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Giacomo Manzł Biografia e Opere

Giacomo Manzł Biografia e Opere

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Giacomo Manzł  Cardinale  1952
Giacomo Manzu', pseudonimo di Giacomo Manzoni, uno dei maggiori scultori del Novecento, nasce a Bergamo il 22 Dicembre del 1908, dodicesimo di quattordici fratelli.

La famiglia non ha possibilitą economiche, il padre calzolaio, arrotonda le magre entrate con l'attivitą di sagrestano ed il piccolo Giacomo puņ frequentare la scuola fino alla seconda elementare.

Nelle botteghe degli artigiani dove il futuro scultore impara a scolpire e dorare il legno, prende confidenza con altri materiali come la pietra e l’argilla, mentre frequenta i corsi di Plastica Decorativa presso la scuola A.Fantoni di Bergamo.

Durante il servizio militare a Verona, ha l'occasione di ammirare e studiare le porte di San Zeno e si appassiona ai calchi dell'Accademia Cicognini.

Dopo un breve soggiorno a Parigi nel '29, nel 1930 si stabilisce a Milano dove l'architetto Giovanni Muzio gli commissiona la decorazione della Cappella dell'Universitą Cattolica di Milano, lavoro che lo impegno per due anni.

Intanto realizza le sue prime opere in bronzo, si dedica al disegno, all'incisione, all'illustrazione ed alla pittura, superando l'iniziale ispirazione all'arte egizia e minoica del «primitivismo», allora molto diffuso.
Giacomo Manzł
Giacomo Manzł comincia a modellare teste in cera e bronzo guardando a Medardo Rosso.

Nel 1932 prende parte a una mostra collettiva alla Galleria del Milione e nel 1933 espone una serie di busti alla Triennale Nel 1934, alla Galleria della Cometa di Roma, Giacomo Manzu' tiene la sua prima grande mostra, insieme ad Alighi Sassu, con il quale divide lo studio.

Con l'opera "Gesł e le Pie Donne" Manzł vince il premio Grazioli dell'Accademia di Brera per lo sbalzo e il cesello.

Nel 1936 Giacomo Manzł si reca a Parigi, con l'amico Sassu dove visita il Musée Rodin, conosce gli impressionisti e sviluppa i primi germi di ribellione antinovecentistica che lo porteranno ad aderire al movimento di "Corrente".

Considerato ormai fra le personalitą pił significative della scultura italiana, tra il 1938 e il '39 Manzł inizia la serie dei "Cardinali", ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola, assorte in meditazione.

Da il via al ciclo di bassorilievi in bronzo con le "Deposizioni" e le "Crocifissioni" in uno stile classicheggiante e una poetica che si richiama a Donatello.

Negli anni '40, come reazione alla violenza della guerra, Giacomo Manzł riprende e riunisce sotto il titolo "Cristo nella nostra umanitą", le opere della Crocifissione e della Deposizione.

Nel 1941 Giacomo Manzł ottiene la cattedra di scultura all'Accademia di Brera, dove insegna fino al 1954, quando si dimette per dissensi sul programma di studio.

Non mancano i riconoscimenti: il suo nudo di "Francesca Blanc" vince il Gran premio di scultura alla Quadriennale di Roma del 1942 e, alla Biennale di Venezia del 1948, vince la medaglia d'oro per la serie dei "Cardinali".

Nel 1945 si stabilisce a Milano e nel 1946 l'incontro con Alice Lampugnani č all'origine dell'importante opera "Grande ritratto di signora" e di un centinaio di disegni che lo terranno occupato per due anni.

Nel 1947 Manzł illustra le Georgiche di Virgilio, e viene organizzata una grande Mostra antologica dei suoi lavori al Palazzo Reale di Milano.
Giacomo Manzł
Nel 1954 Manzł prosegue l'insegnamento all'Accademia estiva di Salisurgo dove incontra Inge Schabel che diviene la compagna della sua vita: lei e sua sorella Sonja saranno le modelle dei suoi futuri lavori.

Impegnato per lunghi anni alla creazione dei disegni preparatori, dei bozzetti e di tre porte di cattedrali fra cui la "Porta della Morte" per San Pietro a Roma, Giacomo Manzł ritorna alla figura a tutto tondo ed a temi pił intimi come "Passi di danza", "Pattinatori" e gli "Amanti.
Giacomo Manzł  Cestino di frutta
Giacomo Manzł si č occupato anche di teatro disegnando scenografie e costumi, tra cui quelli notevoli per l' "Oedipus rex" di Igor Stravinskij nel 1965, per "Tristano e Isotta" di Richard Wagner nel 1971 e per il "Macbeth" di Giuseppe Verdi nel 1985.

Lo scultore muore a Roma (vicino ad Ardea, dove si era stabilito quando stava preparando la Porta della Pace e della Guerra, per la chiesa di San Laurenz a Rotterdam), il 17 gennaio 1991.

Libri su Giacomo Manzł
Giacomo Manzł 1970
Giacomo Manzł 1970
Giacomo Manzł  Orfeo 1960
Giacomo Manzł Orfeo 1960
Giacomo Manzł  Cardinale 1954 
Giacomo Manzł Cardinale 1954


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