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Matteo Montani Biografia e Opere

Matteo Montani Biografia e Opere

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Matteo Montani
Matteo Montani nasce a Roma il 5 settembre 1972.

Nel 1991 consegue la maturità artistica che gli consente l’accesso all’Accademia di Belle Arti di Roma nella sezione Scultura.

L’anno successivo è all’Accademia di Urbino, nella sezione Pittura. Nel 1997 ritorna a Roma e si diploma all’Accademia con una tesi sulla funzione espressiva del blu.

In questi anni di formazione frequenta lo studio del maestro Alfredo Pirri e l’ambiente artistico della capitale.

Nel 1998 getta le basi per il suo lavoro artistico sulla città, sulle stratificazioni e sul tempo, grazie alle quali è invitato dall’Accademia di Belle Arti di Brera ad esporre la prima fase de “La Via”: 240 fogli di carta abrasiva recanti tracce delle strade di Milano intitolate agli artisti del passato.

Il gallerista Sergio Casoli, apprezzati i suoi lavori lo invita ad una collettiva di giovani artisti presso la sua galleria di Milano. Presentandolo poi, come artista emergente al “Premio Suzzara” (2000), nel quale risulta vincitore.
Matteo Montani
L’anno seguente vince il concorso nazionale per rappresentare l’Italia alla X Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Sarajevo).

Nel 2002 il Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo della III Università di Roma gli commissiona un’opera per la prestigiosa sala del ”Argiletum” in Via Madonna dei Monti.

Per questo spazio Montani realizza un’ istallazione aerea dal forte impatto visivo.

Nel 2003 nasce la collaborazione con la galleria di Valentina Bonomo e il lavoro sulla città si concretizza: prima con una presentazione a Roma nel 2004, a Milano allo Studio Visconti e con un’ampia personale a Bari. l’anno seguente, nella storica galleria di Marilena Bonomo, nella quale realizza anche un walldrawing di mt 3x6.

In questi lavori dedicati alle strade di Roma che portano i nomi degli artisti del XX secolo, Montani unisce l’aspetto concettuale della traccia su carta vetrata, a quello figurativo della pittura e dell’immagine fotografica, arrivando ad elaborare un personalissimo percorso immaginifico denso di riflessioni iconografiche e di suggestioni visive.
Matteo Montani
Questi elaborati lo fanno conoscere al grande pubblico e al collezionismo con ottimi consensi in occasione di diverse kermesse nazionali.

Nel 2005 è cruciale l’incontro con il gallerista romano Fabio Sargentini, animatore di diverse stagioni di arte contemporanea italiana.

Nel 2006 dopo il riscontro ottenuto con il suo quadro “FOSTER” nella collettiva Pittori al Muro, all’Attico di Sargentini, a Montani è offerta la possibilità di una mostra personale.

Nel gennaio 2007 inaugura dunque, sempre all’Attico, un nuovo ciclo pittorico nel quale abbandona l’aspetto più concettuale del lavoro per tuffarsi in una dimensione di pittura allo stato nascente, quasi epifanica, nella quale racconta di mondi e paesaggi sempre in bilico tra un altrove e un dentro, tra microcosmi e distese siderali.

Nel 2008, dopo aver esposto in altre due collettive a l’Attico (una con Mark Francis e Alberto di Fabio, l’altra con Bendini, Sanfilipo, Tirelli), è invitato a partecipare alla XV° Quadriennale d’Arte, quindi torna ad una la personale “Il bacio ed altre strade per le stelle” da Valentina Bonomo.
Matteo Montani
Questa mostra viene accolta con un grande successo di critica e pubblico che ne sanciscono la piena maturità artistica.

Viene selezionato tra i finalisti del premio Cairo e del Talent Prize, poi tiene un’ampia personale al Mar(Museo d’Arte di Ravenna).

I suoi quadri sono acquisiti da importanti collezioni e fondazioni tra le quali ricordiamo la VAF Fondation, la Collezione Unicredit, la collezione de La Quadriennale.

Con il titolo “Abbassare il cielo agli occhi” l’artista esordisce anche a Brescia nella galleria Paci Contemporary (2009) e ne 2010 alla storica OTTO Gallery di Bologna con la personale “ A cielo aperto”.

Sempre nel 2010 Montani torna ad esporre a Milano allo Studio Visconti “Parole sulla Montagna” e alla Galleria Bonomo di Bari “Naturaldurante”, quindi all’Attico di Sargentini con “Quartetto per la fine dei Tempi”, lavoro su lunghi rotoli di carta abrasiva ispirato all’opera musicale di Olivier Messiaen.
Matteo Montani
La sua pittura si apre a diverse variazioni espressive: da un lato l’uso del blu incontra il bianco, a formare paesaggi figurali sempre più naturalistici, distese rarefatte di cieli visti dall’alto e nell’alto, con improvvisi slanci e tensioni verticali.

Contemporaneamente l’introduce l’uso dell’oro e di colori caldi, tesi, nel loro incontro, a creare superfici ricchissime, scandite da ritmi orizzontali che si interfacciano con segni che sembrano venire dallo spazio.

Nel 2010 Montani tiene anche la sua prima personale ad Atene (Kalfayan Gallery) ed espone per la prima volta anche oltreoceano a New York, invitato dalla Casa Italiana Zerilli Marimò (NY University) per conto della Isabella Del Frate consultants.

La RAI produce un piccolo documentario (curato da Raffaele Simongini) seguendo il “making of” di un’opera nel suo studio.
Matteo Montani
Successivamente viene invitato come ospite protagonista di una puntata di “Art News”, nella quale presenta in anteprima un “Quadro a Scomparsa” cioè un’opera visibile solo se bagnata e che al suo asciugarsi scompare.

La sua prima apparizione in Germania è del 2011 al Museum Am Dom di Wuerzburg nella collettiva “ Il Santo Momento” con Kounellis, Fetting, Luperz, Meese, Cucchi, Tirelli e Willikens0, successivamente una sua opera entra a far parte della collezione del Burg Museum di Miltemberg.

Nel 2011 ancora protagonista in Germania, con tre mostre personali: “Seelenlandschaft: due regimi dello sguardo”, al Museum Am Dom di Wuerzbug, agli Istituti Italiani di Cultura di Colonia e di Wolfsburg.

Dal novembre 2012 al gennaio 2013 espone 16 opere nella mostra “Vasco Bendini/Matteo Montani”, curata da Gabriele Simongini per il Museo Palazzo de’Mayo a Chieti.

Libri su Matteo Montani


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