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Maurice de Vlaminck Biografia e Opere

Parigi 1876 – La Tourillière 1958

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Maurice de Vlaminck
Nasce da genitori musicisti , il padre è di origine fiamminga.

Pur coltivando la musica si dedica alla pittura, a 16 anni va a vivere da solo sulla Senna e corre in bicicletta da ciclista professionista, con successo.

Si sposa a 18 anni ed ha presto 2 figlie, chiamato al servizio militare suona nella banda militare, partecipa alle parate, comincia anche a scrivere romanzi con il suo caporale.

Diventa grande amico di Derain, dopo averlo incontrato in treno, nel viaggio di ritorno a casa, conclusodi con un deragliamento e quindi con una gra camminata…”la pittura era per me uno sfogo” contro leggi inique … dipinge con derain uno di fronte all’altro per decenni.

In questo periodo sopravvive con la musica, scopre van gogh ed al tempo stesso l’arte africana, raccoglie maschere africane ,ne venderà una a Derain e che ispirerà lo stesso Picasso.

Le sue tele anticipano il fauvismo, ha sempre con sé una pipa di legno e dipinge con gioiosi colori fiamminghi, nonostante la povertà.
Maurice de Vlaminck
È tra i fondatori del fauvismo, anzi dirà: “il fauvismo sono io”, impiega colori duri e puri, profili blu scuri, di Prussia, poi gialli, vermigli,verdi, poi ancora blu oltremare e cobalto del cielo…dopo alcuni anni passa a toni più sfumati, influenzato da Cézanne vuol dare immagini ondeggianti, infine i tono si incupiscono…e si avvicina agòli espressionisti.

A boungival da lezioni di piano a Berthe Combe che diventerà la seconda moglie, rifiuta il cubismo dopo essersi avvicinato con alcune opere di nature morte, e dal 1911 inizia un nuova maniera fatta ancora di colori puri, con la prevalenza di toni caldi.

Aruolato nel ’14, per il fronte, può rientrare in qualità di disegnatore industriale…poi tecnico.

Nel ‘19/’20 partecipa con successo ad esposizioni , vende a Halvorse, commerciante d’arte, tele per 10.000 franchi che gli consentono di acquistare una casa a Valmondois .

Nel ‘20 nasce la quarta figlia.Maurice de Vlaminck

Nel’25 si sposta a La Tourillière dove dipingerà e scriverà fino alla morte, grazie al nuovo mercante Bernheim-Jeune: il suo leitmotive diventano le strade: tutte quelle che ha attraversato a piedi, in bici , in moto, in auto: tra boschi o fabbriche.

Continua la raccolta di materiale africano…ora porta la bombetta e lo visitano artisti e politici.

Poi arriva il nazismo, per paura che la famiglia subisca rappresaglie verso accetta di accompagnare un gruppo di artisti francesi a Berlino, (gli artisti ebrei erano fuggiti o internati), va ricordato che i suoi libri, erano all’indice…questa visita a Berlino di otto giorni gli costerà un fermo, nel ’44, dopo 48 ore verrà rilasciato dal tribunale di Dreux.

Nel ‘54 partecipa con successo alla Biennale di Venezia con dieci tele.

Pochi anni prima di morire confida a un amico: “Ho provato tutto quello che ho potuto, affinché un dono di natura desse tutto quello che poteva dare.

Ho voluto che mi si conoscesse tutto intero, con le mie qualità e i miei difetti….”

Libri su Maurice de Vlaminck


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