logo windoweb


Ruggero Alfredo Michahelles

RAM Ruggero Alfredo Michahelles Biografia e Opere

Torna alla Home Page enciclopedica di


Ruggero Alfredo Michahelles (1898-1976), in arte RAM, è principalmente noto come protagonista del futurismo toscano, nonché interprete, assieme al fratello maggiore Thayaht, delle grandi avanguardie dell’epoca.

Nel 1914 espone giovanissimo a Firenze e in altre città d'Italia ritratti, paesaggi toscani, acqueforti, scenografie, sculture e incisioni.

Il 1919-20 è un anno importante per RAM poiché, insieme al fratello Thayaht collabora all'invenzione ed alla promozione della TuTa, abito universale futurista per tutti .

Nel 1923 si laurea in Chimica all'Università di Firenze .

 Prende parte alla vita artistica fiorentina: all'organizzazione della Corporazione Belle Arti e del I° Sindacato delle Arti a Firenze

La sua personalità singolare e polimorfa nasconde, però, un’altra faccia non meno vivida e suggestiva quella di pittore metafisico, interprete del silenzio, con la mente aperta sull’immaginario e su un mondo dagli spazi vuoti ed irreali.

Sebbene la sua visione di un quotidiano fermo e immutabile esprima le sensazioni di un tempo perduto e inaspettato, in realtà rivela una grande sensibilità e serenità interiore, ideale per un’ispirazione improntata alla ricerca di bellezza dall’evidente riferimento alle forme classiche, sottoposta a tensioni dei tempi moderni.

Proveniente da un’agiata famiglia cosmopolita, impiantata a Firenze dalla metà dell’Ottocento, Ram cresce in un ambiente aggiornato e internazionale, esordendo giovanissimo come illustratore e perfezionandosi, poi, nella scenografia, come attesta il premio conferitogli nel 1924 per l’allestimento di Aida, nel Concorso Nazionale "Premio Nazionale dell'Italica", riservato agli artisti contemporanei in Toscana, per il nuovo allestimento scenico dell' "Aida". (realizzato insieme a Thayaht).

Frattanto aderisce al "Gruppo Toscano Futurista" e a tutte le manifestazioni futuriste coniando lo pseudonimo di RAM.

Dal 1925 al 1931 collabora alla rivista "Illustrazione Toscana" ;dal 1926 al 1942 incomincia una lunga collaborazione con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia" e con il periodico "Natura" per i quali realizza copertine e illustrazioni.Ruggero Alfredo Michahelles

Lavora, intanto, anche per il Ministero del Turismo facendo cartelloni e pubblicità. Collabora all'allestimento delle Mostre dell'Artigianato e dell'Agricoltura. In questo periodo, come suggerito dall'amico Giorgio De Chirico, comincia ad utilizzare lo pseudonimo Micaelles

Il suo raffinato senso estetico, attinge dalla vita, dalla moda e dall’industria, attraverso una progressiva decantazione visiva dell’immagine e della luce aggiunge l’ammirazione per la linea morbida e sensuale degli autori del Seicento fiorentino, ammirati alla grande mostra del 1922, dei quali si coglie ampio riscontro in Composizione di nudi, di qualche anno successivo.

Il 1927 è per RAM un anno molto importante poiché a Parigi si intrattiene con Alberto Magnelli, Giorgio De Chirico, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Marino Marini, Arturo Loira, Maurice Denis, Otton Friez, Carlo Carrà, Zadkin, De Pisis, “Italiens de Paris” Mirò, Fernand Léger, Alberto Savinio, Renato Paresce, Kisling, Jacovleff, Bakst, Massine, Serg Lifar, San Lazzaro, Borsi, Ezra Pound. In questo contesto matura i presupposti di uno stile d'ispirazione metafisica e di una moderna e rara classicità.

Nel 1928 viene realizzata a Palazzo Feroni, a Firenze, la sua prima importante mostra personale e sempre nel 1928 è invitato alla XVI Biennale di Venezia in cui espone la pittura "Il cipresso della strada". Nel 1930 si propone anche come scultore alla IV Mostra Regionale d'Arte Toscana:compimento dell’ esperienza “neometafisica”..

Nel 1930 si propone anche come scultore alla IV Mostra Regionale d'Arte Toscan rappresenta una vera e propria svolta nella ricerca pittorica di RAM, maturata nel corso dei ripetuti soggiorni parigini.

A Parigi, nella galleria “Le Niveau”, terrà nel 1936 una memorabile personale. “Se l’intenzione dell’artista è creare cose belle, Micaelles ci riesce attraverso tele che sanno ingrandire le mura, abbellire le stanze e, senza dimenticare la più grande delle prove: sa darci delle opere con le quali ci piacerebbe vivere”.(de Chirico ).
Ruggero Alfredo Michahelles
Sempre nel 1930 partecipa alla XVII Biennale di Venezia con "Madre Solare", scultura in terracotta.

Nel 1931, partecipa alla Prima Quadriennale di Roma. In seguito, con il fratello Thayaht cura la stesura di un documento di architettura funzionale "Brevetto per Casolaria - Le case in serie" - "Casa d'oggi", "Casa minima", "Casa media".
Lo stesso anno partecipa alla Mostra futurista fiorentina organizzata da Antonio Marasco e dal fratello Ernesto, esponendo "Madre Natura" scultura in bronzo del 1929 e tre pitture: "Il varo", "Idroscalo", "Piroscafo".

dal 1931 al 1938, realizza a Parigi una serie di opere in stile neometafisico(definixione sua personale). Da questo momento RAM continua inoltre a fare esposizioni in mostre futuriste, tra cui, nel 1931, l'esposizione a Milano alla Mostra Futurista di Aeropittura

Da questo momento RAM continua inoltre a fare esposizioni in mostre futuriste, tra cui, nel 1931, l'esposizione a Milano alla Mostra Futurista di Aeropittura e di Scenografia alla Galleria Pesaro.

Inoltre partecipa con la scultura "La Quadriga" al concorso indetto dalla Metro Goldwyn Mayer per il lancio del film di Ben Hur, che gli vale il terzo premio. La stessa opera parteciperà al concorso indetto dalla XVIII Biennale di Venezia del 1932 per la celebrazione del "Primo Decennale della Marcia su Roma", concorso dal tema "La Vittoria del Fascismo" che gli vale il primo premio.

Il 1932 è l'anno in cui elabora, insieme al fratello Thayaht, il "Manifesto per la trasformazione dell'abito maschile".

Quello stesso anno RAM sposa la Contessa Olga Olsoufieff, figlia del Conte Vassili Olsoufieff e della Contessa Olga Schouwalow. Divorzieranno poi nel 1937.

Nel 1933 partecipa al Concorso Nazionale della Stazione di Firenze (per il progetto degli urbanisti fiorentini Bianchini-Fagnoni) presentando "La Stele delle Ferrovie" modellino in legno di scultura architettonica.

La Stele delle Ferrovie doveva essere poi collocata davanti al piazzale della stazione di Firenze.

Sempre nel 1933 partecipa alla Mostra "Arte sacra Futurista" a Palazzo Feroni, a Firenze, organizzata da Fillia/Marasco.
Ruggero Alfredo Michahelles
Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale di Roma con l'opera "I figli della Lupa". Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Futurista di Aeropittura a Milano esponendo una pittura "Volo".

Nel 1936 alla XX Biennale di Venezia RAM espone la scultura di bronzo "Il Duce" (l'Uomo XIV).

Nel 1936 viene realizzata a Parigi, alla Galerie d'Art Le Niveau di Nemont - 133, Blvd. Montparnasse- una mostra personale, presentata in catalogo daGiorgio De Chirico e l'anno successivo, nel 1937, è segnalato per il Prix Paul Guillaume.

Da questo momento inizia un lungo periodo in cui l'artista alterna al soggiorno fiorentino frequenti viaggi a Parigi. Purtroppo, il lavoro parigino di questi anni sarà parzialmente distrutto o saccheggiato durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale, così come una notevole quantità di opere a Firenze (circa centocinquanta), distrutte durante un bombardamento alleato.

Dopo la fine del conflitto continua appartato ed in solitudine la propria ricerca pittorica. In questo periodo comincia a rappresentare nella sua pittura figure di saltimbanchi, reminiscenza del suo periodo giovanile in maremma in cui l'artista era stato molto in contatto con famiglie di saltimbanchi ed i loro teatrini.

Nel 1947 realizza la mostra personale presentata dall'amico Gianni Vagnetti, presso la Galleria d'Arte Sandri di Venezia.

Nel 1952 si sposa in seconde nozze e avrà due figli.

Dal 1959 al 1973 realizza una importante serie di pitture di nudi, caratteristiche per l'uso di soli due colori con le relative sfumature.

Del 1968 è la sua ultima mostra personale, presso la Galleria Michelangelo di Firenze.

RAM muore a Firenze il 14 marzo 1976.
La Neometafisica
Per gentile concessione dell’Archivio THAYAHT-RAM

gran parte dei dipinti esprimono il ventaglio delle predilezioni poetico-espressive dell’artista. Vi si trova il tema dell’isola senza ombre (L’île sans ombres) che sembra rovesciare, attualizzandolo con riferimenti all’amato razionalismo architettonico, il significato boeckliniano de L’isola dei morti, e costruendo al suo posto un’edenica isola dei vivi.

Identica tensione appare nel rapporto figure/architetture/luce de Gli sposi, ambientato nell’arenile abbagliante di Viareggio. In altre opere, come ne Les mannequins senza volto sulla riva del mare, il tono si fa sottilmente intrigante ed enigmatico, fino a sfiorare l’inquietudine in Cataclysme o in Bouquet préhistorique.

In questo genere di raffigurazioni, l’evocazione di rovine, carica di sentori romantici, si tinge di visionario riferimento al paesaggio dell’epoca terziaria – come in Savinio – ma anche dell’immaginazione di un ipotetico futuro in assenza dell’uomo, ormai destituito dal ruolo di protagonista assoluto.

La mostra di Viareggio dà, altresì, la misura della fertile vena di RAM anche in veste di scultore.

Oltre a lavori quali Madre natura e Il costruttore, spicca la celebre Quadriga, definita da Marinetti “potente forza cavalli motore”.

Realizzata da RAM nel 1929 per il concorso indetto dalla Metro Goldwyn Mayer in occasione del lancio cinematografico della prima versione di “Ben Hur”, impose il nome dell’artista alla Biennale veneziana del 1932.

Libri arte


Argomenti Correlati
Pittori e scultori italiani del '900
Pittori del 900
Correnti Artistiche
Correnti Artistiche
Foto Arte
Foto Arte
Menu Arte
Menu Arte


 


 

Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it