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Luciano Fabro Biografia e Opere

Luciano Fabro Biografia e Opere

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Luciano Fabro
Artista e teorico, Luciano Fabro è uno dei massimi esponenti del movimento Arte Povera ed è presente sulla scena artistica internazionale dall’inizio degli anni Sessanta.

Nato a Torino nel 1936, dopo aver completato i suoi studi classici in Friuli Venezia Giulia si trasferisce nel 1959 a Milano,dove conosce e frequenta, tra gli altri, Piero Manzoni ed Enrico Castellani e si interessa alla ricerca condotta da Lucio Fontana sullo spazio al di là della tela.

Tiene la sua prima personale nel 1965 alla Galleria Vismara di Milano.

Dal 1967 al 1969 prende parte al movimento Arte Povera, termine coniato da Germano Celant nel 1967 in relazione a un gruppo di artisti che condividevano un comune
linguaggio, sebbene eterogeneo, nel quale veniva abolita ogni gerarchia espressiva e materica, mentre la relazione con contesti sociali, culturali e ambientali, era di basilare importanza.
Luciano Fabro
Nel 1968 inizia a realizzare le Italie, una serie di lavori che l’artista porterà avanti per tutta la sua lunga carriera e che di volta in volta ripropongono la sagoma geografica dell’Italia eseguita con materiali diversi e collocata in allestimenti differenti.

Significative le sue lezioni sul disegno che tenne durante gli anni di insegna-mento presso l’Accademia di Brera, che forniscono una chiave di lettura preziosa dei disegni e della sua opera in generale.

Artista fondamentale per la storia dell’arte e della cultura a cavallo tra fine Novecento e inizio millennio.

Tra le sue principali mostre personali ricordiamo:
Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (1980); al Castello di Rivoli (1989); alla Fundaciò Juan Mirò di Barcellona (1990); al Museum of Modern Art di San Francisco (1992); al Centre Georges Pompidou di Parigi (1996) e alla Tate
Gallery di Londra (1997).

Espone più volte alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel.

Muore il 22 giugno 2007 a Milano. A pochi mesi dalla scomparsa dell’artista, il MADRE di Napoli gli dedica una personale.

Per vedere in questi mesi le sue opere ricordiamo la mostra
Luciano Fabro. Disegno In-Opera, alla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 4/10/ 2013 al 6 /1/2014 al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno dal 15 /2 al 13 /4/ 2014.
Luciano Fabro
L’esposizione accoglie per la prima volta in Italia un ricco nucleo di disegni dell’artista, parte integrante e irrinunciabile del corpus dell’opera di Fabro.disegni intesi come pratica alla base del processo creativo in cui è esplicito il riferimento alla scultura e disegni come campo di indagine e di sperimentazione. E ancora disegni come forme -aperture, buchi e fori - Cantare cantando (1994) e Concetto Spaziale. Descrizione (1967), che riporta sul retro “buon ‘68. Luciano”

Sono opere che parlano di rapporti umani,di amicizia, di etica, di noi e dell’altro. “in Fabro anche il privato appartiene alla sfera pubblica”, afferma Giacinto Di Pietrantonio

Molti dei disegni in mostra sono eseguiti su supporti eterogenei (dai cartoncini delle schede di catalogazione utilizzate in biblioteca ai fogli di cartmillimetrata; dalla carta Fabriano alla carta paglia) e realizzati con tecniche e materiali diversi: disegni di solo testo, a sfondo etico, con frasi riportate in poesia accompagnate da una dedica o da poesie filastrocca; disegni-collage come Autoritratto (1967), realizzato su carta caratterizzata da una fitta griglia al cui quarto in ombra che ci guarda, un volto il cui occhio sinistro ci scruta, un’iconografia interrogante.

Nella ricerca di Fabro la dimensione ambientale riveste un’importanza fondamentale: lo spazio è infatti concepito come campo d’azione vivo, fatto di relazioni e necessarie conseguenze tra gli elementi presenti.

Accanto ai disegni, sarà presente in mostra una selezione di grandi opere - tra cuisculture e habitat - che dialogano con lo spazio, investigando l’ambiente e intervenendo sulla percezione.
Luciano Fabro
Opere come Struttura ortogonale (1964), costituita da una griglia tubolare in ottone in cui le barre trasversali sono tagliate a metà al centro, o Passi. I miei passi hanno bucato il cielo. I miei passi hanno bucato la terra.

Io sono zoppo (1994), uno striscione di 12 metri che riporta il titolo dell’opera in ideogrammi giapponesi, definito dall’artista ‘[…] un ritratto delle ambizioni dell’uomo contemporaneo e dei suoi risultati. In qualsiasi direzione abbia avanzato ha fatto delle buche, ha “toppato”, il suo avanzare civile è molto zoppicante.

E ancora Svizzera Portafogli (2007) e i lavori della serie Computer che - seppur realizzati con materiali pesanti (ferro, acciaio, montanti per scaffalature metalliche, catene di ottone e alluminio) - trasmettono un
forte senso di leggerezza.

Sospensione e movimento sono infatti temi centrali per Fabro, che ritroviamo anche nei suoi disegni: dai punti d’incrocio delle griglie di Habitat 1962, infatti, dipartono altrettanti peduncoli di ottone che richiamano i disegni Dindolo, dondolo (1995) presenti in mostra, nei quali l’artista intende porre in relazione la linea retta e la linea curva con il suo sviluppo nello spazio alla ricerca di un segno che vi fluttui.

Il catalogo della mostra - edito da Silvana Editoriale - include testi critici di curatori, storici dell’arte e artisti che hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Luciano Fabro e le quattro lezioni sul disegno che l’artista tenne durante gli anni di insegnamento presso l’Accademia di Brera, che forniscono una chiave di lettura preziosa dei disegni e della sua opera in generale.


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