logo windoweb


Galileo Chini Biografia e Opere

Galileo Chini Biografia e Opere (1893 – 1984)

Torna alla Home Page enciclopedica di


Galileo Chini è stato un artista poliedrico, versatile, imprevedibile, sicuramente uno dei pionieri del Liberty in Italia, della fine ‘800 inizi ‘900.

Nasce a Firenze , il 2 dicembre 1873, da Elio, sarto e suonatore dilettante di flicorno, e da Aristea Bastiani.

Le cronache raccontano di come Galileo Chini, mentre tornava da scuola, si fermasse in Piazza del Mercato Vecchio a Firenze a fianco del cavalletto di Telemaco Signorini per osservare il pittore, che lo prese a simpatia. Questa amicizia si allargherà a diversi artisti fiorentini .
Galileo Chini
Dopo la morte del padre, Chini si iscrive alla Scuola d'Arte di Santa Croce, a Firenze, per frequentare i corsi di decorazione , ottiene ottimi risultati. Diventa apprendista decoratore nell'impresa di restauri dello zio paterno, Dario, dove negli anni seguenti raggiungerà livelli direttivi, nel frattempo, s’impadronisce di diverse tecniche per il restauro di antichi dipinti, e per dipingere fantasiose decorazioni , frequenta la bottega di Amedeo Buontempo , poi dal 1890 al 1892, sotto la guida dei pittori Cosimo Conti e Augusto Burchi, partecipa ai restauri della chiesa di Santa Trinità a Firenze.

Dal 1895 al 1897, sollecitato dagli artisti locali, sopraccitati, frequenta la Scuola Libera di Nudo all'Accademia di Belle Arti di Firenze ed il Circolo degli Artisti cittadino dove ha occasione di conoscere Plinio Nomellini, Libero Andreotti, ed altri .

A Firenze nel 1896 fonda la manifattura "Arte della Ceramica" insieme a Giovanni Vannuzzi, Giovanni Montelatici e Vittorio Giunti. Per reagire alla vendita della Ginori e alla partenza di Ponti per Milano. Nell’arte decorativa del periodo è influenzato dalla cultura dei preraffaelliti, poi dall’adesione all’Art Nouveau, con riferimenti mitteleuropei e franco-belghi . Suo obbiettivo “ trasformare i nostri artisti in artigiani e i nostri artigiani in artisti”.

Crea vasi e, piatti, piastrelle, di ceramica, con effetti Liberty, negli smalti a Piante, fiori, animali, figure che si piegano sulle superfici curve dei suoi vasi, e riverberano colori iridescenti.

Aveva infatti iniziato ad utilizzare il lustro metallico, su disegni austeri, e colorazioni sobri, raggiungeva riflessi brillanti nella "Fornace " di proprietà, grazie alla competenza tecnica del cugino Chino ,realizzeranno ceramiche ,vetrate, ma anche arredamenti d'interni e mobili in legno decorati a loro volta da piastrelle, si inserivano perfettamente nelle tendenze del gusto liberty.

Nel 1898, era riuscito ad ottenere una medaglia d’oro, alla Prima Esposizione d’Arte Decorativa di Torino, portando come simbolo di fabbrica la “Melagrana”, in grado di racchiudere la creatività di tanti in un ambiente unico colorato e fecondo.
Galileo Chini
Presto sarà Galileo Chini a dirigere la manifattura, destinata a trionfare in un crescendo di successi e di commissioni, ma non risponderà mai all’impostazione industriale auspicata da Ponti, per seguire invece richieste e commesse personalizzate.

Accumula diversi successi, nel 1900 un premio alla Mostra di Parigi , altri riconoscimenti l’anno seguente a Pietroburgo (in una mostra voluta dalla zarina Alessandra.). La manifattura fiorentina, sfonderà perfino negli Stati Uniti, presso Tiffany a New York.

Notevole la sala da bagno dell’esposizione di Torino del 1902, interamente rivestita di piastrelle con quattro bassorilievi in grès: tra riccioli e motivi floreali: le sagome di due eleganti cigni, salamandre ,rettili, pavoni resi scintillanti da colori metallici propri delle sete orientali.

Nel 1899 aveva sposato Elvira Pescetti, dalla quale ha due figli Isotta, nel 1900 e Eros, nel 1901.

Chini nel 1901 era stato accettato alla quarta edizione della Biennale di Venezia con il grande dipinto “La quiete” che rappresenta il paesaggio all’ora quieta del crepuscolo.( esposto a Rovigo-www.mostra divisionismo.it-)

Nel 1903 , Chini è invitato a collaborare attivamente a quest’arredamento, dipingendo la volta nella sala della Toscana,per la quale disegna i modelli di due lampadari in rame e due porte di marmo ornate con arabeschi in oro e intarsi di pietre dure. Nel 1907 , con Nomellini, decora la Sala del Sogno che il Re del Siam, Rama V,ammirerà tanto da invitarlo a Bangkok

Nel 1909 riceve il compito di dipingere la “Sala della Cupola della Biennale”.

L’artista decide divide la cupola in tre ordini decorativi. Nella fascia superiore realizza motivi floreali , ornamentali, in quella inferiore rappresentazioni simboliche , divide in otto campi la parte centrale, con episodi dei più importanti periodi della civiltà: Le origini,Le arti primitive: Egitto, Babilonia, Assiria, poi Grecia e Italia, segue l’Arte bizantina (a Ravenna e a Venezia) , procede Dal Medio Evo al Rinascimento da Michelangelo al Barocco , per La Civiltà nuova celebra il mito dell’epoca, nuovo Icaro, Santos Dumont che stava compiendo degli esperimenti ufficiali elevandosi da terra con il suo aeroplano...

Per i lavori in ceramica viene premiato alle esposizioni internazionali di Bruxelles, San Pietroburgo.
Galileo Chini
Poi raggiunge Bangkok, per decorare spazi di corte, la Sala del Trono di Rama VI ,gli affreschi sotto la cupola centrale, rievocano i momenti significativi dei sette ultimi re del Siam (dal Settecento al Novecento), compreso il re Rama V, (1868-1910).

Contemporaneamente segue una serie di ritratti ufficiali per la famiglia reale e per i dignitari di corte.

Nel Siam Chini, aveva compiuto vari sondaggi dal clima ambientale alla resistenza delle terre colorate, portando dall’Italia materiale più idoneo per i suoi affreschi,comprese le sue maioliche. Si era aggirato tra vecchie pagode e templi ,per innestare i caratteri architettonici e artistici italiani, nell’oriente del tempo, ed al tempo stesso per acquisire nuove tecniche nell’arte pittoriche e decorativa.

Dal 1901 al 1910 è il decoratore più ricercato, con committenze multiple, come un artista Rinascimentale.

La fabbrica dal 1906 fino al 1944 si sposta a borgo San Lorenzo nel Mugello e prende il nome di “Fornaci San Lorenzo”, aumenta la produzione di esemplari destinati ai rivestimenti edilizi : rosoni, listelli, colonne, capitelli e teste di leone, oltre alla produzione per decorare i mobili.

Negli stessi anni affresca a San Miniato, la sala del consiglio comunale e la chiesa di San Domenico; seguono restauri nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze, poi una serie di affreschi presso l'Hotel Cavour (nella stessa Firenze) nel Palazzo Pathé a Milano, in via Settembrini 11,ove inserisce i suoi mosaici, come nel Grand Hotel La Pace a Montecatini.

Usava sempre più, le maioliche,come elemento decorativo di interni ed esterni nei grandi palazzi , nei negozi, in diversi edifici sull’omonimo Viale Regina Margherita a Viareggio (LU), e’ da ammirare Gran Caffè Margherita, dove spiccano due cupole esterne ricoperte di tegole ceramiche di colore verde, all’interno le vetrate interamente dipinte da Chini.

Dopo gli impianti decorativi per il Grand Hotel des Thèrmes a Montecatini e la Camera di Commercio di Firenze,dopo i saloni all'interno del Palazzo dei Congressi a Salsomaggiore Terme ecco le decorazioni delle Terme Berzieri a Salsomaggiore.
Galileo Chini
Le più celebrate per il turchese sposato a dorature sui rilievi , Su progetto dell’architetto Ugo Giusti, la costruzione inizia poco prima dello scoppio della Grande Guerra per terminare nel 1922. si tratta di un lavoro, tanto impegnativo che si rese necessario ingrandire le strutture dell’azienda e ampliare i forni.

La decorazione ricopre quasi tutto l’edificio: gli ambienti destinati alle cure, sono rivestiti con piastrelle color avorio e listelli dorati e il bar, il salone centrale e lo scalone,sono rivestiti da piastrelle e listelli di vario tipo, con volute, intrecci, ovali e dorature. ,quindi il grande affresco di Galileo. Molto ricche anche le decorazioni esterne con grandi tondi, marmorizzati

I tetti e le cupole sono ricoperti di tegole smaltate sempre prodotte dalla Manifattura, quindi interventi nello stabilimento delle Terme Tamerici di Montecatini Terme (PT), per il pannello verde , intorno alla fonte Giulia, ove sono rappresentati pesci che nuotano tra frondosi rami, pigne e decorazioni geometriche con pavoni e girali.

Nei pannelli ai lati dell’ingresso figure che risentono del l’influenza di Klimt. il pavimento del portico è realizzato in grès con decori in blu cobalto geometrici porta la data 1910 insieme a decorazione di putti avvolti da sinuosi nastri che sorreggono una ghirlanda benaugurante.

Dall'inizio del 900 Chini aveva scelto per le villeggiature, Fossa dell'Abate , oggi Lido di Camaiore. Insieme con l'amico architetto Ugo Giusti (lo stesso delle Terme di Salsomaggiore, decorate da Chini) progetta a quattro mani la sua "La Casa delle Vacanze".
Galileo Chini
Una villa semplice ,con eleganti le linee secessioniste. (Da molti anni la villa è diventata un albergo, ma considerata un piccolo museo,grazie ad affreschi, quadri, ceramiche, oggetti di arredamento , opere di Chini conservate.)

Nello stesso periodo grazie alla collaborazione con l’architetto Giovanni Michelazzi , opera a Firenze, a villa Broggi Caracena , nel villino di via Giano della Bella, in villa Ventilari e villa del Beccaro in Viale Mazzini, o nel villino Ravazzini e in altre abitazioni su viale Michelangelo.

Rappresenta fregi di chiara ispirazione rinascimentale, ai quali aggiunge, rami carichi di pigne, ghirlande di foglie, festoni alternati a pannelli con composizioni geometriche e floreali d’influenza klimtiane , poi spirali, cerchietti e triangoli, decorazioni in serie girali , disegni astrali. richiami della tipica arte siamese.

La Casa delle Vacanze di Galileo Chini

Dal 1908 era diventato docente al la cattedra del Corso di Decorazione alla Regia Accademia di Belle Arti di Roma,e sempre nel 1908 aveva iniziato le prime collaborazioni come scenografo, ’attività scenografica che si concluderà nel 1937, l’artista lavora inizialmente solo per il teatro di prosa “sogno di una notte di mezza estate”, in occasione delle celebrazioni di Shakespeare, poi la “Cena delle beffe” che avrà una edizione parigina.

Prepara poi le scene per l’Amore dei tre re” dell’amico Benelli e ”Orione” di Morselli.

Quindi scopre l’opera lirica solo nel 1917, con Giacomo Puccini, per rappresentare il Gianni Schicchi, poi la Turandot, e la Manon.
Galileo Chini
Riesce a immettere nella tradizione scenografica ottocentesca, caratteri del Liberty volti ad alleggerire il barocchismo di tanti sfondi, Passa dagli interni sfarzosi della Firenze dei Medici per i lavori teatrali di Sem Benelli, ai paesaggi semplici e realistici dei melodrammi pucciniani,.

Lo sfondo teatrale, le quinte di scena, gli attrezzi, gli arredi, i costumi, diventano la naturale conseguenza dopo affreschi sulle pareti di palazzi e dopo allestimenti per esposizioni.

Era rientrato dalla Thailandia nel 1913, con una collezione di cimeli orientali che nel 1950 donerà al Museo etnografico dell'Università di Firenze. Nel 1914 partecipa alla Mostra della Secessione Romana con una serie di opere, ispirate alla cultura orientale intrecciata, in modo originalissimo, al linguaggio secessionista.

I manufatti in ceramica,seguono influenze orientaleggianti, di forma ovale a lustro, adornate da eleganti coperchi, decorati con antilopi, uccelli, rose pesci,palmette,fiori .

Nel 1914, Chini viene incaricato di eseguire una nuova decorazione, nel salone centrale delle Esposizioni. Ispirandosi al Liberty, influenzato dall’arte i Klimt, esegue “La Primavera”, pannelli con decorazioni floreali, dove si sovrappongono in modo scalare, fanciulle con i pepli. quattordici pannelli ove trionfa: La fioritura della primavera italica , La primavera classica.

L’incantesimo dell’amore ,La primavera della vita, La primavera che perennemente si rinnova.
Galileo Chini
Sempre nel 1915 insegna al Corso di Ornato della Regia Accademia di Belle Arti di Firenze, ed è chiamato ad affrescare il Palazzo Comunale di Montecatini Terme.

Negli anni Venti, dopo il successo raggiunto negli ambienti pubblici sopraccitati, riceve l’incarico governativo con l’ ingegnere Belluomini, di ristrutturare il lungomare di Viareggio, vi pone decorazioni con piastrelle in maiolica prodotte a Borgo San Lorenzo.

Ancora oggi sulla passeggiata di Viareggio spiccano le citate due cupole del Gran Caffè Margherita.

Nel villino di viale Carducci, 6, inserisce pannelli con figure femminili su un coloratissimo fondo di fiori , evidente richiamo ai pannelli della Primavera dipinta per Biennale veneziana del 1914.

Sull’esterno dell’edificio di viale Manin, 20, realizza fregi con cavalli marini che emergono dalle onde mentre sulle fasce di piastrelle che rivestono il parapetto della terrazza, si trovano foglie e frutta. Abbellisce il villino Amore e la facciata dell’hotel Liberty,con Putti e festoni; nelle lunette dell’hotel Excelsior, inserisce palmette, delfini, girali, decora i riquadri sopra la porta dell’ingresso principale con vasi ricolmi di frutta e navi dalle vele spiegate

Per la facciata di villa Argentina, in via Antonio Fratti, 400, propone una vasta superficie decorata in ceramica. con pannelli dal tipo a scacchiera di verde e oro, alternati a cesti di frutta, a rettangoli con volatili che beccano grappoli d’uva tra foglie e tralci.

Continua a celebrare le piastrelle della Manifattura per l’abbellimento di palazzi e ville italiane e ne arricchisce l’arredamento con vasellame e rivestimenti in maiolica, anche in diversi edifici nella zona del Mugello, e nella facciata di una villa Romana, decorata da piastrelle trattate a lustri metallici ove sono raffigurati rami ricurvi su cui strisciano delle lumache. inserisce la decorazione ceramica, su una struttura architettonica tradizionale, rendendola contemporanea grazie a linee ornamentali in liberty.
Galileo Chini
A Borgo San Lorenzo l’edificio più riccamente decorato è la casa del cugino Chino Chini, del 1923.

Nella parte esterna ci sono numerose piastrelle a motivi geometrici mentre nell’interno , al piano superiore, c’è un caminetto rivestito di piastrelle gialle e rosse con rose, granchi e spirali in leggero rilievo; una stanza da bagno con rivestimento in maiolica di notevole interesse ,quindi delicati motivi floreali, su una parete della scala di accesso al secondo piano o sotto i davanzali delle finestre.

Di particolare rilievo è il pavimento della sala centrale del pianterreno, in grès policromo, dove Galileo, ha raffigurato la nascita di Venere

Abile e originale, diviene ideatore inesauribile di nuove forme decorative e nuove combinazioni : putti, ghirlande, festoni tratti dall’arte classica, alternate a pannelli con composizioni geometriche e floreali d’influenza klimtiane ,poi spirali, cerchietti e triangoli, ai quali si aggiungono richiami della tipica arte siamese, con decorazioni in serie girali ,fregi botanici, disegni astrali.

Nel 1927 ottiene la cattedra di Decorazione pittorica alla Reale scuola di Architettura a Firenze , nel 1928 affresca la sede milanese della Società elettrica Montecatini. Nel 1930 dopo la Biennale di Venezia si dedica a mostre personali, in Italia e all'estero.

Nel 1936 a causa di una legge che proibiva qualsiasi tipo di ornamento all’esterno degli edifici la Manifattura Chini ebbe un vero collasso economico .
Galileo Chini
Nel 1938 lasciato quindi l'insegnamento per raggiunti limiti di età prosegue nell'organizzazione di mostre personali (Bologna, Parigi, Roma, Düsseldorf, ecc.) fino al 1942, periodo in cui la guerra lo porta a sospendere ogni attività.

Nel 1945 dona al Comune di Firenze una serie di vedute della città diventate ruderi nel corso della guerra.

Nel 1946 muore la figlia Isotta e, negli anni successivi, la sua attività va progressiva-mente riducendosi a causa di disturbi alla vista tanto seri che lo condurranno alla cecità.

Nel 1951 è all'Esposizione Internazionale d'Arte Sacra, a Roma, nell'anno successivo Firenze gli dedicherà una retrospettiva personale.

Espone ancora a Roma, per la Mostra d'Arte contemporanea, nel 1954 e a Bogotà, in Colombia, nel 1956.
Galileo Chini muore il 23 agosto del 1956 nella sua casa-studio in via del Ghirlandaio 52, a Firenze.

È sepolto nel cimitero monumentale dell'Antella.

L'opera di Chini sta conoscendo in anni recenti una stagione di attenta rivalutazione, di cui testimonia in maniera significativa la mostra dedicatagli nel 2006 dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. E ora la mostra Villa Badoer a Fratta Polesine

Libri su Galileo Chini


Argomenti Correlati
Pittori e scultori italiani del '900
Pittori del 900
Foto Arte
Foto Arte

Maestri dell'Arte
Menu Arte
Menu Arte


 


 

Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it