logo windoweb


Mario Ceroli Biografia e Opere

Mario Ceroli Biografia e Opere

Torna alla Home Page enciclopedica di

Mario Ceroli
Mario Ceroli è nato a Castelfrentano (Chieti) nel 1938. Vive e lavora in una casa laboratorio della campagna Romana.

Proviene da una famiglia di umili origini. Padre muratore e madre la casalinga), che si era trasferita a Roma alla fine della guerra, dove, per motivi casuali, potrà frequentare l’Istituto d’Arte con maestri illustri.

Dai dodici ai sedici anni fa il ragazzo di bottega, poi l’assistente, negli studi degli scultori Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini ed Ettore Colla, fino a conquistarsi un suo piccolo studio ove realizzare le prime ceramiche. Concentra la sua attività artistica sulla ceramica, nel clima informale.

Uno dei suoi primi collezionisti è il regista di cinema Elio Petri. Nel 1957, abban-dona la ceramica per una scultura povera, fatta di legni e di chiodi.

Tre di queste opere, oggi esposte alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, gli valgono il primo premio per la giovane scultura italiana.
Mario Ceroli
Dopo alcune prove di utilizzo di tronchi d’albero, recuperati dal lungo Tevere, riconosce nel legno la propria materia espressiva alla fine degli anni cinquanta, grazie a una visione personalissima, che gli consente una continua ricerca, lunghi decenni. In questa prima fase di sperimentazione, Ceroli è impegnato nella sagomatura della figura, ai profili, come principio archetipico di un processo di decostruzione-sintesi -riduzione dell'immagine reale, fino a cogliere l’aspetto metafisico”.

Silhouette di oggetti in legno, talvolta ripetute in serie, spesso prive di colore, (Ultima Cena, 1965, Galleria nazionale d'arte moderna a Roma; Uomo di Leonardo, 1964; connesse ad uno spazio che diventa tema essenziale (Cassa Sistina, 1966).

Nel 1997 donò al paese d'origine, una copia della scultura lignea L'uomo vitruviano collocandola nel piazzale della Concezione.
Mario Ceroli
Soffermiamoci sulla precedente opera bifronte del 1962 ZOAS, caratterizzata dall'uso del lettering, testimonia una forte tensione dell'artista per trasformare le parole in una forma speciale, sovradimensionando le lettere.

Nel tempo Mario Ceroli si è accostato a diverse tendenze artistiche, a metà degli anni Sessanta sperimenta un nuovo approccio con rimandi figurativi, alla Pop Art americana, all’ avanguardia romana, offre immagini colte dalla realtà e rese con sfumature di sottile ironia.

In seguito utilizzerà anche tempera e a inchiostro (il cenacolo, 1981(legno dipinto).

Nel successivo filone di ricerca, dell'Arte Povera: grazie all’uso primario del legno grezzo, raggiunge potente capacità di rappresentazione del reale, che gli assicura la presenza espositiva nelle prime mostre dedicate al movimento per l'artista romano definito “il costruttore 'povero' per eccellenza.

Con lavori come Centouccelli del 1967 e Primavera del 1968, si fa’addirittura precursore di Minimal Art e l'Arte Ambientale: quelle che nei primi anni erano semplici sagome appiattite, diventano installazioni, vanno oltre la scultura grazie ad ampie espansioni spaziali dei loro allestimenti.
Mario Ceroli
E’ la nuova vocazione monumentale di Ceroli: un progressivo sconfinamento oltre i limiti
oggettivi della tradizione, in una spazialità- scenica, in cui le opere, si fanno composizioni architettoniche, invadono letteralmente l'ambiente, invitano lo spettatore a partecipare attivamente nell'opera.

Il capolavoro del 1966 La Cina approfondisce e sviluppa questi temi .

Segna l'inizio della seconda fase della vicenda artistica di Ceroli. In quest’opera, l’accostamento ordinato di sagome (profili di figura umana), diventa incedere ordinato di stilemi lignei, in grado di rendere la dinamica narrativa del tutto, grazie a delle stratificazioni di piani, nella successione delle figure.

Con Le opere realizzate a partire dalla fine degli anni Sessanta, dotate di tale forte tensione scenografica, inizia un fertile impegno per il teatro di prosa e musicale, collabora – tra gli altri – con Pier Paolo Pasolini e Luca Ronconi, con il Teatro Stabile di Torino (scenografia del Riccardo III di Shakespeare, 1968) e con la Scala di Milano (scenografia della Norma di Vincenzo Bellini).
Mario Ceroli
Nel corso degli anni Settanta, Ceroli consolida un linguaggio plastico maturo e complesso, accompagnato da un nitido rigore formale, sempre applicati alla materia grezza e alla concezione di spazialità ispirate a una visione rinascimentale della composizione.

Esemplare La Battaglia (1978), imponente ricostruzione lignea del capolavoro di Paolo Uccello, la Battaglia di San Romano, elegante e al tempo stesso vigorosa: i cavalli hanno posizioni invertite e le aste altissime reggono bandiere sfilacciate a diversi colori.

Nel periodo appena precedente l'arredo della chiesa di Porto Rotondo (1971)e l’accordo di quattro elementi: campane in lega d’argento,bronzo, rame. Su bastoni e corde altissime (1976).

Nel 1988 ha realizzato a Bologna la "Casa del Nettuno", posta nel primo cortile di Palazzo d’Accursio , palazzina legnea a più piani,di ispirazione rinascimentale, impreziosita da l’ Uomo gallegiante e da decorazioni lignee laterali di forme angelicate , che diventa il cantiere di restauro della statua bronzea del Nettuno del Giambologna, seguita dal bronzo di Gregorio XIII.
Mario Ceroli
Restauri affidate al maestro Morigi, sotto gli occhi dei visitatori, scenografia che consentirà suggestioni teatrali rese da Guccini a Vito e da altri artisti italiani.

Dalle sagome degli anni ’60, allo spessore simbolico dela scrittura, da ZOAS, alle nuove sculture-scritture Terra, Fuoco, Aria, Acqua (1972) che evocano attraverso una sequenza di parole scolpite, concetti universali e sintetizzano visioni proprie della natura. Ancora sagoma di profilo nell'opera Il Raccoglitore di miele del 1991, dove è palesel’espansione spaziale.

Dopo la celebrazione della sintesi razionale delle strutture geometriche astratte Mappacubo (1966) e Mappatondo (1966) ricorre anche una serie di proiezioni geometriche in ferro realizzate nel 2012.

Suo è l'Unicorno alato (1990), in legno rivestito di oro, esposto all'ingresso della sede Rai di Saxa Rubra. , com le opere di Santa Maria Madre del Redentore di Tor Bella Monaca, a Roma, nel 1987 .
Mario Ceroli
Negli stessi anni ( tra Ottanta e Novanta) la ricerca di Ceroli si era indirizzata ad uso di materiali nuovi, che consentissero interpretazioni cromatiche significative ed intense: Vetro, terre colorate, stoffa, sabbia. Sopra di noi il cielo del 1989, realizzata con solfato di rame che diventa turchese luminoso, o il rossovermiglio dell’ossido de La strada dellapolitica negli ultimi cento anni 1989, sulla quale s’intravedono falce martello, croce uncinata e uomini in cammino.

Scala di vetro del 1990 che accosta al tema ricorrente nell'immaginario dell'artista, scale di legno, una in cristallo verde acqua, lavorata a più angolature per rendere tutti i riflessi affascinanti di trasparenza e cromatismo luminoso. Ha reso Planisferi con foglia d’oro in mezzo ai mari o mari in lamina dorata intorno a terre colorate.

La cenere, racconta del legno bruciato, che diventa altro da sé ed anticipa per l’uomo la percezione e della fine e dell’oltre, apologize hiroshimamentre oltre la rete impronte dolorose riepilogano millenni, d’arte e cultura, dai primitivi ai prigionieri politici.
Mario Ceroli
In ferro progetto perla casa di Leonardo, di Morandi, di mondrian: geometrie precise s’intersecano diversamente.

Nel 2008 dipinge, su richiesta comunale della città di Siena il drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta Del 2010 curiosity: le ombre su marte: con il carbocino traccia ombre su tela di cotone, ombre che si succedono, opera per opera, più vicine e sempre più lontane da visioni umane.

Anche dietro la rete ( rete metallica) figure si avvicinano, si sovrappongono, si allontanano 82010.) Com’è lontano l’equilibrio sereno de l’accordo di quattro elementi.

Per vedere queste e a altre opere che dialogano tra loro, pur appartenendo a diversi momenti storiografici. è imperdilbile la mostra
Mario Ceroli
“a faccia a faccia”
di Mario Ceroli
a cura di Gianfranco Maraniello
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
21 dicembre 2012 – 1 aprile 2013
Dal 21 dicembre 2012 al 1 aprile 2013 il MAMbo –
Per ulteriori informazioni:
www.mambo-bologna.org

altra opera Daria, sagoma incernierata su tre ordini spaziali in legno greggio, nel Cantiere del ‘900 a Milano –Gallerie d’italia.Piazza della Scala

Libri su Mario Ceroli


Argomenti Correlati
Pittori e scultori italiani del '900
Pittori del 900
Foto Arte
Foto Arte

Maestri dell'Arte
Menu Arte
Menu Arte



 

Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it