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Hermann Max Pechstein Biografia e opere

Hermann Max Pechstein Biografia e opere

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Hermann Max Pechstein
Figlio di un operaio tessile specializzato, Hermann Max Pechstein nasce a Eckersbach, non lontano da Zwickau, il 31 dicembre 1881.

Malgrado provenga da una famiglia umile – motivo per il quale è costretto già a quindici anni a lavorare come imbianchino –, il padre decide di appoggiare il suo talento artistico e gli permette di iscriversi all’Istituto di Arti applicate di Dresda nell’ottobre del 1900; nel 1902 passa all’Accademia di Belle Arti.

Per guadagnarsi da vivere esegue lavori di grafica pubblicitaria, disegna lampade e poltrone e si esercita in esperimenti di ornamenti parietali decorativi e monumentali, distinguendosi per l’abilità artigianale.

Proprio grazie a uno di questi dipinti murali per la Saxon House, progettata da Wilhelm Kreis, nel cui studio lavorava Erich Heckel, nel 1906 è accettato all’interno del gruppo della “Brücke”.
Hermann Max Pechstein
Anche se in Pechstein si ritrovano i medesimi temi degli altri artisti della “Brücke” – nudi, ritratti, scene di bagnanti, paesaggi – diverso è per lui, il modo di stendere il colore e l’uso dei contrasti, nei ritratti, caratterizzati ancora dall’influenza del modello naturalistico, da una rappresentazione anatomicamente corretta del corpo e da un’impostazione prospettica dello spazio.

Tutto questo gli deriva dalla sua solida formazione accademica: le sue opere evidenziano una notevole abilità artigianale, la tecnica sicura e la padronanza della prospettiva. Per questi motivi non fu facile per Pechstein adeguarsi all’approccio immediato alla pittura analogo a quello degli altri membri della “Brücke”.

Durante un soggiorno di studio in Italia nel 1907, Pechstein conosce l’arte di Giotto e si entusiasma per gli affreschi romani ed etruschi; tornando a Parigi vede l’opera dei fauves.
Hermann Max Pechstein
Conoscenze che offrono nuovo impulso al suo cromatismo, nella realizzazione di dipinti murali, in dipinti dalle forme più semplici e generose.Ma nei suoi lavori del 1909, il colore non arriva a svincolarsi dall’oggetto, non acquista valore autonomo, cosa invece tipica dell’espressionismo

È sempre la forma a determinare la costruzione del motivo.

I dipinti più vicini allo stile della “Brücke”, con paesaggi e bagnanti, sono quelli realizzati durante i mesi estivi trascorsi insieme a Heckel e a Kirchner, soprattutto quelli realizzati nell’estate del 1910, sui laghi di Moritzburg.

I corpi, in questi quadri, sono rapidamente abbozzati e i volti accennati con poche linee.

Le forme del paesaggio sono contornate con tratti neri, ma più morbidi e decorativi; Pechstein rinuncia ai forti contrasti creati dai colori complementari stesi in modo piatto.

È il primo artista del gruppo a trasferirsi a Berlino, ma non per trovare nuovi stimoli pittorici; il mondo del varietà, le scene urbane, i locali da ballo entrano raramente nella sua opera. La sua decisione è dettata da motivi economici: lì avrebbe trovato più facilmente committenti per i suoi lavori di decorazione e così avrebbe potuto dedicarsi liberamente alla pittura.
Hermann Max Pechstein
A Berlino si unisce alla Secessione ed espone i suoi lavori accanto a quelli degli altri componenti del movimento.

Kirchner gli fa ripetutamente visita nel 1909, e condividono lo studio.

Da giugno a settembre, soggiorna per la prima volta nel villaggio di pescatori di Nidden (un’ex località di vacanze sovietica situata in Lituania).

Quando, nel 1910, Pechstein, Nolde, alcuni membri della “Brücke” e altri giovani artisti vengono esclusi dall’esposizione primaverile organizzata dalla Secessione di Berlino, decidono tutti insieme di dare vita alla Nuova Secessione per esporre le proprie opere rifiutate; a Pechstein viene affidato un ruolo direttivo nel consiglio del movimento. Nell’autunno del 1911 gli altri artisti della “Brücke” lo raggiungono, uno dopo l’altro, a Berlino.

Nell’estate del 1912 Pechstein soggiorna nuovamente per un periodo a Nidden; anche nelle sue opere, come in quelle di Heckel e di Schmidt-Rottluff si può notare un cambiamento formale. Manca l’allegria decorativa delle scene di bagni ai laghi di Moritzburg.
Hermann Max Pechstein
I nudi non sono più in armonia con la natura e stanno l’uno accanto all’altro senza alcun rapporto reciproco.

Anche se ancora Pechstein raffigura corpi plasticamente evidenti, la loro luminosità ha ceduto a un freddo contrasto creato dall’ocra della spiaggia e dall’azzurro-grigio dell’acqua.

Questi dipinti del mar Baltico del 1912 sono le prime opere nate dopo l’espulsione dalla “Brücke” (avvenuta sempre nel 1912 perché aveva accettato di esporre da solo, contravvenendo alla regola del movimento di esporre solo all’unanimità) e potrebbero essere viste come il tentativo di emanciparsi, anche dal punto di vista formale, dallo stile collettivo e di esprimere una maggiore autonomia artistica.

Nel 1914 si reca alle isole Palau, nel Pacifico del sud; ispirato dalla bellezza del luogo, crea i suoi lavori migliori, pieni di sensualità, di fascino per l’esotico e di ideali di comunione con la natura.

Ma questa condizione non dura a lungo.
Hermann Max Pechstein
Dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale viene dapprima internato dalle forze giapponesi e in seguito, dopo una serie di viaggi a bordo di navi da carico dalle Hawaii a New York e da qui in Olanda, riesce a tornare in Germania.

Una volta in patria è subito arruolato e mandato sul fronte occidentale.

Nel 1917, dopo un crollo psichico e fisico, è congedato dal servizio militare e rimandato a Berlino. In questo periodo decide di rielaborare i disegni e i quadri realizzati durante il suo viaggio nei mari del Sud.

Le sue opere tendono a un sempre più accentuato primitivismo e la componente decorativa finisce per prevalere su quella puramente emotiva.

Il colore è ricco, modulato e morbido.

Alla fine del 1918, è tra gli artisti rivoluzionari fondatori del “Gruppo di Novembre”.

Nel 1922 scopre la località di Leba, dove decide di trascorrere ogni estate e i motivi offerti dal paesaggio definiscono quello che sarà da ora in poi il tema delle sue opere: tratti di mare, paesaggi costieri, il porto.
Hermann Max Pechstein
La pittura si fa più narrativa e il colore più pacato e più ricco di gradazioni.
A causa del suo impegno politico – nel 1918 aveva fondato con Heckel e Schmidt-Rottluff l’Arbeitsrat für Kunst (Consiglio di Lavoro per l’Arte), ed era inoltre membro della Liga für di Menschenrechte (Lega per i Diritti umani) –, dal 1933 è uno dei primi artisti perseguitato dal regime nazista.

Nello stesso anno gli viene imposto il divieto di dipingere e di esporre; nel 1937 è espulso dall’Accademia Prussiana delle Belle Arti.

Ben 326 delle sue opere vengono confiscate dai musei tedeschi e il suo nome è tra quelli degli artisti presenti alla mostra sull’arte degenerata a Monaco.

Rientrato a Berlino nel 1945 gli viene affidata una cattedra all’Istituto di Belle Arti e un incarico all’Accademia delle Arti.

Muore a Berlino il 29 giugno 1955.

Opere in mostra “ Espressionismo “ Capolavori del Brucke Museum di Berlino a Villa Manin www.lineadombra.it

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