del 1480 attesta che venne collocato sull'altare nella cappella della corporazione dei conciatori nella chiesa di Nostra Signora a Bruges.
Madonna col Bambino e angeli musicanti
Così come le Scene della Passione di Torino, questa tavola fu probabilmente concepita come ausilio per una meditazione spirituale, nel quale il devoto poteva guadagnare il medesimo numero d’indulgenze dei pellegrini che visitavano effettivamente i luoghi Santi. In questo caso le scene sono venticinque, ma nessuna rappresenta eventi della Passione di Cristo: contiene soggetti dell'infanzia di Gesù, la storia dei Re Magi, (protettori di viaggiatori e pellegrini) , scene della Resurrezione e degli eventi successivi.

Un'altra delle grandi commissioni di Memling in questo periodo è il Trittico Moreel (Bruges, Groeningemuseum), datato 1484 sulle cornici di ognuno dei pannelli interni, che Willem e Barbara Moreel commissionarono per la loro cappella funeraria nella chiesa di San Giacomo a Bruges.

I Moreel ordinarono a Memling anche un altro trittico di soggetto religioso che sembra essere anteriore alla pala funeraria. In origine, i pannelli laterali di questo trittico (Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique) affiancavano una Madonna a mezza figura, presumibilmente collocata su un portico identico a quello dei pannelli laterali.

Altri due dittici e un trittico di soggetto religioso possono essere collocati in questi anni. Due di questi lavori, il Dittico di Martin van Nieuwenhove (Bruges, Sint-Janshospitaal) e il Trittico di Benedetto Portinari (pannelli laterali a Firenze, Galleria degli Uffizi e pannello centrale a Berlino, Staatliche Museen Preussischer Kulturbesitz, Gemäldegalerie), riportano la data 1487. Altro dittico, con un donatore e la Madonna, è conservato all'Art Institute di Chicago e probabilmente risale allo stesso periodo.

Fra i ritratti realizzati in questa fase, il Ritratto di una giovane (Bruges, Sint-Janshospitaal) - datato 1480 sulla parte superiore della cornice -, con le punte delle dita dipinte sulla cornice stessa.

1489-1494
Gli ultimi cinque anni della vita di Memling furono ancor più produttivi, con Quattro grandi commissioni.

Il citato Reliquiario di sant'Orsola probabilmente risale al 1489, quando si rese necessario trasferire le reliquie della santa da un reliquiario più antico.

La raffigurazione del Pellegrinaggio di sant'Orsola a Roma in sei scene sui lati lunghi ci porta a ipotizzare che anche questo oggetto fosse stato concepito come un ausilio al pellegrinaggio spirituale, da compiere in questo caso il giorno della ricorrenza di sant'Orsola, quando si garantivano indulgenze di quaranta giorni a tutti coloro che l'avevano onorata.

La cosiddetta Vergine di Jacques Floreins (Parigi, Louvre) risale probabilmente agli anni compresi fra il 1489 e il 1490, dopo la morte del donatore; l'opera raffigura l'intera famiglia, con la moglie e i diciannove figli, ai lati della Vergine e del Bambino, presentati dai santi Giacomo Maggiore e Domenico.
Passione Pala / Polittico (1491)
A questo periodo finale risalgono due dei lavori più grandi che Memling abbia mai realizzato. Si tratta della Pala della Passione del 1491, la sua ultima opera datata (Lubecca, Sankt-AnnenMuseum) - che ha due serie di ali mobili ed è larga circa 3 metri quando è completamente aperta - e della Pala Nájera del 1489-1490 circa, i cui tre pannelli del Cristo con angeli musicanti (Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten) racchiudevano in origine una scomparsa Assunzione della Vergine, costituendo un enorme polittico di almeno dieci pannelli. Commissionato per il monastero di Santa María la Real a Nájera, Spagna.

Con i loro quasi 7 metri di ampiezza, i pannelli di Anversa sono larghi più del doppio di tutte le altre sue opere conservate, superando perfino lavori monumentali. Senza dubbio deve essere stato fondamentale il contributo di apprendisti, assistenti e lavoranti, coinvolti in tutte le fasi dell'esecuzione.

Negli ultimi anni di vita, dunque, Memling intraprese i più ambiziosi progetti di tutta la sua carriera., il grande maestro fiammingo era ancora richiesto da una clientela internazionale.

Nella maggioranza dei casi Memling lavorava su commissione: pale funerarie, dittici e trittici devozionali, dipinti per ispirare i pellegrinaggi spirituali, altari per gli ospedali, ritratti. di borghesi di Bruges .di mercanti , diplomatici italiani, tutti si affidavano a lui per la creazione di opere tramandassero ai posteri la loro devozione e posizione sociale. La disponibilità di Memling a soddisfare i loro desideri contribuì al suo enorme successo, nelle Fiandre e all'estero( dall'Inghilterra, alla Germania, dall'Italia alla Spagna).

Quando Hans Memling morì, l'11 agosto 1494, la sua fama era ormai diffusa per tutta l'Europa occidentale.

Nel 1994, in onore del cinquecentesimo anniversario della morte di Memling, una grande mostra a Bruges riunì quasi la metà dei dipinti esistenti attribuiti a lui e alla sua bottega, posizionandolo con decisione tra i maggiori pittori fiamminghi del XV secolo.

Nei vent'anni successivi, innumerevoli pubblicazioni hanno esplorato le diverse sfaccettature della sua opera e dei suoi successi e in una mostra itinerante organizzata nel 2005, è stato assemblato il più grande numero dei suoi ritratti mai esposti insieme, dimostrando una volta per tutte come questo maestro fiammingo sia stato uno dei ritrattisti più capaci ed esperti del Rinascimento.

Biografia tratta dal materiale stampa Press Arthemisia della mostra Memling.

Rinascimento fiammingo /Scuderie del Quirinale / Via XXIV Maggio 16, Roma

11 ottobre 2014 – 18 gennaio 2015

Mt ottobre 2014

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