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Farpi Vignoli

1907 - 1997

Biografia ed Opere

Vignoli compie la sua prima formazione presso il Collegio Artistico Venturoli passando in seguito all’Accademia di Belle Arti di Bologna si presenta al pubblico ed ai critici con l’Auriga (per concorso “Premio Baruzzi” dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, e non viene assegnato, ma la commissione riconosce una somma come incoraggiamento destinata alla sua fusione in bronzo)

“Dinamicamente aereo, idealmente svincolato dall’immaginario Sulki, l’Auriga è proiettato avanti verso la vittoria contesa.

Farpi Vignoli: monumento Frassetto

Farpi Vignoli: palazzo della Camera del lavoro di Bologna in via Marconi

Curvo e teso come un arco incoccato... non è che un desiderio materiato, una volontà dura e spasimante di superazione, e dai suoi muscoli guizzanti scocca la scudisciata incitatrice.”; con queste parole descriveva abilmente l’opera il suo stesso autore nel presentarla.

L’opera ebbe una fortuna straordinaria che fece balzare agli onori delle cronache il suo scultore, basti pensare che, oltre all’esemplare conservato a Bologna ne esiste un altro alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e uno al Museo d’Arte Contemporanea di Tokio.

Esposto e premiato alla II Quadriennale romana del 1935, nel 1936 ottiene la medaglia d’oro per la scultura alle Olimpiadi di Berlino valendo all’artista la nomina di “scultore olimpico”. Da mettere vicino alla foto dell’Auriga
coltiva l'amicizia fraterna con Paolo Manaresi e con lo scultore Luciano Minguzzi, prima compagni di studi poi artisti a lui contemporanei.

Nella seconda metà degli anni Trenta, l’artista realizza una serie di sculture aventi come soggetto l’atleta colto nel pieno dello svolgimento della sua prestazione fisica, un tema tanto diffuso, quanto caro all’estetica del Regime.

Nel 1938 espone Il tiratore di fune al Premio San Remo, mentre alla III Quadriennale di Roma del 1939 presenta Il saltatore.

Nello stesso periodo scolpisce i colossali rilievi per la facciata della allora Casa del Contadino oggi Camera del Lavoro di Bologna, in via Marconi.

Gli anni precedenti la seconda Guerra Mondiale e quelli successivi alla caduta del Regime corrispondono ad un momento di crisi creativa, per la quale cerca una soluzione dedicandosi agli acquarelli

1946 Espone un Gruppo di acquerelli alla Royal Academy di Londra.

1951 Mostra di acquerelli alla Galleria Bolzani a Milano. ))

Farpi Vignoli: palazzo della Camera del lavoro di Bologna in via Marconi

Farpi Vignoli: tomba di Enio Gnudi

Negli anni Cinquanta l’artista inizia a produrre insignificativi monumenti funerari per la Certosa di Bologna, tra i quali l’originalissima Tomba Frassetto del 1950 dove, con straordinaria naturalezza, dispone a colloquio uno fronte l’altro -distesi come due antichi romani in un conviviale - il padre Fabio, docente universitario, e il figlio Flavio, morto in guerra.

É un colloquio silenzioso ma intenso, occhi negli occhi, una comunicazione struggente anche nella morte.
mettere foto

vigoroso e sofferenti i reggitori della tomba Gnudi

I ritratti di artisti del cinema americano (tra cui Tyrone Power e il regista Henry King) , sempre alla Certosa, il Monumento bronzeo ai Bersaglieri caduti in Russia (Bologna), la Madre che cuce a macchina, bronzo (G.A.M. di Bologna), i ritratti in bronzo del poeta Gatto, dello scultore Bolognini, delle figlie Alessandra e Nicoletta.

Nel 1957 progetta e dirige la costruzione di un complesso architettonico per l'Accademia di Belle Arti di Bologna, con l'edificio delle aule e il Teatro per la Scuola di Scenografia.

Torna alla scultura con la Stele ai mutilati di guerra bronzo (Parco S. Viola, Bologna), il Monumento di San Francesco e il lupo (Gubbio), altorilievo in bronzo, il Ciborio del Duomo di Casalecchio, bronzo naturale, Mariarosa, la maestrina, marmo (Certosa), il Cavallo al trotto (Castel S. Pietro), bronzo grande al vero.

Nell'ultimo periodo di attività, tra gli anni ottanta-novanta,torna a soggetti sportivi, tutti in bronzo: Il Deltaplano, Il Windsurfer, Giacomo Agostini, Björn Borg, Il Motocross.

Muore a Bologna nel 1997

http://www.certosadibologna.it/museo_virtuale/museo_virtuale.html

Farpi Vignoli: Maestrina per la cappella Coltelli

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